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Editore: Einaudi
Anno edizione: 2005
Pagine: 594 p., Brossura
  • EAN: 9788806167516

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    lalli

    06/03/2007 10.33.24

    Questo libro è molto più bello del precedente.

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    Michele Benatti

    14/12/2006 10.38.29

    Non mi è piaciuto affatto, "Scirocco". Fin dalle prime pagine ho sentito l'odore del riferimento forzato ad un luogo, un evento o un personaggio "mitico" e proseguendo nella lettura la sensazione è diventata fastidio. La storia è pretenziosa e non ha quel respiro a 360° che, secondo me, era nelle intenzioni dell'autore. "Scirocco" è infarcito di stereotipi, spesso ingenui, e non c'è approfondimento dei caratteri e delle situazioni. Insomma, una vera delusione.

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    Gianca

    30/06/2006 08.39.46

    Confuso, caotico, mette a dura prova la pazienza del lettore. Ma bisognava proprio esporla così questa storia che non è affatto male ma che la struttura narrativa la rende molto pesante? Non ce l'ho fatta a finirlo, ho letto fino a 350 pag. aspettando che decollasse ma ciò non è avvenuto.

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    mixtli

    27/06/2006 10.44.50

    Buone premesse per un ottimo romanzo ma la scrittura caotica penalizza pesantemente la fruibilità. La struttura narrativa è da musica jazz nel senso che salta da una situazione all'altra continuamente rischiando di far perdere il filo del discorso. Molte situazioni sono inoltre spiegate usando poche parole con una forma sincopata, da sceneggiatura cinematografica.

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    Vincenzo Di Comite

    26/06/2006 06.17.09

    Intelligente e interessante, e nella seconda parte avvincente, anche se con qualche forzatura. Da sottolineare che a volte le righe apparentemente più inverosimili sono invece documenti autentici. Un libro che dovrebbero leggere tutti: gli under 30 per incuriosirsi su un passato recente del quale nessuno gli ha mai parlato e gli over 30 per ricordarsi (se ce ne fosse bisogno) che non siamo così lontani dai regimi sudamericani.

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    Nicola81

    16/03/2006 11.40.37

    I giudizi positivi che ho letto mi hanno convinto a comprarlo…e ho fatto bene! Certo la scrittura di De Michele è abbastanza caotica e i personaggi centrali, anche se ritratti con ironia e precisione, non appaiono sempre credibili (soprattutto Lara). Però la trama è di quelle che ti appassionano, coinvolgono e fanno riflettere; un intrigo criminoso che conduce il lettore lungo 50 anni di storia italiana dalla fine della guerra ai giorni nostri passando attraverso Gladio, strategia della tensione, terrorismo rosso e trame nere. Naturalmente vincono i buoni, ma il prezzo della vittoria sarà molto alto… In mezzo, filosofia, tecnologia e tantissima musica, ma anche una documentazione seria ed attendibile. Leggetelo e avrete voglia di saperne di più su certi misfatti di casa nostra e non solo!

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    Giuseppe Iannozzi

    12/02/2006 13.00.24

    Non nego che esista della buona narrativa che si possa dire anche noir - senza dover necessariamente incasellarla nel genere. Tuttavia tirare in ballo Pier Paolo Pasolini e “Petrolio” per dire, o meglio per portare petrolio al lavoro di Girolamo De Michele è per me una forzatura che come minimo mi fa rizzare quei pochi capelli che in testa mi son rimasti. Il fatto è che “Scirocco”, per quello che è il mio occhio critico, non ha nulla a che vedere con Pasolini né con “Petrolio”, nemmeno alla lontana, o alla lontanissima. E poi, è sufficiente un solo capitolo di “Petrolio” per spazzar via “Scirocco”. Non dico che sia brutto il lavoro di Girolamo De Michele, ma che diavolo!, Pasolini lo si sta usando come il prezzemolo, in malo modo, per ogni fesseria e serietà in circolo. Contro il noir non ho nulla, ci mancherebbe: quando un noir è ben scritto è scrittura al pari di tanta altra. Capisco tutto o quasi, tranne le forzature critiche a tutti i costi. Ho già detto prima, non ho altro da aggiungere tranne che si torna a tirare in ballo Pasolini, di nuovo. Leggo “Scirocco” e leggo una storia che mi fa divertire, punto e basta. Leggo “Petrolio” e non leggo solo una storia. A me sembra una storia onesta, che fa divertire anche, e basta. Ma è già un grande risultato il fatto che sia una scrittura (storia) onesta quella di De Michele, in un mercato editoriale sempre più invaso da porcherie totali. Ecco, “Scirocco” è invece un bella storia, divertente. “Scirocco” è un librettino “ino” “ino”, scritto benino. “Petrolio” è tutt’altra cosa. “Scirocco” è semplicemente un libro, un noir, fine. “Petrolio” è tutt’altra cosa. Di librettini scritti benino son pieni gli scaffali delle librerie: è un bene? è un male? Forse entrambe le cose.

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    Lori

    30/12/2005 08.24.49

    romanzo davvero eccezionale, racchiude il peggio e il meglio di questa nostra italia: gladio, terrorismo nero, depistaggi,leggi speciali, favoreggiamenti da una parte e la lotta partigiana, la solidarietà, l'idealismo, il coraggio dall'altra... e poi tanta musica, generazioni che si avvicinano, storia intricata e intrigante... Insomma davvero notevole: da non perdere

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    Mario

    09/12/2005 14.39.41

    A me complessivamente non è dispiaciuto, anche se i personaggi mi sono sembrati a volte un po' stereotipati e i dialoghi un po' banali (un'immagine per tutti: la giovane che scopre grazie all'ex militante di sinistra l'esistenza di Gladio e simili e rimane un po' incredula della serie: ooohhhh....) A favore certi sprazzi di bravura dell'autore: ad esempio la descrizione del concerto dei Pantera o certe citazioni azzeccate di "classici" come Pixies, Nick Cave, etc..

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    PABLO

    05/10/2005 10.46.46

    Mi ha appassionato questo libro di De Michele...è un libro coraggioso che sotto le vesti del giallo/noir ci racconta la storia segreta d'Italia...la disillusione...troviamo vecchi fascisti arricchiti...ex partigiani dalla memoria ancora buona...ex brigatisti...terroristi neri come il petrolio della CIA...poliziotti corrotti e poi le nuove generazioni che sitrovano a gestire il caos che l'Italia ha prodotto negli ultimi 50 anni. Veramente un bel libro...scritto bene. E poi il personaggio del senatore Cappas...ma chi sarà mai? PABLO

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    Demic

    25/09/2005 17.43.40

    Un incrocio tra Carofiglio e De Cataldo, ma senza il ritmo del primo e le atmosfere del secondo. I personaggi non emozionano e non brillano per originalità, lo stile narrativo è un po’ confuso, le citazioni musicali sono eccessive e irritanti e il romanzo ci mette 300 pagine per decollare. Però quando decolla, decolla veramente, coinvolge e fa riflettere. Più che un libro, sembra la sceneggiatura di un film.

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    Omar

    08/09/2005 16.32.03

    Un libro scoperto per caso, curiosate le prime venti pagine su internet grazie all'intelligente scelta del free copyright, sono subito corso a comperarlo. Mi ci sono sentito dentro come raramente mi capita l'omaggio a un personaggio come "Il Cioccolata" e la centralità di un personaggio come "Il Togliatti" non sono solo un doveroso tributo a tutti quelli che hanno riscattato la storia del nostro paese...ma un monito a non abassare mai la guardia. Leggetelo e poi non potrete fare a meno di regalarlo

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    Roberto

    07/09/2005 07.06.42

    Davvero un gran passo avanti rispetto a "tre uomini paradossali". Uno dei migliori di quest'estate.

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    marco

    29/08/2005 12.08.37

    Semplicemente fantastico. Opera magistrale, che avvince e non annoia, 600 pagine che fanno compagnia senza sembrar mai troppe. E' dai tempi di "Q" che non mi succedeva di esser rapito da un libro in tal modo. Strane (?) storie per fare la storia: quella rimossa dell'Italia degli ultimi 50 anni. Io corro a rileggere Tre Uomini Paradossali.

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