I segreti d'Italia. Storie, luoghi, personaggi nel romanzo di una nazione

Corrado Augias

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Editore: Rizzoli
Anno edizione: 2012
In commercio dal: 29 agosto 2012
Pagine: 295 p., ill. , Rilegato
  • EAN: 9788817060820

nella classifica Bestseller di IBS Libri Società, politica e comunicazione - Argomenti d'interesse generale - Studi culturali - Cultura popolare

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Corrado Augias

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Gaia la libraia

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Leopardi l'ha percorsa a disagio, sballottato in una carrozza, Shelley ci ha lasciato la vita, Garibaldi la salute: è l'Italia, da tempo immemorabile vituperata e ammirata, un Paese che pensiamo di conoscere ma che nasconde in ogni città, in ogni suo angolo un segreto. Compreso il più sconcertante: come mai le cose sono andate come sono andate? Come ha potuto diventare, questa penisola allungata di sbieco nel Mediterraneo tra mondi diversi, allo stesso tempo la patria dei geni e dei lazzaroni, la culla della bellezza e il pozzo del degrado? Questo libro tenta una spiegazione in forma di racconto, accompagnandoci dalle cupe atmosfere della Palermo di Cagliostro all'elegante corte di Maria Luigia a Parma, dalla nascita del ghetto di Venezia alla eroica fiammata dell'insurrezione napoletana contro i nazisti. Nel suo racconto dell'antropologia italiana, Augias mette a confronto due libri antitetici come "Cuore" di De Amicis e "Il piacere" di D'Annunzio, ricorda le truci storie di briganti che affascinarono Stendhal, celebra la resurrezione postbellica di Milano attraverso le glorie della Scala e del Piccolo Teatro, ma constata anche la decadenza di una classe dirigente... Il risultato è il romanzo di una nazione, i cui protagonisti sono i luoghi, le opere, i monumenti, gli angoli oscuri del nostro Paese, le pagine della sua letteratura ma anche le storie esemplari terribili nascoste nelle pieghe della cronaca. Perché è la memoria della storia, dell'arte e del sangue - che fa degli italiani quello che sono.
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    robbie

    24/07/2019 13:17:18

    Questo è il primo libro che leggo di Augias e mi ha davvero colpito.Mi è piaciuto che l opera partisse con un'analisi del modo in cui l'Italia e gli italiani sono percepiti sia all'estero che all'interno dell'Italia stessa.Interessante poi,la scelta di trattare alcune città italiane in relazione o a un personaggio storico o ad un aspetto peculiare della città. Sicuramente è un libro da consigliare sia per i temi trattati che per la narrazione affascinante dell'autore

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    Federico Soffici

    04/07/2019 21:59:08

    Altro regalo penso molto giusto e per contenuti e per classe . Corrado Augias è un vero Signore della scrittura, un perfetto minuzioso descrittore di fatti e avvenimenti storici. Da regalare.

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    angelo

    01/07/2019 13:38:32

    Ingredienti: uno stato con un “eccesso di passato”, un viaggio dal nord al sud tra città e personaggi celebri, un popolo osservato con distacco nei suoi doti e difetti tipici, una raccolta di libri, luoghi ed episodi curiosi del belpaese. Consigliato: a chi sa di vivere in un “paradiso abitato da diavoli”, a chi vuol ritrovarsi in un “romanzo della nazione” da San Francesco al dopoguerra.

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    Elena

    07/06/2019 12:13:56

    Consiglio la lettura ai curiosi.

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    Andrea

    02/04/2019 07:37:12

    Libro noioso, prolisso, che non rispetta il titolo. Si perde in decine di digressioni senza un nesso logico e il lettore perde di vista l'argomento principale.

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    Gianna

    10/03/2019 11:20:23

    L’ho sempre seguito in televisione e leggo i suoi libri ogni volta che ne scopro uno nuovo. Corrado Augias è mitico. Incuriosit,a mi sono fiondata su questo testo che con ironica malinconia descrive un paese che mi sembra proprio di toccare con mano. Mi è piaciuta molto la parte su Maria Luisa D’Austria perché le sue ricostruzioni storiche sono molto interessanti. Un libro da far leggere nelle scuole.

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    Lorenzo

    04/03/2019 10:45:57

    Deludente... sarebbe un'argomento interessante ma si sente che è stato scritto e pubblicato un pò in fretta, la qualità dello scrivere è un pò bassa.. lascia la sensazione di scritto destinato ad un commercio facile. Da Augias ti aspetti di più.

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    n.d.

    31/08/2018 20:20:40

    molto soddisfatto del libro e del servizio

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    Antonio

    14/04/2018 12:39:58

    "Una diffusa nomea indica gli italiani come popolo accomodante anche quando non dovrebbe esserlo, incline più al compromesso che al gesto di coraggiosa rottura, pronto più a dimenticare la parola data che a rispettarla, che abita un territorio dove, non a caso, non è mai stata fatta, come abbiamo già visto, una rivoluzione. Sommosse, ribellioni, tumulti sì, rivoluzioni mai. Questo è il suo carattere e così è andata la sua storia". Non mi stancherò mai di elogiare Corrado Augias, bravissimo scrittore, giornalista ed autore televisivo... nonché "Signore" con la S maiuscola. E questo suo libro, datato 2012, lo dimostra perfettamente. Il titolo "I segreti d'Italia" lascerebbe pensare che in questo libro dovremmo trovare misteri e segreti sul nostro Belpaese... invece il sottotitolo ("Storie, luoghi, personaggi nel romanzo di una nazione") svela subito l'arcano: non c'è nessun enigma da risolvere, ma assisteremo solo ad un elenco di piccole curiosità su luoghi e personaggi, appunto, ed eventi (a volte sconosciuti a molti di noi) che hanno segnato la storia dell'Italia. Piacevole lettura che lascia trasparire tutte le nostre contraddizioni (tra nord e sud, tra ricchi e poveri e, soprattutto, tra rivoluzionari ed indifferenti/accomodanti/approfittatori delle varie situazioni). E cosa ancor più importante, ci mostra (qualora ce ne fosse ancora bisogno) che in questa terra così martoriata e ricca di contrasti gli esempi da seguire per "ritornare sulla retta via" per fortuna non mancano ma, anzi, abbondano: i magistrati, i giornalisti e le forze dell'ordine che hanno dato la loro vita per la giustizia e la verità, i sacerdoti che non si sono piegati ai diktat del malaffare e della criminalità ed i politici "illuminati" che non si sono fatti attrarre dal potere e dal denaro facile. Assolutamente consigliato a chi ha sempre fame di sapere.

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    Luca Aquadro

    18/10/2017 17:31:55

    Elogio del sottotitolo. Ovvero, quando il titolo depista, ci pensa lui a riportarti sulla retta via. Già, perché, a mio avviso, l'unico difetto evidente de "I segreti d'Italia" sta proprio nel suo titolo, che nasce in continuità con altre celebri pubblicazioni di Augias del tipo "I segreti di... (Parigi, New York, Roma ecc.)", ma che sembra più che altro strizzare l'occhio a una certa fascia di pubblico che si fa stuzzicare da misteri, retroscena e arcani vari. In realtà l'autore non svela alcun segreto, preferendo per fortuna invitarci ad un viaggio attraverso "storie, luoghi, personaggi" della storia della nostra nazione. E così, senza un vero e proprio filo logico o cronologico, si naviga a vista per 268 pagine all'interno del nostro passato più o meno glorioso, tra Leopardi e Chateaubriand, fra Palermo e Parma, da Milano a Venezia, tra eroi e vigliacchi. Da amante della storia e da italiano atipico quale credo di essere, ho apprezzato il lavoro di Augias, che sa mescolare con mestiere erudizione, divulgazione, senso critico e vena polemica, senza dimenticare un pizzico di ironia malinconica nei confronti di un Paese costantemente sospeso tra meschinità e talento. Segnalo, tra gli altri, due capitoli: "La buona duchessa", su Maria Luisa d'Austria, diventata duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla e "L'invenzione del ghetto". "Di tutti i segreti d'Italia questo è il meglio custodito e il più importante (...) : come mai la storia della Penisola abbia avuto così poco a che fare con la storia della libertà" (p. 268) "Per far crollare le tirannidi e far sorgere la libertà, in Italia c'è stato spesso bisogno di un aiuto straniero; nel Paese delle massime libertà spicciole, praticate da molti fino all'arbitrio e all'abuso, le grandi libertà civili (...) sono state per lunghissimi periodi, compresi i nostri giorni, trascurate e offese" (p. 265). Fra qualche mese si vota. Che ne dite, proviamo a non (ri)farci del male da soli?

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    n.d.

    15/10/2017 22:02:48

    Più interessante di quanto mi aspettassi dalla trama pubblicata

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    n.d.

    15/10/2017 19:30:05

    Libro interessante, Augias è sempre una certezza

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    Gondrano

    29/10/2013 16:50:42

    Poco interessanti gli argomenti selezionati e trattati, è il meno riuscito della serie.

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    nanni

    10/02/2013 12:12:39

    Augias come al solito scrive riportando interessanti ricostruzioni storiche e scegliendo argomenti di interesse generale. Pur essendo difficile rivolgere la critica che la storia manca di un filo conduttore, in quanto ciò è la caratteristica del libro, tale assenza si avverte e lascia almeno un pò perplessi. Manca una sintesi, un significato che leghi le varie storie. O, in ogni caso, il libro appare meno coinvolgente di altri che ho letto dello stesso autore.

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    giorgio g

    19/11/2012 09:45:10

    La lettura dei primi due capitoli mi aveva ricordato "Gli italiani" di Luigi Barzini che avevo letto oltre quarant'anni fa e riletto tre anni or sono. Mi aveva colpito allora l'analisi delle cause storiche alle quali il comportamento degli italiani viene fatto risalire. Molto più superficiale l'analisi di Augias, che nel prosieguo del libro si dilunga a narrarci episodi disparati e non correlati tra loro, da Maria Luisa Duchessa di Parma a San Francesco, dalla storia del Ghetto a quella del Giudizio Universale di Michelangelo, dalla vita sonnolenta di Palermo a quella molto più attiva di Milano. Non so quale fosse lo scopo del libro: se voleva svelare agli italiani i segreti del loro paese non ha centrato l'obiettivo (ci vuol altro!), se doveva essere solamente divulgativo gli si può assegnare una stentata sufficienza.

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    Giovanni Moschini

    09/10/2012 00:02:58

    "Di palo in frasca", si usa dire per indicare concetti sconnessi. "Di ramo in fronda", bisogna dire del libro di Corrado Augias. Se parlando di Palermo si finisce a Robin Hood e poi ai Beati Paoli e alla mafia, e se dai patrioti napoletani del 1799 e del 1943 si risale ad una Parma inventata da Stendhal, la strada potrebbe sembrare astrusa se non fosse che si sta parlando dell'Italia. Duemilaottocentocento anni, e pienamente vissuti in ogni possibile modo, fanno del nostro Paese l'albero dell'Europa: dalle radici su per il fusto, ai rami, alle foglie fino ai loro frutti....(da Eden e da cacciata da esso), a girovagare seguendo il fluire della linfa o controcorrente ad essa. S'incontra di tutto. Una storia intricata come fronde ci ha portato fin dove siamo oggi e ancora ci "mena" e talvolta ci travolge come il "contrario vento" che "molesta" due adulteri nell'inferno di Dante (ché in definitiva come adulteri ci siamo comportati, gli uni verso gli altri, fino a 150 anni fa, e ancora ci proviamo). I "Segreti d'Italia" sono il segreto d'Italia, tale per noi stessi, fatto di mille rivoli come quelli che Augias ripercorre scegliendoli fra i tanti. Anfratti della storia principale, conosciuta più o meno da molti, ma essi stessi storia particolare di una regione o città o località sperduta oppure del tale personaggio che con quelle interagisce nel corso della propria esistenza, sì da risultarne condizionato, come ognuno di noi. Augias ha voluto dirci questo con il suo libro (ci dice sempre qualcosa lui), invitando ad accostarci alla nostra storia con pazienza e attenzione -come si conviene con qualcosa di complesso e delicato- non da elefanti fra i cristalli, come spesso accade. E soprattutto: un albero che alla fine dà frutti -mirabili a volte- se non curato, incattivisce, come dicono i contadini. Allora meglio un cespuglio secco: sta lì, inerte almeno.

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Che Corrado Augias si diverta a svelare ai lettori segreti inconfessabili, dettagli secondari che però contribuiscono a dire l’unicità di persone e luoghi non è cosa nuova: l’ha già fatto in passato per il Vaticano, ma anche per le grandi capitali europee, siano esse Parigi, Londra, New York o Roma.
Questa volta però l’intento del giornalista ha mire più ampie, scrivere un libro che sottoforma di romanzo sveli agli italiani i misteri del proprio Paese. Agli occhi dei lettori I segreti d’Italia si presenta infatti come una ricerca ad ampio raggio sulle particolarità della Penisola, realizzata mediante confronti, esempi, analisi di documenti storici, artici e letterari.
In tal modo Augias dimostra di conoscere alla perfezione la lezione dei grandi storici e dei più autorevoli critici letterari, che, consapevoli di non poter dare conto della totalità dei fatti in maniera esaustiva, nelle loro opere hanno scelto di soffermarsi solo su alcuni singoli eventi rappresentativi. A dire che l’universale si nasconde nel particolare. Se poi si volesse obiettare all’autore un minimo di arbitrarietà, del resto inevitabile, nella scelta dei temi trattati, il rigore del metodo - riscontrabile nella puntualità e nella precisione delle analisi oltre che nell’esposizione chiara e lineare - fugherebbe ogni dubbio.
Segreti d’Italia inizia col racconto di quando, bambino, Augias vedeva i soldati americani che occupavano Villa Celimontana a Roma lanciare sigarette agli Italiani che non erano stati capaci di difendere il proprio paese. Un ricordo d’infanzia, riemerso in età adulta, che la dice lunga sulla nostra storia e induce l’autore a riflettere sulla nostra vera essenza. La questione di fondo diventa allora un interrogativo sulla contraddizione intrinseca al DNA degli Italiani, quella che colgono tanto le persone che ci osservano da fuori, quanto chi guarda dall’interno; la stessa contraddizione che ci vede rappresentati da due autori contemporanei ma antitetici come De Amicis e D’annunzio. Se nel libro Cuore passa un’etica del lavoro e della solidarietà che veicola valori nobili, nel Piacere – il titolo è emblematico – prevale la ricerca smodata di una “sensualità edonistica” che si riflette in un linguaggio affettato, artefatto e ridondante. Il mondo letterario di De Amicis è intriso di scuola, quello di D’Annunzio è fatto di bellezze femminili: da un lato il perbenismo, dall’altro la dolce vita. La stessa ambivalenza è riscontrabile nel contrasto fra i capolavori e gli artisti di fama mondiale, fra i fasti di Roma descritti da Leopardi e gli abusi edilizi di Napoli, fra la lotta partigiana che prese avvio dopo l’8 settembre 1943 e l’infausto declino della Serenissima.
Si potrebbe continuare all’infinito, e gli spunti che Augias ci fornisce nel suo excursus metastorico e metageografico sono davvero tanti, ma l’aspetto più importante su cui soffermarsi è la riflessione - sottesa a tutto il libro ma portata in nuce solo alla fine - sul valore della memoria: da storico qual è Augias non può fare a mano di prendere il passato a riferimento del presente e soprattutto del futuro. Solo così la domanda circa le dinamiche attuali del nostro Paese acquista un senso, solo facendo nostra la lezione di Benedetto Croce, imparando cioè a scavare nel passato - poiché è lì, in tutta la sua storia che si annida il carattere di un popolo -, che forse riusciremo a trovare una risposta al perché siamo come siamo: intelligenti, brillanti e geniali e insieme così poco inclini alla libertà, trasandati e disattenti.
Mescolare fatti realmente accaduti e storia della letteratura diventa così il modo migliore per scrivere il racconto di una nazione, lo strumento più adatto a scoprire la vera natura degli Italiani e il tentativo più che mai riuscito di fornire una spiegazione alle due antropologie, contrastanti ma intrinsecamente legate, che ci rappresentano.

  • Corrado Augias Cover

    Giornalista, scrittore e conduttore televisivo. Dopo diverse esperienze giornalistiche come inviato per «L’Espresso», «Panorama» e «la Repubblica», approdò alla televisione e insieme al direttore di Raitre, Angelo Guglielmi, partecipò alla nascita della cosiddetta “TV-verità”, che cercava di istituire un rapporto il più diretto possibile con la realtà. Nacquero così Telefono giallo (1987-1993), una serie di inchieste a metà tra documentario e fiction su episodi della cronaca nera italiana – seguite da dibattiti in studio con testimoni o esperti che rispondevano alle domande dei telespettatori – e il programma di divulgazione culturale Babele (1990-1993), sorta di salotto letterario... Approfondisci
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