Scritti corsari

Pier Paolo Pasolini

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Editore: Garzanti
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
In commercio dal: 15 gennaio 2015
Pagine: XII-260 p., Brossura
  • EAN: 9788811688372

nella classifica Bestseller di IBS Libri Classici, poesia, teatro e critica - Saggistica - Saggi letterari

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"L'invisibile rivoluzione conformistica di cui Pasolini parlava con tanto accanimento e sofferenza dal 1973 al 1975, non era affatto un fenomeno invisibile. Cbi ricorda anche vagamente le polemiche giornalistiche di allora, a rileggere questi 'Scritti corsari' può restare sbalordito. Il fatto è die per Pasolini i concetti sociologici e politici diventavano evidenze fisiche, miti e storie della fine del mondo. Finalmente, così, Pasolini trovava il modo di esprimere, di rappresentare e drammatizzare teoricamente e politicamente le sue angosce... di parlare in pubblico del destino presente e futuro della società italiana, della sua classe dirigente, della fine irreversibile e violenta di una storia secolare." (Dalla Prefazione di Alfonso Berardinelli)
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    Lorenzo7

    17/05/2020 09:08:01

    Anche con questo testo Pasolini non si è smentito. Capace di analizzare situazioni con chiarezza e profondità.

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    Pasolini, il corsaro

    12/05/2020 15:01:36

    Una raccolta molto interessante di articoli di Pasolini, ovviamente argomentati e descritti dallo stesso che fanno capire quanto questo autore aveva capito e ci vedeva lungo, non è una questione (solo) di altarini, ma soprattutto di onestà intellettuale, questo libro è facilissimo da leggere a livello di ortografia, molto veloce e spontaneo, ma difficile da comprendere perché parla di tantissimi argomenti, un libro che non deve mancare ad un neo giornalista o un accanito fan di Pasolini.

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    Romolo

    11/05/2020 09:54:19

    Testo mediocre di un autore mediocre. Una raccolta di pessimi articoli di Pasolini. Autore da leggere per capire come NON analizzare la società.

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    Melo96

    01/12/2019 13:59:51

    Il corsaro di Casarsa, con il suo pensiero critico e deciso, smonta letteralmente le convenzioni del del suo mondo, un mondo che sembra, ed è, diverso da lui. Una scrittura chiara e irregolare che rende al meglio il suo essere se stesso, in un mondo che va verso la deriva del capitalismo e del qualunquismo. Leggere per capire e meditare.

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    Jacopo

    29/10/2019 07:00:06

    Pasolini è stato uno dei più grandi intellettuali del Novecento. Consiglio ai lettori di questo libro, se già non lo avessero fatto, di ordinare anche "Lettere Luterane".

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    Jacopo

    25/10/2019 19:36:26

    Analisi impeccabile!

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    Ste

    21/09/2019 21:24:21

    La poesia è dolorosa. La verità è dolorosissima. La vita è, come la bellezza, straziante: Pasolini aveva la tempra di chi sa godere di tutto questo. Io avrei voluto ucciderlo perché questa tempra non ce l'avevo, perché a me non me ne fregava un cazzo della ricchezza eterogenea delle culture subalterne, dalla spontanietà vigorosa e irresistibile della gioventù che impigriva e inacidiva: a me del popolo e di come la sua condizione peggiorasse e fosse spinta in un corridoio con al termine un genocidio culturale non me ne fregava proprio niente! Perché Pasolini era coraggioso, solidale, innamorato: un artista!, e io no. Io, pur di farlo stare zitto, casomai me lo sarei scopato, covando comunque pensieri omicida.

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    Simone

    20/09/2019 08:59:15

    Testo assolutamente mediocre. Pasolini parla in maniera estremamente superficiale, benchè egli creda il contrario, di argomenti sociali di cui non conosce nulla. L'edizione Garzanti, invece, è davvero ben fatta.

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    Luigi

    19/09/2019 09:50:11

    Gli scritti sono generalmente negativi e iperproblematici. L'aspetto positivo che ho colto è quando Pasolini attribuisce l'affermazione dei NO al referendum sul divorzio e, in generale, di tutto ciò che sinteticamente definiamo "società permissiva", non a una presunta civiltà dei diritti, più avanzata e aperta, ma semplicemente all'affermarsi del consumismo e all'influsso della pubblicità.

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    Claudia

    06/06/2019 07:11:57

    Credo che chiunque dovrebbe leggere questo libro. Parla della storia italiana, della storia di chiunque di noi. Il modo in cui ora viviamo era già scritto anni prima, ma solo Pasolini era riuscito a leggerlo. Era avanti anni luce rispetto a tutti, rispetto anche a noi oggi. Schietto, diretto, vero, le cose sono scritte nero su bianco. È una lettura che espande il proprio universo, che comincia a farti capire il meccanismo delle cose, della politica, della vita intera. Ripeto: chiunque dovrebbe leggerlo.

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    AG

    11/03/2019 19:08:11

    La poesia è dolorosa. La verità è dolorosissima. La vita è, come la bellezza, straziante: Pasolini aveva la tempra di chi sa godere di tutto questo. Riconosceva la ricchezza eterogenea delle culture subalterne, dalla spontaneità vigorosa e irresistibile della gioventù che impigriva e inacidiva, aveva sensibilità per il popolo e per come la sua condizione peggiorasse e fosse spinta in un corridoio con al termine un genocidio culturale. Pasolini era coraggioso, solidale, innamorato: un artista!, perciò così facile da odiare, perciò così assediato degli omicida senza immaginazione, senza bellezza.

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    Tamara

    11/03/2019 18:26:21

    Pungente, preciso e schietto. Pasolini dimostra una capacità magistrale nel sapere inquadrare le situazioni e ad analizzarle. Riesce a rendere vivo un periodo davvero turbolento anche a chi non l'ha vissuto, riportandone i principali avvenimenti e scavando nel profondo di essi. Sarebbe il caso di renderlo obbligatorio nei programmi di storia. Ottima lettura.

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    Ann

    09/03/2019 17:11:06

    Pungente, preciso e schietto. Pasolini dimostra una capacità magistrale nel sapere inquadrare le situazioni e ad analizzarle. Riesce a rendere vivo un periodo davvero turbolento anche a chi non l'ha vissuto, riportandone i principali avvenimenti e scavando nel profondo di essi. Sarebbe il caso di renderlo obbligatorio nei programmi di storia. Ottima lettura.

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    valentina

    09/03/2019 15:13:23

    Il dizionario al sostantivo "corsaro", nella sua accezione figurata, dice: anticonformista; privo di scrupoli. Ebbene non poteva esserci definizione migliore per descrivere questo testo. Scritti corsari è un insieme di articoli, che Pasolini scrisse sul Corriere della Sera, e che successivamente sono stati raccolti in quest'opera. In questi scritti egli racconta l'Italia, l'Italia della sua epoca. Un Paese alle prese con il '68, con l'aborto, la società dei consumi, la politica e la religione. Grandi temi affrontati in modo anticonformista, privo di scrupoli.

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    pipi

    08/03/2019 21:33:15

    Forse "scritti corsari" è il libro più importante che ha scritto mai Pasolini (forse solo "Petrolio" si avvicina per importanza" in quanto è lo sfogo completo dello scrittore sulla società italiana e mondiale sia politicamente che umanamente parlando: il pianeta sta assistendo ad una rivoluzione invisibile del conformismo molto pericolosa e la visione pessimistica e quasi tragica di Pasolini è così reale e profetica, quanto preoccupante. L'angoscia e la rabbia sono i due fattori che caratterizzano questo libro e vorrei non avesse ragione ma i suoi pensieri sono esattamente in linea con i miei, Pasolini ci aveva azzeccato e non a livello di complottismo ma proprio di comportamento ed evoluzione della società, è l'essere umano che sta diventando sempre più una massa. Un libro pilastro che dovrebbero far studiare a scuola.

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    Max

    22/09/2018 13:30:39

    Gli "Scritti corsari" di Pasolini dovrebbero essere pane quotidiano per ogni liceale italiano. Sono libri come questo che fanno capire il mondo, che possono aprire un varco o fornire un filo di Arianna per cercare di dare un senso al vuoto che ci circonda, a tanta insignificanza del mondo globalizzato e iper-consumista, e ritrovare una strada. L'artilolo delle lucciole, l'analisi del movimento studentesco, il ritratto della "nuova gioventù" sono solo alcune delle perle che Pasolini ci offre e che danno un quadro chiaro della mutazione antropologica che ha cambiato tutti noi negli ultimi decenni. Indispensabile!

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    Sentiq

    19/09/2018 17:01:25

    La poesia è dolorosa. La verità è dolorosissima. La vita è, come la bellezza, straziante: Pasolini aveva la tempra di chi sa godere di tutto questo. Riconosceva la ricchezza eterogenea delle culture subalterne, dalla spontaneità vigorosa e irresistibile della gioventù che impigriva e inacidiva, aveva sensibilità per il popolo e per come la sua condizione peggiorasse e fosse spinta in un corridoio con al termine un genocidio culturale. Pasolini era coraggioso, solidale, innamorato: un artista!, perciò così facile da odiare, perciò così assediato degli omicida senza immaginazione, senza bellezza.

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    Carlo

    28/03/2018 10:24:01

    Una raccolta di scritti dura, sferzante, di tremenda attualità ad oltre 40 anni dalla pubblicazione degli articoli contenuti. Pasolini fu preveggente nel denunciare i mali della società consumistica (anche se nell’introduzione Berardinelli ricorda come pure altri studiosi europei avessero colto i segnali dell’incipiente crisi in tempi non sospetti), “mostro” tirannico celante, dietro l’apparenza democratica e permissivista, un totalitarismo spietato come mai prima nella storia umana (opinione dell’autore, credo condivisibile sotto molti aspetti). L’omologazione, la massificazione, l’avvento di un medium tremendamente invasivo come la tv, il rapido sgretolamento di strutture sociali secolari sostituite dal nulla, tutto questo in nome del benessere (in molti casi tale solo teoricamente) e di valori che Pasolini percepiva come negativi, in quanto legati ad una (in)civiltà superficiale e priva di solidi punti di riferimento che non siano il robotico ciclo produci-consuma-crepa. Lo scrittore bolognese (anche se friulano d’adozione) era pessimista circa dei cambiamenti positivi a breve scadenza, purtroppo la realtà odierna pare dargli ragione. Mi domando come reagirebbe davanti al mondo social del XXI secolo, in cui miliardi di persone hanno volontariamente ceduto gran parte della propria vita privata a piattaforme il cui controllo sfugge a chiunque (vedi scandalo Facebook), in tempi così caotici una mente autorevole, lucida e coraggiosa come quella di Pasolini manca terribilmente.

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    n.d.

    18/08/2017 08:23:09

    Un'attualità incredibile!

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    R

    20/05/2017 14:52:31

    Da leggere anche solo per rendersi conto del livello di scrittura, che si incontrava abitualmente nella carta stampata dei quotidiani di cinquanta anni fa e paragonarlo a quello infimo di oggi. Pasolini, scrittore della decadenza, appare quasi un vate dei tempi antichi a noi affondati da generazioni di consumismo.

Vedi tutte le 23 recensioni cliente

Prefazione, di Alfonso Berardinelli
Nota introduttiva

SCRITTI CORSARI
- 7 gennaio 1973. Il «Discorso» dei capelli
- 17 maggio 1973. Analisi linguistica di uno slogan
- 15 luglio 1973. La prima, vera rivoluzione di destra
- 9 dicembre 1973. Acculturazione e acculturazione
- Marzo 1974. Gli intellettuali nel'68: manicheismo e ortodossia della «Rivoluzione dell'indomani»
- 28 marzo 1974. Previsione della vittoria al «referendum»
- Marzo 1974. Altra previsione della vittoria al «referendum»
- Marzo 1974. Vuoto di Carità, vuoto di Cultura: un linguaggio senza origini
- 10 giugno 1974. Studio sulla rivoluzione antropologica in Italia
- 24 giugno 1974. Il vero fascismo e quindi il vero antifascismo
- 8 luglio 1974. Limitatezza della storia e immensità del mondo contadino
- 11 luglio 1974. Ampliamento del «bozzetto» sulla rivoluzione antropologica in Italia
- 16 luglio 1974. Il fascismo degli antifascisti
- 26 luglio 1974. In che senso parlare del PCI al «referendum»
- 22 settembre 1974. Lo storico discorsetto di Castelgandolfo
- 6 ottobre 1974. Nuove prospettive storiche: la Chiesa è inutile al potere
- 14 novembre 1974. Il romanzo delle stragi
- 25 gennaio 1975. L'ignoranza vaticana come paradigma dell'ignoranza della borghesia italiana
- 19 gennaio 1975. Il coito, l'aborto, la falsa tolleranza del potere, il conformismo dei progressisti
- 30 gennaio 1975. «Sacer»
- 25 gennaio 1975. «Thalassa»
- Febbraio 1975. Cani
- 1° marzo 1975. Cuore
- 1° febbraio 1975. L'articolo delle lucciole
- 18 febbraio 1975. I Nixon italiani

DOCUMENTI E ALLEGATI
- Sandro Penna: «Un po' di febbre»
- Don Lorenzo Milani: «Lettere alla mamma» (o meglio: «Lettere di un prete cattolico alla madre ebrea»)
- Per l'editore Rusconi
- Andrea Valcarenghi: «Underground: a pugno chiuso»
- «Esperienze di una ricerca sulle tossicomanie giovanili in Italia», a cura di Luigi Cancrini
- Giovanni Comisso: «I due compagni»
- Sviluppo e progresso
- Ignazio Buttita: «Io faccio il poeta»
- Ebreo-tedesco - La Chiesa, i peni e le vagine
- Il carcere e la fraternità dell'amore omosessuale
- M. Daniel - A. Baudry: «Gli omosessuali»
- Francesco De Gaetano: «Avventure di guerra e pace»
- Ferdinando Camon: «Letteratura e classi subalterne»
- Contro l'ufficialità della storia: testimoni inclassificabili
- Il genocidio
- Fascista
- Colpo di testa del capro espiatorio
- Frammento
- Le cose divine

Indice dei nomi, delle opere e dei periodici
  • Pier Paolo Pasolini Cover

    Pasolini nasce a Bologna il 5 marzo 1922. Per tutta l’infanzia e l’adolescenza segue il padre, ufficiale di fanteria, nei suoi spostamenti, trasferendosi continuamente da una città all’altra del Nord Italia. Nel 1942 a causa della guerra si rifugia nel paese materno, Casarsa in Friuli. Sin da giovane, inizia a scrivere poesie, alternando testi in italiano e in friulano. Nel 1942 esce il suo primo libro Poesie a Casarsa. Nel corso della sua vita l’attività poetica costituirà una costante e porterà alla pubblicazione di alcuni dei più importanti testi della letteratura italiana del Novecento. Nel 1950 Pasolini è costretto a lasciare il Friuli e si trasferisce a Roma. Nel 1955 esordisce nella narrativa con Ragazzi di vita. Parallelamente,... Approfondisci
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