Se una notte d'inverno un viaggiatore

Italo Calvino

Editore: Mondadori
Collana: Oscar moderni
Edizione: 4
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
In commercio dal: 02/08/2016
Pagine: 264 p.
  • EAN: 9788804668381
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    n.d.

    16/05/2018 12:38:48

    Un capolavoro della letteratura italiana. Prende il lettore e lo capovolge, lo scombussola, fa di lui ciò che vuole, per poi rimetterlo in piedi...non so per quanto...

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    Vito

    25/04/2018 14:12:33

    Sembra che questo libro sia servito prima di tutto ad Italo, che per sua ammissione da molto non scriveva. Ciò è palese nel passaggio tra il primo dei dieci incipit e il secondo, quando la chiarezza è ancora da venire, il filo del discorso è teso e pronto a spezzarsi e nemmeno l'autore sa bene dove dirigersi. Si rifà, così dirà, a Le mille e una notte, vorrà esplorare attraverso diversi lettori e diverse lettrici l'epopea di un Lettore e di una Lettrice che finiranno ingarbugliati in una serie di vicende tutte incentrate nell'unica storia che racchiude la finzione del vero e l'impossibilità di afferrare il tutto. Libro consigliatissimo, specie se si supera la difficoltà iniziale. Molte considerazioni sono valide ancora oggi, secondo ciò che Calvino diceva dei classici, forse un po' classico egli stesso.

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    Tower73

    21/03/2018 10:03:07

    Questo è un libro che parla di libri e dell'amore verso i libri ed è fondamentalmente un gioco tra Calvino e il suo lettore, tutto il resto (la trama, i personaggi, il finale) per l'autore passa in secondo piano. Quindi approcciatevi a questo libro aspettandovi qualcosa di "diverso" dal solito romanzo, solo così probabilmente lo potrete apprezzare in pieno!

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    Renzo Montagnoli

    27/01/2018 13:47:24

    Forse più noto al grande pubblico per il periodo fantastico (Il barone rampante, Il cavaliere inesistente, Il visconte dimezzato) riveste successivamente un ruolo di primo piano in un nuovo modo di fare letteratura, interpretata ora come puro artificio, ora come gioco combinatorio; in quest’ultimo caso la scrittura si definisce combinatoria perché il sistema che consente di scrivere non è più un mezzo, ma assume un ruolo prioritario all’interno della produzione letteraria. In poche parole per Calvino l’aspetto linguistico ha di fatto estromesso la realtà e così il romanzo non è altro che un meccanismo risultante da un gioco artificioso praticato combinando le parole stesse. E’ in quest’ottica che nel 1972 scrive Le città invisibili e nel 1979 Se una notte d’inverno un viaggiatore, opera quest’ultima in cui accentua il meccanismo combinatorio, intraprendendo una ricerca sulla scrittura in sé e soprattutto sui vari ed eterogenei rapporti fra autore e lettore. Nel romanzo sono presenti dieci spunti, ognuno corrispondente a un diverso tipo di narrazione; la struttura è imperniata su un lettore che tentando di leggere un romanzo dal titolo Se una notte d’inverno un viaggiatore è costretto, per motivi sempre diversi, a interrompere e a passare a un altro testo. L’opera, congegnata in tal modo, diventa un vero e proprio esercizio, o meglio ancora un gioco letterario, in cui ciò che più conta è la schematicità a incastro piuttosto che i contenuti, insomma, a voler ben guardare, è il risultato di un lavoro intellettuale al servizio degli intellettuali. Secondo me, pur ravvisando tanti meriti, questo è il suo limite, perché in effetti si tratta di un lavoro che ha una sola finalità: se stesso. Apprezzabile, indubbiamente, originale, su questo non ci piove, ma la fine arguzia, la satira precisa con le metafore del periodo fantastico per me sono altra cosa.

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    n.d.

    14/10/2017 10:33:26

    Ottimo

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    Valerio V.

    03/10/2017 21:38:49

    Una delle opere fondamentali del novecento. Una lezione di filosofia verso nuovi orizzonti concettuali e linguistici. La proposta che si insinua tra le righe è sottile, forse nascosta, sicuramente geniale. I giudizi su questo libro riflettono la capacità critica del lettore davanti all'imprevisto (all'evento) come creazione. Due profili della comprensione si intrecciano per perdersi definitivamente. A volte basta aprire gli occhi.

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    Manu_95

    31/08/2017 14:27:38

    Parto dal presupposto che sono un tipo che non ha mai avuto gran voglia di leggere e onestamente a dirlo non mi piace neanche farlo, però visto che come compito delle vacanze per approdare alla 5° superiore era obbligatorio leggere almeno due romanzi d'autore, la mia scelta è ricaduta su questo; ne ho concluso quanto segue: se una persona vuole incominciare a leggere e lo fa prendendo in mano questo volume di Calvino gli passa la voglia dopo appena qualche pagina. In genere non ci si limita a giudicare il libro dalla copertina e tanto meno dalle prime pagine, ma in questo caso si può fare, le prime trenta pagine sono la stessa cosa di tutte le altre rimanenti, un piattume tale e una flemma così mi ha lasciato l'amaro in bocca. Ho provato ad avvicinarmi a questo autore e a farmi piacere la lettura, è stato un flop totale! Peccato.

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