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Shirley Hill Witt, Stan Steiner

Editore: Jaca Book
Collana: Antropo-etno
Edizione: 2
Anno edizione: 1992
Pagine: 224 p.
  • EAN: 9788816403130
RADIN, PAUL (A CURA DI), Autobiografia di un Indiano Winnebago, Gelka, 1991
AA.VV., Scritti e racconti degli Indiani-americani, Jaca Book, 1992
recensione di Schirripa, P., L'Indice 1993, n. 4

Il primo libro è il racconto della vita di un indiano winnebago raccolto dall'etnologo Paul Radin. Con un linguaggio immediato e diretto, ben reso nella traduzione, S. B., iniziali del nome del narratore, racconta le sue vicende biografiche consentendoci di intravedere dietro di esse i grandi avvenimenti storici che determinarono la definitiva sconfitta dei popoli dell'America settentrionale e il loro internamento nelle riserve.
Si va così dai digiuni e dai riti per ingraziarsi gli spiriti del periodo della pubertà, segno di una cultura ancora integra e vivace, al lento sgretolarsi dei valori tribali, che si intravede nello scemare di interesse da parte dei contribuli per le cariche sacerdotali e per i riti tradizionali. S. B. narra le esperienze lavorative e giudiziarie che lo vedono in conflitto con la civiltà dei bianchi. Riferisce del suo irrequieto girovagare per i resti dell'America indiana e del suo progressivo abbandonarsi all'alcolismo, rifugio, allora come oggi, per migliaia di indiani. Paradigmaticamente, la storia di S. B. si conclude con la sua adesione al nuovo culto del peyote. Movimento religioso di spiccate caratteristiche sincretiche esso ha rappresentato per un gran numero di indiani-americani un momento di riscatto e di nuova aggregazione che ha consentito il ricostituirsi di un orizzonte e di un'identità a livello individuale e di gruppo. Nel suo linguaggio asciutto, che permette momenti di alta intensità drammatica, la biografia di S. B. sintetizza traiettorie esistenziali comuni a molti indiani-americani e si presenta perciò come un documento di estremo interesse per quanti siano interessati alle vicende culturali e umane che hanno caratterizzato l'espansione della civiltà occidentale in America. Il secondo testo, già tradotto nel 1974, propone una variegata raccolta di scritti degli indiani d'America. Nella loro introduzione i curatori sottolineano come tale lavoro voglia essere non solo un contributo alla diffusione delle culture degli indiani d'America, ma anche una testimonianza della loro voce mai sopita a dispetto delle condizioni di marginalità cui queste culture sono costrette dal governo americano. In tal modo emerge anche il significato politico di questa operazione, collocabile in quel vasto movimento di rivendicazione dei diritti civili e delle origini culturali degli indiani d'America che ha attraversato la società americana tra gli anni sessanta e settanta.
I testi proposti, ognuno corredato da un apparato bibliografico, spaziano dalle dichiarazioni degli ultimi capi indiani che condussero la resistenza contro l'esercito degli Stati Uniti, alle dichiarazioni dei nuovi capi dei movimenti per i diritti civili, a produzioni letterarie talvolta di notevole spessore. Spesso le testimonianze sono venate da una sottile ironia che restituisce lo spessore umano di queste storie. Dispiace che i testi non siano accompagnati da un adeguato apparato storico-critico che permetta anche al lettore meno addentro alle questioni degli indiani d'America di ricostruire il contesto entro cui tale produzione si inserisce.