Lo scafandro e la farfalla

Jean-Dominique Bauby

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Traduttore: B. Pagni Frette
Anno edizione: 1997
In commercio dal: 8 agosto 1997
Pagine: 128 p.
  • EAN: 9788879284028
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Gaia la libraia

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L'8 dicembre 1995 un ictus getta Jean-Dominique Bauby in coma profondo. Quando ne esce, tutte le sue funzioni motorie sono deteriorate. Colpito da quella che la medicina chiama locked-in syndrome, e che lascia perfettamente lucidi ma prigionieri del proprio corpo inerte, Bauby non può più muoversi, mangiare, parlare o anche semplicemente respirare senza aiuto. In quel corpo rigido e incontrollabile come lo scafandro di un palombaro, solo un occhio si muove. Quell'occhio, il sinistro, è il suo legame con il mondo, con gli altri, con la vita. Sbattendo una volta le palpebre del suo occhio Bauby dice di sì, due volte significano un no. Sempre con un battito di ciglia, ferma un interlocutore su una lettera dell'alfabeto che gli viene recitato secondo l'ordine di frequenza della lingua francese: "E, S; A, R, I, N, T...". E, lettera dopo lettera, Bauby detta parole, frasi, pagine intere... Con il suo occhio Bauby scrive questo libro: per settimane intere, ogni mattina prima dell'alba, pensa e memorizza un capitolo che più tardi detta a una redattrice del suo editore. Così, da dietro l'oblò del suo scafandro, invia le cartoline di un mondo che si può solo immaginare, dove vola leggera la farfalla del suo spirito.
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    angelo

    20/12/2015 21:04:54

    Ingredienti: un giornalista famoso colpito dalla "locked-in syndrome", una mente rimasta lucida in un corpo paralizzato, una sola palpebra per comunicare col mondo, ricordi e pensieri scritti con un occhio sulla soglia della morte. Consigliato: a chi vive con un'anima di farfalla dentro un corpo di pietra, a chi rimane in bilico tra voglia di vivere e voglia di morire.

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    ROBIRO

    17/09/2013 15:47:10

    Raccontare lo stato n cui si è costretti a ad essere con grande leggerezza e ironia , senza mai suscitare compassione o tristezza, rappresenta la vera forza di questo romanzo. I piccoli sono lì per arricchire la nostra vita.

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    Erika

    31/01/2013 13:46:09

    Comprai questo libro per caso, molti anni fa (avevo 17 anni), e lo lessi tutto d'un fiato. Impressionante, è stato come se mi avessero acceso la luce. Non so se sia stato il destino o se era soltanto il momento giusto per leggere questo libro, ma mi ha davvero cambiato le prospettive. L'ironia e la leggerezza con la quale l'autore affronta le prove più dure sono una bella lezione per i tanti che si arrabbiano e soffrono di fronte a cose che davvero non hanno valore. Consigliatissimo anche e soprattutto agli adolescenti.

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    Stellasolitaria

    18/07/2012 10:39:27

    Mi è tornato alla mente questo splendido libro, letto un paio di anni fa, quando ieri mi hanno raccontato di una donna giovane a cui è venuto un ictus e per un gioco del destino la sua vita è cambiata. Commovente e coinvolgente. Ricordo di aver pianto. Bellissimo, corto, veloce da leggere ma lascia un segno indelebile.

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    Fabrizio Rotoloni

    15/02/2010 16:30:08

    Ho questo libro dal 1997, ho la prima edizione, da allora tante volte l'ho letto e tante copie ne ho donate alle persone importanti della mia vita. Nella fascia di sovracopertina c'è scritta una frase bellissima, è di Edmund White "Leggete questo libro e innamoratevi della vita", ed è vero! Ho sempre considerato questo libro come la dimostrazione più alta e più vera di quello strano e crudele gioco che il destino a volte impone e cioè che spesso, il meglio di noi viene fuori nei momenti peggiori... ma la vita è di certo un gioco che vale la pena giocare, sempre e comunque. Ho maturato questo pensiero leggendo le pagine di questo libro.

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    maria grazia

    17/06/2009 19:26:00

    Intenso, commovente, malinconico. Lieve come una farfalla, profondo come il mistero della vita.

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    frantic

    20/04/2009 18:21:46

    meraviglioso e commovente.

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    gianfranco

    10/12/2008 11:36:43

    da leggere e rileggere,è un viaggio sul lato oscuro della Luna

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    Sempavor

    03/12/2008 14:25:44

    Un libro commovente. Qualcuno potrebbe definirlo "duro", metallico nel suo presentare sfacciatamente la realtà di una situazione simile a quella vissuta dal protagonista...pagine che sono una serie di pugni in faccia al lettore. La realtà è che il libro parla di sofferenza, ma di quella sofferenza reale e di tutti i giorni (per tante persone), che però è difficile da intuire se non se ne è colpiti, in qualche modo: sono pugni in faccia solo per chi non ci è passato. Per tutti, comunque, un libro da leggere.

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    valerio

    17/03/2008 19:31:39

    E' un libro che trasmette ai lettori un senso di malinconia, nel capire quello che ha passato negli ultimi anni della propria vita Jean-Dominique-Bauby. E' un libro molto incolvogente, ma adatto ai lettori più adulti. Parla del protagonista del brano, che mentre andava con suo figlio in macchina viene colpito da un'emorragia celebrovascolare. Lui rinchiuso in questo corpo da cui non può liberarsi, ma la voglia di fantasticare che lo porta al di fuori del corpo in cui è rinchiuso. Un bel libro se lo si capisce.

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