Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
Pagine: 235 p., Brossura
  • EAN: 9788806224554
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    caterina

    26/01/2017 11:27:40

    Bello, davvero bello. Una storia di amore e di famiglia raccontata con tanta delicatezza e dolcezza. E' stato per me il primo libro della Mazzucco, e non sarà certo l'ultimo.

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    Marta80

    14/01/2017 21:07:35

    Bellissimo, ti porta subito dentro la storia, ti fa immedesimare nei protagonisti e offre importanti spunti di riflessione. Il tutto è narrato con delicatezza e con la consueta bravura della scrittrice. Sì spegne leggermente nel finale, motivo per cui non do il punteggio massimo.

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    angelo

    26/10/2016 10:55:07

    Ingredienti: una dodicenne solitaria e intelligente in fuga dal mondo, un viaggio in auto col padre ritrovato come riscoperta della vita, un rapporto omosessuale tra due uomini con una figlia ottenuta dalla maternità surrogata, una delicata lezione contro intolleranza, bigotteria e bullismo. Consigliato: a chi vuol liberarsi di pregiudizi ancestrali verso coppie e adozioni gay, a chi sa coltivare su ogni terreno la propria identità e diversità.

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    Erica

    30/06/2016 13:18:24

    Un libro non leggero, non semplice da leggere, perché profondo, perché tratta temi importanti come l'omosessualità, la voglia di diventare genitori, il bullismo. Proprio per questo però vale davvero la pena leggerlo, anzi, lo consiglierei davvero a tutti gli adolescenti.

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    Stefania

    09/08/2015 11:03:35

    Un bel libro... la storia è davvero originale, soprattutto affronta un problema così spinoso in modo delicato e con piacevole naturalezza. Acquistato per curiosità dopo le polemiche che ha sollevato, davvero non le ho trovate fondate. Non c'è niente di volgare o di ambiguo e la storia d'amore tra Giose e Christian è descritta con molta dolcezza. Forse un po' lento in alcuni tratti ma profondo senza risultare noioso. E' il primo libro che leggo della Mazzucco e sicuramente non sarà l'ultimo!

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    Daniele B.

    25/07/2015 00:22:57

    Il romanzo è ben rappresentato e la scrittura molto scorrevole, ma sul finale sembra mancare di qualcosa; tuttavia mi aspettavo qualcosa di più su un argomento così delicato come quello dell'adozione e delle coppie omosessuali.

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    cristina

    09/07/2015 12:56:40

    Impossibile non fare un paragone con "Splendore" della Mazzantini, e dal confronto e da ciò che lascia a fine lettura il romanzo della Mazzucco ne esce alquanto male dal mio punto di vista. Non mi sono piaciuti né il modo in cui è stata articolata la storia (con episodi a volte inseriti per allungare il brodo, ma con scarso approfondimento psicologico; e con zone d'ombra che potevano essere invece sviluppate meglio) né lo stile della prosa. Un libro che comunque può far bene alla "causa", e tanto basta, almeno ogni tanto, nella produzione culturale di questo paese.

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    Luciana

    01/06/2015 13:47:49

    Letto tutto d'un fiato durante un pomeriggio piovoso, era da un po' che non mi succedeva di "divorare" un libro in poche ore... Melania Mazzucco anche questa volta non mi ha delusa... Grazie!

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    martina

    04/03/2015 14:54:06

    mi è stato consigliato questo libro dalla mia professoressa di italiano,e devo dire che mi ha fornito un ottimo consiglio. è un tema molto attuale,e la nostra società va sensibilizzata molto di più rispetto all'omosessualità . La Mazzucco ha saputo trattare il tema, è un gran bel libro. Mi ha affascinato il modo in cui ha trattato l'argomento. Complimenti!

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    Brunella

    20/07/2014 14:38:13

    Un libro che mi ha emozionato tantissimo! Mi ha coinvolto dalla prima all'ultima pagina la storia di Eva, figlia di due padri omosessuali. Ha trattato il tema dell'omosessualità con garbo, tatto, amore, sofferenza ed emozione. Farà parte di quei romanzi che rimarranno sempre nella mia libreria.

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    Cristiana

    08/06/2014 19:54:46

    Una storia di formazione intensa e non convenzionale. Capisco che faccia scandalo nella sua tersa semplicità di una storia qualunque in circostanze complesse. I personaggi sono credibili e psicologicamente ben descritti. Non ho notato nessuna separazione netta fra buoni e cattivi, semmai fra sensibili e superficiali seppure animati da buone intenzioni. Come nella vita, esattamente come in ogni vita.

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    roberto

    27/03/2014 13:54:43

    Ogni volta che leggo un'opera della Mazzucco,resto affascinato.Mi fa riflettere,mi convince e mi fa venire voglia di correre a recuperare i suoi libri che non ho ancora letto.Questo romanzo,senza inseguire il sensazionalismo,mette a segno più di un colpo.Lo consiglio.

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    carol

    26/03/2014 23:25:24

    Si legge bene e velocemente, la prosa è bella, la storia abbastanza articolata, ma... tutto è un po' troppo prevedibile, come già sentito, nonostante la vicenda narri di una famiglia e di scelte anticonvenzionali. C'è un buonismo di fondo che disturba, uno schieramento netto fra personaggi buoni e cattivi che rende la storia più simile a una fiction TV che a un testo di narrativa di pregio. Non sono riuscita ad affezionarmi a nessuno dei personaggi, l'autrice non va mai a fondo nelle loro personalità, come se neanche a lei interessasse scavare nel loro intimo, si limita a descriverli e a descrivere le loro vite: non viene approfondita l'enorme sofferenza della bambina provocata dalla perdita dei suoi due padri, gli ostacoli che può incontrare una coppia di omosessuali con una figlia sono appena accennati e banalmente stereotipati, i personaggi di contorno rimangono appunto di contorno e interferiscono con la storia solo con le poche frasi che ogni tanto l'autrice mette loro in bocca. Merita comunque un voto di mezzo, perché è una lettura piacevole e perché voglio concederle il beneficio che forse sono io a non essere riuscita a cogliere tutto.

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    silvia

    05/03/2014 17:39:17

    Ci ho provato ancora, ma la Mazzucco non riesce mai a convincermi fino in fondo. Il libro scorre: c'è ritmo e anche suspance. I personaggi sono belli, ma troppo superficiali. Ci sono tanti spunti molto interessanti, ma non va mai a fondo. Soprattutto, non mi piace la prosa. La Mazzucco non mi emoziona.

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    giuliog02

    26/02/2014 15:46:37

    Un romanzo ben costruito e di piacevole lettura, ricordandosi sempre che é una favola e non un testo di psicosociologia della famiglia. Non ha pretese di giudicare o di stabilire una verità. E' scritto per i lettori. La scrittura é esemplare, armonica, con un ritmo quasi musicale, adatto e adattato alle diverse situazioni. Riesce a passare con lievità su argomenti che potrebbero essere scabrosi, senza indulgere in approfondimenti, senza spendere un aggettivo o un avverbio in più. Ognuno li reinterpreta, poi, alla luce dei propri sentimenti e della propria fantasia e libertà di pensiero, e il racconto fila via e ti obbliga a procedere oltre. Mi é piaciuto molto, con i tre personaggi principali ben scolpiti. Ciascuno di essi rientra in una categoria dualistica di essere - non essere. Ottime anche le pennellate concernenti i personaggi complementari, che danno rinforzo nella composizione della trama e dell'ambiente. E' un romanzo d'amore, colto e di rara sensibilità. Le pagine sul Museo delle Belle Arti di Budapest e sul quadro " Giuseppe col bambino " di Francisco de Herrera sono - riga per riga - un punto cruciale nella lettura del senso del racconto, così come un condivisibile argomento sulle differenze tra pittura spagnola ed italiana di quel periodo storico. Anche sull'uso del verde. L'Autrice dimostra non solo un'accattivante abilità letteraria, ma grande cultura e sensibilità artistica. Anche i nomi sono evocativi di immagini depositate nel nostro inconscio. La fine.... lascia aperto lo spazio per un seguito.

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    frances74

    24/02/2014 09:51:09

    Anche se la scelta dell'argomento risulta un pò troppo "di moda" (vd. Splendore della Mazzantini), il modo in cui la Mazzucco lo affronta non è del tutto banale: emerge chiaramente il bisogno di affetto di Eva e il modo tenero e diverso che hanno i due genitori nel dimostrarlo. Ci si astrae dal pensare che siano due uomini a formare una famiglia ed emergono le difficoltà ma anche i punti di forza nel dar vita ad un progetto che coinvolga tre persone. E' risultata piuttosto forzata, invece, la storia di Yuma, un musicista fallito che tenta faticosamente di riprendersi e di ricostruire dapprima se stesso, ma anche il suo ruolo all'interno della società. Nel complesso ci sono tante piccole storie che vengono soltanto abbozzate e poi abbandonate ed è qui che la Mazzucco (solitamente attenta nell'approfondimento dei personaggi, anche se minori)appare debole. Anche il finale non è del tutto chiaro e sembra troncare di brutto la storia. Diciamo che se il romanzo avesse avuto la possibilità di svilupparsi in un numero maggiore di pagine, certi difetti sarebbero meno evidenti. La lettura però scorre e dobbiamo darne atto all'autrice.

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    Ciro D'Onofrio

    15/01/2014 16:00:44

    Sei come sei va apprezzato per la delicatezza ed il coraggio con cui la Mazzucco squarcia ogni ipocrisia affermando con determinazione la morale del libro:"fare" famiglia può avere la forza di varie forme e vari colori incardinati nell'amore. Il tutto è condito con con una certa vena ironica che consente alla scrittice di dribblare gli ampi rischi di cadere in una certa retorica. Un libro moderno che non diventa mai melenso nella sua malinconia, nella sua speranza ed anche in passaggi crudi ma efficaci

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    rosetta

    14/01/2014 17:53:12

    E' il primo libro che leggo della Mazzucco. Mi è piaciuto molto; scrive bene, si sente che è una persona colta e tratta bene l'argomento delicato.

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    vania

    23/11/2013 21:37:25

    sicuramente non un libro all'altezza della Mazzucco, bravissima scrittrice e molto lontano da Vita, Limbo, Un giorno perfetto. Pero' non e' male,la storia di due omossessuali e' trattata con molta delicatezza, bello il personaggio del padre Giose, un po' meno quello della bambina che sembra un po' troppo matura per la sua eta'. Certamente un libro scritto in fretta, non cosi' ' pensato' come gli altri, ma comunque piacevole, scorrevole ed ' educato',nonostante l'argomento trattato.

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    danilo

    20/11/2013 14:33:33

    Non si può dare 1 alla Mazzucco se non altro per il suo modo di scrivere sempre superbo ed all'altezza della situazione ma questo è sicuramente il più debole dei suoi romanzi. Consiglio però a Marta di leggere 'Limbo' che, benchè tratti di un argomento che potrebbe sembrare poco interessante, è veramente scritto bene, i personaggi sono analizzati a fondo e la parte ambientata in Afghanistan colpisce nel segno, mi capita di pensarci ancora oggi ad un anno dalla lettura.

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