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Stephen Crane

Traduttore: G. Prampolini
Editore: Garzanti Libri
Collana: I grandi libri
Edizione: 4
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
Pagine: XXVI-134 p., Brossura
  • EAN: 9788811361596
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Recensioni dei clienti

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    sandro landonio

    14/09/2009 11.44.41

    La vicenda si svolge lentamente, fatta di episodi solo in parte collegati gli uni agli altri dallo scenario costante della vita militare appena prima o durante il combattimento. La lentezza dell’azione fornisce al lettore il tempo per entrare nella mente del protagonista, per riposarcisi dentro e capire che Henry Fleming diviene uomo proprio grazie al suo dubbio principale: sarà o meno in grado di dominare la paura ? La presenza cosciente di questa incertezza racchiude in nuce il suo superamento, infatti lo stato di quiete subentra nel protagonista quando si accorge che “era stato vicino a toccare la grande morte, e aveva scoperto che, dopo tutto, era soltanto la grande morte”. Proponendo un parallelo un po’ azzardato si tratta proprio di quanto non raggiungerà mai Lord Jim nell’omonimo romanzo. La massa degli uominiche lo circonda viene sentito come un’ essere vivente che perde sangue e soffre. E così tante altri aspetti della Natura (il freddo, il sole, la luna, i boschi) vengono personalizzate con ripetute immagini di tono impressionistico, la stessa battaglia imminente “ingoierà” i soldati prossimi allo scontro a fuoco, piuttosto che decimarli. Quest’ultima caratteristica, oltre ad essere sicuramente innovatrice e stimolante, è veramente distintiva dello stile di Crane e pone “Il segno rosso” come la sua migliore opera per quanto riguarda lo stile usato.

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    stefano

    16/12/2007 18.20.40

    la vena naturalista che pervade tutta l'opera è quello che la rende "veramente" una cronaca verosimile. La guerra di fanteria, ciò che gira nella testa di un giovane soldato. Niente altro e tutto molto veloce.

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