La seconda notte di nozze

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Regia: Pupi Avati
Paese: Italia
Anno: 2005
Supporto: DVD
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In Puglia nell'immediato dopoguerra Giordano Ricci smina i campi di Torre Canne. Nessuno si oppone a questa sua attività perché Giordano è considerato da tutti un malato di mente e in quanto tale più sacrificabile di una persona sana. Le uniche a preoccuparsi sono le vecchie zie che gestiscono la fabbrica di confetti di famiglia. La vita di Giordano cambia all'improvviso con l'arrivo di una lettera da Bologna. La mittente è sua cognata Liliana, vedova di suo fratello da pochi mesi, amata segretamente durante l'adolescenza. Giordano, felice, non esita ad invitarla nella grande masseria di Torre Canne suscitando le ire delle zie.
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    HULK

    30/06/2010 15:39:15

    Se non fossimo in Italia, potrebbe trattarsi di una raffinata opera grottesca, invece.Invece siamo in Italia il paese dell'incontrario, dove una bolsa soprano, diventata famosa per i matrimoni piuttosto che per le qualità vocali, viene anche premiata. Troviamo il Neri Marcorè ovvero la negazione, il nulla, l'unica sua dote essere se stesso, ovvero un ....Avati ammorba, ha toppato anche un tentivo di triller, te credo con la Morante, che non solo non ha mai saputo recitare , 'Ma nemmeno correre Bianca Moretti'.

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    Virghil

    28/11/2007 18:05:25

    Finalmente in questo film il ritorno del maestro ,capace piu' di ogni altro di raccontare i suoi ricordi in maniera semplice e incantevole , in (quasi ) ogni film di Pupi Avati la semplicita' delle storie raccontate su pellicola non deludono mai , un ritorno al passato che presenta ogni volta i difetti e i vizi delle persone , che subito dopo ci riportano alla realta' , infatti scompaiono le epoche ma non i difetti le furbizie e le cattiverie delle persone ,che anche nella nostra contemporaneita' rimangono . Rimane pero' indubbia , come gia' espresso da altri ,la scelta della Ricciarelli e di Marcore' , ...che sono pero', ancora una volta la conferma del coraggio di osare , tipica dei grandi maestri .

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    LAURA

    11/11/2006 19:07:33

    Film davvero molto gradevole. Mi piacciono da matti in vesti insolite Marcorè e Albanese. Buon esordio al cinema della Ricciarelli...

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    Laura

    04/07/2006 10:23:53

    Una di quelle tipiche storie da Pupi Avati che lui sa raccontare molto bene. La mano del regista di livello si vede nella cura dei dettagli e nello spessore delle inquadrature, è un bel film anche nella forma. La migliore interpretazione secondo me è quella di Albanese, veramente molto ma molto bravo: il Nastro d'Argento dovevano darlo a lui. La Ricciarelli a me piace sempre, ma non sembra che faccia grandi sforzi per recitare, è così come la si vedrebbe a casa sua, comunque il risultato è positivo perché lei ha una presenza forte in ogni caso. Marcoré: condivido in pieno il commento di Patroclo, sembra sempre di vedere l'imitazione del ministro Gasparri. Fa sempre le stesse smorfie, qualunque sia la parte. Attore assolutamente sopravvalutato (vedi anche il Filippo in onda adesso in tv, è uguale, anche se in quel caso deve interpretare un semiritardato e in questo film un ladro). Comunque in generale un bel film da vedere più di una volta per godersi, oltre alla storia, la cura e la poesia della composizione formale.

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    Stefano

    28/04/2006 16:09:50

    Mi è piaciuto molto, tenero e divertente, una scoperta per me che non avevo mai visto un film di Avati. In più ci ho trovato dentro tantissimi episodi popolari del dopo-guerra che mia nonna mi racconta a volte.

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    Patroclo

    23/04/2006 17:58:58

    Un film delicato, con interpretazioni meritevoli sia di Albanese sia della Kationa nazionale. Una storia toccante che ti fa sentire addosso la sensazione della guerra. Voto 10 anche ad Angela Luce e a Marisa Merlini. Neri Marcoré definitivamente non me piace.

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    Nicola

    20/04/2006 12:43:38

    Ho visto il film al cinema due volte (costretto dalla mia ragazza) e non ho potuto che notare la scarsissima capacità recitativa della Ricciarelli, è identica a come è lei nelle sue apparizzioni tv. è un ottima cantante lirica ma a recitare non è capace. Per il resto il film unendo un pizzico di comicità e di sentimento diviene un tipico film di Pupi Avati. Marcorè e Albanese sono sempre forti.

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    mauro

    14/03/2006 15:12:15

    Pupi Avati non tradisce mai. Gradevole con attori - non attori sorprendenti (Albanese e Ricciarelli).

Vedi tutte le 8 recensioni cliente

Il ritratto di un ingenuo 'saggio' nell'Italia del secondo dopoguerra

Trama
Secondo dopoguerra. Rimasta vedova e in difficoltà economiche, Liliana è costretta ad abbandonare Bologna insieme al figlio Nino, ladro per istinto. In Puglia c'è lo zio mai conosciuto che possiede qualche avere ed è stato a lungo ricoverato in manicomio e Nino convince la madre a traslocare da lui. Liliana, accolta nella masseria del fragile Giordano, cognato un tempo innamorato di lei, finirà per risvegliare antiche passioni e odi sopiti. Le vecchie zie di Giordano, Suntina ed Eugenia, ostili da tempo alla famiglia di Liliana, non le renderanno la vita facile.

2006 - Nastro d'Argento - Miglior attrice - Ricciarelli Katia

  • Produzione: 01 - Home Entertainment, 2006
  • Distribuzione: Eagle Pictures
  • Durata: 103 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Italiano per non udenti
  • Formato Schermo: Widescreen
  • Area2
  • Pupi Avati Cover

    Inizia la sua carriera artistica nel jazz come clarinettista, fa parte infatti della Reno Jazz Gang con cui incide anche qualche disco, gruppo che abbandona dopo l'ingresso nella band di Lucio Dalla con cui rimane grandissimo amico e che collaborerà a vari film di Avati. Lavora poi per quattro anni alla Findus surgelati, anni che considera i peggiori della sua vita.Intraprende poi la via del cinema e riesce a collaborare alla sceneggiatura di Salò e le 120 giornate di Sodoma di Pasolini. Come regista gira alcuni horror tra cui nel 1976 La casa delle finestre che ridono. L'anno successivo esce Bordella, una commedia che ha tra gli interpreti un giovanissimo Christian De Sica. Da ricordare anche la regia televisiva di uno speciale dedicato ai Pooh.Inizia poi a girare una serie... Approfondisci
  • Antonio Albanese Cover

    Antonio Albanese ha pubblicato tra l'altro Diario di un anarchico foggiano (Baldini & Castoldi) e, presso Einaudi Stile libero, Giú al Nord (con Michele Serra ed Enzo Santin, 1999). Nel 2005 ha pubblicato per Stile libero Extra Cchiù pilu pe' tutti e nel 2006 ha pubblicato per Stile libero Dvd Personaggi. (Dal sito Einaudi) Approfondisci
  • Katia Ricciarelli Cover

    Soprano. Dopo l'esordio a Mantova nella Bohème (1969), si affermò nel 1971 al concorso televisivo «Voci verdiane» e da allora ha cantato nei maggiori teatri. Vanta una voce di timbro etereo e un accorto uso dei pianissimi e delle smorzature. Il suo repertorio va dalla Semiramide di Rossini e dall'Anna Bolena di Donizetti al Trovatore e al Ballo in maschera di Verdi, ma la limitata estensione vocale e la mancanza di un'autentica tecnica virtuosistica la rendono preferibile nelle parti belcantistiche di primo '800, in cui può far valere la sua tendenza all'abbandono elegiaco. Approfondisci
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