Sementi e diritti. Grammatiche di libertà

Stefano Masini,Cinzia Scaffidi

0 recensioni
Con la tua recensione raccogli punti Premium In promozione DOPPI PUNTI fino al 23/6
Editore: Slow Food
Collana: Itinerari Slow
Anno edizione: 2008
In commercio dal: 10 giugno 2009
Pagine: 184 p., Brossura
  • EAN: 9788884991690
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente
Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

€ 7,29

€ 13,50

Punti Premium: 7

Usato di Libraccio.it venduto da IBS

Garanzia Libraccio
Quantità:
LIBRO USATO
Nuovo - attualmente non disponibile
Attualmente non disponibile
Inserisci la tua email ti avviseremo quando sarà disponibile
spinner

Grazie, riceverai una mail appena il prodotto sarà disponibile

Non è stato possibile elaborare la tua richiesta, riprova.

Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

Ogni linguaggio ha la sua grammatica e il libro considera l'agricoltura industriale e quella tradizionale come due modi diversi di esprimersi e occuparsi di produzione, natura, mercato, ricerca. L'agricoltura industriale utilizza prevalentemente i modi singolari, risultato di una impostazione riduzionista che tenta di forzare il mondo in poche regole e pochi standard. L'agricoltura tradizionale invece, predilige i modi plurali e la multifunzionalità, la diversificazione. Il principale spartiacque tra i due linguaggi è il modo in cui si rapportano alle sementi, elemento indispensabile per entrambi, ma oggi regolato secondo la visione industriale, che mal si adatta alle esigenze dell'agricoltura tradizionale. Si rendono necessarie nuove soluzioni giuridiche, che mettano in discussione innanzitutto lo strumento del brevetto sul vivente e della proprietà intellettuale su scoperte e invenzioni. Prendendo a modello la rivoluzione avvenuta in ambito informatico con l'avvento del software open source e in ambito creativo con le nuove tecnologie che hanno consentito la condivisione delle creazioni in modalità wiki, gli autori suggeriscono di ripensare l'impianto giuridico relativo alle sementi sulla base di queste acquisizioni culturali.
  • Stefano Masini Cover

    Stefano Masini è docente di Diritto Agroalimentare all'Università di Tor Vergata (Roma). Autore di pubblicazioni specialistiche per l'editore Giuffrè e divulgative per SlowFood, nelle materie del diritto agrario e alimentare ha firmato oltre cento articoli di carattere scientifico pubblicati nelle più prestigiose riviste e raccolte di settore.Attualmente coordina le attività dell'Area Ambiente e Territorio presso la Confederazione Nazionale Coldiretti, in rappresentanza della quale è designato nel Comitato Scientifico della Fondazione Campagna Amica nonché dell'Osservatorio sulla criminalità nell'agricoltura e sul sistema agroalimentare. Approfondisci
Note legali