Se niente importa. Perché mangiamo gli animali? - Irene Abigail Piccinini,Jonathan Safran Foer - ebook

Se niente importa. Perché mangiamo gli animali?

Jonathan Safran Foer

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Editore: Guanda
Formato: PDF con DRM
Testo in italiano
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Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 1,94 MB
Pagine della versione a stampa: 363 p.
  • EAN: 9788860881151
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Gaia la libraia

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Jonathan Safran Foer, da piccolo, trascorreva il sabato e la domenica con sua nonna. Quando arrivava, lei lo sollevava per aria stringendolo in un forte abbraccio, e lo stesso faceva quando andava via. Ma non era solo affetto, il suo: dietro c'era la preoccupazione costante di sapere che il nipote avesse mangiato a sufficienza. La preoccupazione di chi è quasi morto di fame durante la guerra, ma è stato capace di rifiutare della carne di maiale che l'avrebbe tenuto in vita, perché non era cibo kosher, perché "se niente importa, non c'è niente da salvare". Il cibo per lei non è solo cibo, è "terrore, dignità, gratitudine, vendetta, gioia, umiliazione, religione, storia e, ovviamente, amore". Una volta diventato padre, Foer ripensa a questo insegnamento e inizia a interrogarsi su cosa sia la carne, perché nutrire suo figlio non è come nutrire se stesso, è più importante. Questo libro è il frutto di un'indagine durata quasi tre anni che l'ha portato negli allevamenti intensivi, visitati anche nel cuore della notte, che l'ha spinto a raccontare le violenze sugli animali e i venefici trattamenti a base di farmaci che devono subire, a descrivere come vengono uccisi per diventare il nostro cibo quotidiano.
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    Renato

    11/12/2017 19:59:06

    Pur condividendo pienamente il pensiero dell'autore, ho sofferto un poco la lettura del libro. Esauriente, ampiamente documentato, ma spesso ripetitivo e soprattutto con le note a fine testo difficilmente gestibili in una lettura veloce. Il messaggio arriva, e arriva forte, ma poteva essere più discorsivo e meno tendenzioso. Parlo da vegetariano convinto. Quello che rimane è il senso di impotenza rispetto ad un mondo immodificabile e fortemente carnivoro, dove il rispetto per la natura viene a mancare e dove si esauriscono con sprovveduta superficialità le riserve di cibo che la natura ci offre per riempirci la pancia anche quando non è necessario...e di che cosa poi?

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    emanuele ziglioli

    16/06/2016 13:37:38

    Alla domanda , " perché non mangi la carne ? " risposta " leggi Foer Jonathan SE niente importa perché mangiamo gli animali? "

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    manuela

    09/03/2014 14:02:47

    Ottimi gli spunti di riflessione e le descrizioni dei luoghi dove si "lavorano" gli animali.L'autore, però, appare arrogante e manicheo perciò l' argomento non viene trattato in modo completo. Sufficiente.

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    Fabrizio Porro

    03/12/2013 16:44:33

    Un lungo saggio,a metà tra il reportage e la riflessione,sulla violenza che viene perpetrata ogni giorno nei confronti di mucche,polli,maiali e pesci,e sull'ignoranza e l'indifferenza che circondano l'argomento.Lo scrittore americano racconta le motivazioni della propria scelta vegetariana.Il suo rapporto con il cibo come elemento culturale,come abitudine e come fondamento della nostra stessa identità.«E'vero che la carne è buona,a mangiarla è soddisfacente,ma la mia domanda è:possiamo continuare a mangiarla senza interrogarci e preoccuparci?».Il libro è il tentativo di trovare risposte a questa domanda,e in effetti di motivi di preocupazione,oggi più che mai,ne troviamo parecchi,a partire dalla inaudita crudeltà degli allevamenti intensivi e dei macelli,all'impatto degli allevamenti sul riscaldamento globale,alla possibile contaminazione delle carni da parte di agenti patogeni dovuti all'uso indiscriminato di antibiotici sugli animali,il legame tra il rispetto degli animali e la lotta alla fame nel mondo.In Amazzonia l'88% del territorio disboscato è adibito a pascolo per gli animali che verranno esportati e finiranno sulle nostre tavole.Il libro si occupa degli allevamenti intensivi su prospettive diverse:il benessere degli animali,i cambiamenti climatici, i costi economici e sociali elevati dell'alimentazione carnea.« La mia non è una difesa dell'essere vegetariani, ma un invito ad essere informati ed assumersi responsabilità.La mia domanda è: ti interessa o no sapere cosa significa mangiare gli animali? C'è un'enorme ipocrisia e ignoranza a riguardo.Preferiamo non pensare».E infatti il macello degli animali va di pari passo con la loro spersonalizzazione,si massacra un'intera massa di animali senza considerarli individualmente.«Nell'arco della propria vita gli americani mangiano in media l equivalente di 21000,leggi ventunmila,animali».Forse l'aspetto piu inquietante del libro è la constatazione che l'impatto degli allevamenti sul cambiamento del clima è potente

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    Carlo

    09/11/2013 14:13:39

    Un pessimo libro, scritto da un autore arrogante e pieno di se. Il libro è pieno di fallace logiche, ovvietà e banalità. Lo sconsiglio.

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    Piermaria

    23/05/2013 17:44:21

    E' un testo che difficilmente lascia privi di domande anche inquietanti. Vale la pena decidersi verso un cambiamento radicale verso una migliore consapevolezza di quello che mangiamo. Mi chiedo quale sia la sitazione degli allevamenti intensivi in Italia visto che il saggio di Foer è quasi esclusivamente rivolto a un pubblico statunitense.

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    Antonino

    08/10/2012 17:54:32

    Non avevo mai considerato l'ipotesi vegetariana. Dopo questo libro la sto seriamente prendendo in considerazione, anche se non era questo l'intento dell'autore. Consigliato a tutti anche nelle scuole.

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    Fabrizio Porro

    27/08/2012 21:32:39

    Condivido pienamente con carlo gustavo draghi che mi ha preceduto nella recensione del libro di Jonathan Safran Foer: non dubito a definirlo un capolavoro.

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    carlo gustavo draghi

    04/08/2012 19:58:10

    Da dove viene la carne che mangiamo? Come vivono e muoiono gli animali d'allevamento? Che differenza c'è tra un cane, un maiale e un pesce? Quali sono gli effetti sulla salute della carne rispetto a una dieta esclusivamente vegetariana? Sono alcune delle domande che dovremmo porci e a cui ha tentato di rispondere Safran Foer con un lavoro ben documentato e con uno stile accattivante. Personalmente dopo la lettura di questo libro ho realizzato l'importanza politica delle nostre scelte alimentari e di conseguenza ho rivisto le mie in un senso che potrebbe coincidere con quello qualitativo, ma che è anche etico, ambientalista, salutista, gustativo etc. Un libro che per l'argomento - il cibo - potrebbe interessare anche chi già non mangia la carne, in ultima istanza in tutto e per tutto anche un'opera letteraria, perchè riguarda tutti in quanto esseri senzienti e mangianti. Non dubito a definirlo un capolavoro.

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    farfallina

    22/02/2012 12:13:07

    Una lettura cruda, riflessiva e diretta ma non estremista come potrebbe sembrare a prima vista. Lo scrittore riesce a descrivere efficacemente, analizzando puntigliosamente e cercando anche di comprenderla, una realtà aberrante e nascosta intenzionalmente alla maggioranza degli esseri umani, raggiungendo e confermando alla fine il suo punto di vista personale. Ho trovato ammirevole il fatto che abbia iniziato questa ricerca e analisi quando è diventato padre. Libro che andrebbe letto più volte e introdotto OBBLIGATORIAMENTE in tutte le scuole di ordine e grado , come libro di testo.

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    diegoilterra

    30/01/2012 19:41:16

    dopo Liberazione Animale di P.Singer, questa è la lettura più consigliata a tutti coloro che voglio togliersi il "prosciutto" dagli occhi (e non solo da quelli)una volta per tutte.... orgoglioso di essere vegano!

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    Maila

    28/11/2011 10:13:17

    sono vegetariana da 18 anni,quindi sapevo cio' che ci avrei trovato..eppure,l'indagine svolta e' di cosi' ampio respiro da avermi comunque colpita...certe parti non mi hanno fatto chiudere occhio.e' un libro che dovrebbe diventare testo scolastico:solo obbligando la gente a sapere si potra' cambiare qualcosa!invece il sistema conta proprio sulla "beata ignoranza" delle masse...in questi giorni in televisione e' esploso il caso delle mucche letteralmente trascinate al macello,quindi per chi fosse interessato ad approfondire l'argomento questo e' il testo giusto..e non crediate siano episodi isolati o limitati all'estero...questa e' la realta' ovunque ormai,e accettando tutto cio',mangiando carne,siete complici di questo abominio.

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    MARCO

    09/05/2011 22:22:48

    Terminato di leggere il libro di Foer sono diventato orgogliosamente un vegano! Ringrazio l'autore per avermi fatto scoprire che l'acqua calda scotta...

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    michela

    30/01/2011 18:26:25

    Foer ha posto, in questo libro, non soltanto la questione cruciale dell'onnipotenza umana sulle specie animali e su tutta la natura, bensì anche quesiti etici che riguardano l'uomo in quanto tale:è uomo colui che perde le sue tradizioni più salde, quelle che lo avvicinavano alla natura e al cibo in maniera più originaria? Il libro trae la propria linfa vitale dalla ritrattazione della nostra modalità inumana di intendere "ciò che ci viene messo a disposizione".I temi che affronta sono complessamente intrecciati, a volte non sempre esaurientemente trattati, eppure a mio avviso sempre efficaci.Credo che di fronte a certe descrizioni raccapriccianti sia molto difficile rimanere insensibili. Eppure tutti sappiamo, pochi (re)agiscono.Ma come dice l'autore "non reagire è una reazione, siamo responsabili di ciò che non facciamo". E ci butta il peso sulla coscienza delle generazioni a venire, quelle per le quali forse varrebbe davvero la pena essere meno frettolosi e più etici.

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    Bernard Dino

    30/08/2010 13:26:23

    Lo immaginavamo anche prima, solo che adesso sarà più difficile chiudere gli occhi. L’unica speranza, per me e per quelli come me, che per ignavia, pigrizia e ferocia d’animo, nonostante questa lezione, probabilmente non diventeranno vegetariani, è di dimenticare tutto in fretta. Comunque tranquilli: tra vent’anni questo libro sarà preistoria e gli onnivori saranno estinti, come i fumatori nei bar. Chi l’avrebbe detto, vent’anni fa? E’ strano, ma l’umanità si evolve… “Se niente importa, non c’è niente da salvare”, dice la nonna dell’Autore. Un comandamento che ne vale otto. Più che una nonna, un samurai.

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    Umberto Maffei

    07/07/2010 16:25:51

    ...F parte da posizioni di ex carnivoro pentito e muove alla difesa di una consapevolezza alimentare nuova,più rispettosa e attenta al benessere degli animali..Le sue idee sono più di rottura nella società americana,dominata da un’industria della carne e del pesce che..segrega in lager,ammassati polli,tacchini,maiali,salmoni(ehm non tutti insieme…almeno questo),li droga,li sottrae alla loro natura,ne altera le specificità genetiche. Il che di certo non manca in Italia,ma forse non(ancora?)nelle proporzioni americane.F.è contro l’allevamento intensivo,contro la violenza sugli animali e riesce ad ammetterne l’uccisione di alcuni per scopi alimentari:purchè siano trattati bene,lasciati liberi di pascolare, di assecondare i loro istinti,di vivere una vita felice e spensierata,non privati di luce,di ozio,di relazione con l’ambiente.Le sue idee–poche-sono semplici e ragionevoli.E lì è il fatto.Comprare un libro così significa voler andare più a fondo:che si vogliono indagare certi nodi etici e bioetici,indagare cos'è un’alimentazione carnivora oggi,quali nervi scoperti la scelta di assumere proteine animali tocca nel consumatore (in quello più consapevole),se ne tocca.Il massimo di sofisticazione intellettuale che lo scrittore introduce,nel corso di300pagine arraffazzonate,ripetitive,un po’noiose,è proprio questo:concede che mangiare gli animali smuove corde molto sensibili,ci fa oscillare tra estremità forti(“diventi un attivista o disprezzi gli attivisti”).Probabilmente sono troppo severo?Il fatto è che questo libro per chi si è già vagamente interessato all’argomento,forse non aggiunge nulla;per chi appena vi si accosta può dare un utile,iniziale approccio alla questione animalista.F ambiva scrivere un manuale di rivoluzione animalista-ecologista,ma le sue elaborazioni etiche sono da peso piuma filosofico.Il lettore curioso,magari disposto a mettere in discussione la sua responsabilità di carnivoro,si rifugi nelle insuperabili 20 pagine di “Considera l’aragosta" di DFW.(estratto di una recensione di Umberto Maffei

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    mari

    23/06/2010 22:45:30

    condivido l'opinione di Claudio. Il pericolo più grande da cui questo libro ci mette in guardia è l'ignoranza, il non sapere (e soprattutto non voler sapere) da dove viene la carne che compriamo bella impacchettata al supermercato. Dovrebbero leggerlo tutti, al di là di un'eventuale scelta vegetariana,per porsi in maniera più coscienziosa e responsabile di fronte a temi di questo tipo. Ma,si sa, "occhio non vede..."

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    Luca Mancini

    23/06/2010 12:44:29

    stupendo, completo, esaudiente! conferma quello che ormai affermanoi anche l'onu, la fao e altre organizzazioni mondiali: ridurre il consumo di carne per salvare il mondo. e soprattutto, se si ha un cane inc asa che dorme sul divano e lo si lava tutte le settimane, non significa che si amino gli animali! piu' coraggio, nella vita bisogna sempre migliorarsi!

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    Linda

    18/06/2010 16:16:29

    Assolutamente da leggere!

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    claudio

    15/04/2010 10:14:03

    Che dire dopo un libro del genere? Avevo letto i precedenti due romanzi di Foer e mi erano piaciuti molto e pensavo che anche questo fosse una serie di aneddoti in modo da arrivare ad essere vegetariani. Invece mi sono trovato di fronte ad una accusa enorme, ad un modo di allevare (ma non è la parola giusta) gli animali in modo industriale per avere costi sempre più bassi, senza alcun rispetto prima per gli animali stessi, e poi anche per l'ambiente. Le cifre che Foer ci sforna sono impressionanti: l'unica consolazione, se così possiamo dire, è che sta parlando dell'America: spero che in Italia le cose avvengano un po' più umanamente. La prima reazione sarebbe quella di diventare vegetariano o addirittura vegano; credo però che, mangiando davvero già adesso poca carne durante la settimana, cercherò di limitarla ancor di più e in particolare di acquistare carne, uova e latticini in posti dove se ne conosca la provenienza. Non è impossibile: non possiamo dare all'industria tutto quel potere che si è presa negli ultimi 60 anni. Senza contare l'altra grande industria, quella farmaceutica, con tutte quelle tonnellate di antibiotici e quant'altro che portano montagne di profitto e danni irreparabili all'uomo e all'ambiente.

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Potete essere vegetariani convinti o, al contrario, strenui sostenitori del consumo di carne: questo libro avrà comunque molto da dirvi. Non è infatti un manifesto del vegetarianesimo, ma un'indagine dettagliata e rigorosa sulla carne animale, la sua produzione e il suo consumo. Da dove viene la carne che finisce sui nostri piatti? Com'è prodotta? Come sono trattati gli animali e in che misura è importante? Quali effetti ha mangiare gli animali sul piano economico, sociale e ambientale? Jonathan Safran Foer, autore di culto diventato famoso con il suo romanzo d'esordio Ogni cosa è illuminata, parte da queste domande per compiere una riflessione appassionata su un tema che definisce a ragione «spinoso, frustrante e di grande risonanza», perché va a toccare tasti delicati come l'etica personale e dell'intera società, l'economia globale, le tradizioni più antiche, la nostra salute e quella dei nostri figli. Confermando la sua vocazione di narratore, il giovane scrittore americano sceglie di raccontarci tutto in un libro che è frutto di una grande quantità di ricerche e ha l'obiettività di un lavoro giornalistico, ma è anche una storia e come tale è stato concepito e realizzato. Una storia in cui trovano posto i ricordi dell'infanzia (dove la celeberrima madeleine proustiana cede il posto al pollo con le carote cucinato dalla nonna); campeggiano i dubbi e i sentimenti destati dalla recente paternità («Nutrire mio figlio non è come nutrire me stesso: è più importate»); si affollano le riflessioni sul rapporto tra uomini e animali (spassoso il racconto del colpo di fulmine per la bastardina George adottata dall'autore). A questi si alternano i resoconti delle incursioni notturne negli allevamenti intensivi di polli e nei macelli industriali, le indagini sull'inquinamento causato dallo smaltimento delle deiezioni suine e bovine, le inquietanti scoperte sulle massicce dosi di antibiotici e ormoni somministrati agli animali allevati in batteria e le nefaste conseguenze sulla salute dei consumatori.
Il successo della carne prodotta industrialmente è garantito, secondo Foer, dal fatto che nessuno, eccetto gli addetti ai lavori, ha modo di vedere in quali condizioni siano realmente allevati i capi di bestiame. Se coloro che consumano abitualmente il frutto della moderna industria zootecnica potessero constatare con i propri occhi i modi di vita innaturali e disumani a cui sono costretti i loro futuri pasti, difficilmente continuerebbero a consumarli a cuor leggero. La produzione intensiva ha aumentato la disponibilità di cibo, per tutti e a bassi costi, ma siamo davvero certi che questo sia sufficiente a giustificare i maltrattamenti di milioni di polli, vacche e maiali e i rischi alla salute a cui sottoponiamo il nostro fisico? Chi sostiene questo sistema perverso, che fa sì che quasi un terzo delle terre emerse del pianeta sia destinato al bestiame, che la gabbia standard di una gallina ovaiola sia più piccola di un foglio A4, che l'allevamento degli animali sia la causa numero uno del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici, evidentemente ritiene che il fine giustifichi i mezzi. Davvero "niente importa", pur di salvaguardare interessi economici e soddisfazione della gola? Non ci sono alternative possibili? In fondo le statistiche ci dicono che il consumo di carne nei paesi occidentali è sproporzionato rispetto ad altri tipi di alimenti (gli americani scelgono di mangiare meno dello 0,25% del cibo commestibile conosciuto del pianeta) e che anche il ben calibrato consumo di prodotti di origine vegetale fornisce una quantità di proteine sufficiente al nostro fabbisogno. Inoltre come non considerare le implicazioni etiche delle nostre scelte: «Per quanto oscuriamo o ignoriamo questo fatto – ci ricorda Foer, che insieme alla moglie ha sposato la causa vegetariana, – sappiamo che l'allevamento intensivo è inumano nel senso più profondo del termine. E sappiamo che la vita che creiamo per gli esseri viventi più in nostro potere ha un'importanza profonda. La nostra reazione all'allevamento intensivo è in definitiva un test su come reagiamo all'inerme, al più remoto, al senza voce.»
Questo libro, che è insieme racconto, inchiesta e testimonianza, ci invita con determinazione e con passione a riflettere e a non accettare passivamente le regole del mercato. Non ci fornisce una soluzione, ma dati oggettivi e spunti su cui ragionare, per farci un'idea della situazione e affrontarla ciascuno secondo le proprie esigenze, i propri valori e le proprie convinzioni personali.

  • Jonathan Safran Foer Cover

    (Washington 1977) narratore statunitense. Nel 1999 si è recato in Ucraina per condurre ricerche sulla vita del nonno ebreo. Da quel viaggio è nato Ogni cosa è illuminata (Everything is illuminated, 2002), romanzo rappresentativo, tra humour e disincanto, del muto dolore di tante storie di emigrazione, vincitore del National Jewish Book Award e del Guardian First Book Award. Un altro dramma sommesso della memoria è Molto forte, incredibilmente vicino (Extremely loud & incredibly close, 2005), divagazione di un ragazzo alle prese, tra foto di famiglia e altre reliquie, col ricordo del padre, vittima dell’attacco alle Torri Gemelle. Nel saggio Se niente importa. Perché mangiamo gli animali? (Eating animals, 2009) ha raccontato le motivazioni della... Approfondisci
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