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Giorgio Scerbanenco

Curatore: R. Pirani
Collana: La memoria
Anno edizione: 2008
Pagine: 276 p. , Brossura
  • EAN: 9788838922787
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Recensioni dei clienti

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    paolo

    10/03/2016 08.59.42

    Libro giallo di imitazione dei romanzi di Ellery Queenn e Philo Vance non del tutto riuscito.Mediocre.

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    Truedefender

    08/05/2015 12.38.27

    Perfetta trama gialla. Romanzo davvero avvincente e convincente. Con "Sei giorni di preavviso" Scerbanenco si confermava tra i migliori scrittori di gialli di tutti i tempi!!!

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    Chiara

    02/12/2013 21.52.40

    Esordio per il timido archivista della polizia di Boston, Arthur Jelling. Il giovane Scerbanenco evoca le ambientazioni e le atmosfere tipiche dei grandi maestri del giallo come Agatha Christie, Rex Stout o Ellery Queen. Il protagonista non conquista con la propria timidezza e flemma, ma nel finale si riscatta risolvendo brillantemente il caso. Il ritmo è lento per oltre metà libro, poi accelera dopo la morte di Vaton. Niente a che vedere con i capolavori della Milano di Duca Lamberti!

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    francesco

    03/07/2012 23.28.20

    prima indagine di arthur jelling timido archivista della polizia di boston.malgrado il libro sia stato scritto più di settanta anni fa la scrittura risulta molto scorrevole e moderna.giallo alla agatha cristhie molto ragionato e con un finale perfetto. mitico scerbanenco. promosso in pieno

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    elda

    27/08/2011 16.14.02

    La trama è coinvolgente, l'impianto narrativo ben congegnato, la forma scorrevole, i personaggi abbastanza approfonditi psicologicamente . È un romanzo discreto, certamente non il migliore di Scerbanenco.

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    Massimo F.

    30/08/2009 11.04.05

    Il primo, giovanissimo Scerbanenco. Stile pulito, trama interessante ed originale, ben tenuta e senza sbavature: la classe non è acqua e si vede anche agli esordi. Certo l’ambientazione in una Boston irreale e surreale (molto “italiana”) è fittizia e si percepisce sin troppo bene: Scerbanenco pare soffrire questo limite che lo costringe a non allontanarsi da paradigmi ben collaudati ed efficaci, ma che sembrano poco “sentiti” dall’autore. Quando, negli anni successivi, entrerà in gioco da protagonista la “sua” Milano, sarà tutta un’altra storia…

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    alessandro

    19/09/2008 11.00.57

    "Al Capo del Governo Benito Mussolini.Dieci romanzieri italiani et fascisti uniti da questa sera in un gruppo d'azione per servire il Romanzo italiano in Italia ed all'estero devotamente salutano il Duce meraviglioso augurando che dai romanzi dell'Era Fascista esca un giorno il poeta della nuova epopea come già dalla storia sparsa del martirio in camicia rossa uscì nella Marcia trionfale il creatore di una più grande Italia. Firmato Beltramelli Bontempelli D'Ambra De Stefani Marini Milanesi Varaldo Viola Zuccoli. Roma 24 marzo 1924".Il primo giallo italiano,Il sette bello,è stato scritto da Alessandro Varaldo(fondatore della SIAE) nel 1931 che è uno dei dieci firmatari di questo telegramma.In un articolo del 1932,intitolato 'Dramma e romanzo poliziesco' conclude con queste parole:"Come gli autori inglesi ci hanno abituati a considerare di quasi pubblico dominio Piccadilly e lo strand,come gli autori americani ci abituano alla Quinta Strada e ai quartieri di Brooklin,non vi sembrerebbe ottima cosa che anche i nostri scrittori,specialmente quelli che trattano un certo genere alla moda,parlassero un po' dell'Italia?". Nello stesso tempo una direttiva del Minculpop recitava "L'assassino non deve essere assolutamente italiano.L'assassino anche se straniero non deve sfuggire alla giustizia." Ma nonostante queste direttive il 31/7/1941 arrivò l'ordine di sequestro di tutti i romanzi gialli già stampati. I primi autori di 'Gialli'italiani preferiscono così ambientare le loro storie fuori dai confini nazionali (anche se devono scrivere 'mistura' invece che 'cocktail').Scerbanenco ambienta il suo primo giallo(1940) addirittuta negli USA.Il protagonista è Arthur Jelling archivista della Centrale di Polizia di Boston. Ma è una Boston molto simile a Roma,come gli Stati Uniti lo sembrano dell'Italia degli anni trenta.Il poliziotto,ordinato,metodico,timido,ma formidabile,risolverà questo caso,ma anche quelli altrettanto intricati degli altri quattro fortunati gialli che seguiranno.

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    diablero

    11/07/2008 10.27.55

    uno scerbanenco irrituale, oggi diremmo quasi da cover di rex stout...però sempre di ottimo livello, e come sostengo da sempre geniale

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