Il sentiero dei nidi di ragno - Italo Calvino - copertina

Il sentiero dei nidi di ragno

Italo Calvino

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Editore: Mondadori
Collana: Oscar moderni
Edizione: 6
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
In commercio dal: 28 giugno 2016
Pagine: LV-152 p., Brossura
  • EAN: 9788804668039
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Il sentiero dei nidi di ragno

Italo Calvino

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"Questo romanzo è il primo che ho scritto; quasi posso dire la prima cosa che ho scritto, se si eccettuano pochi racconti. Che impressione mi fa, a riprenderlo in mano adesso? Più che come un'opera mia lo leggo come un libro nato anonimamente dal clima generale d'un'epoca, da una tensione morale, da un gusto letterario che era quello in cui la nostra generazione si riconosceva, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Al tempo in cui l'ho scritto, creare una 'letteratura della Resistenza' era ancora un problema aperto, scrivere 'il romanzo della Resistenza' si poneva come un imperativo; ...ogni volta che si è stati testimoni o attori d'un'epoca storica ci si sente presi da una responsabilità speciale ...A me, questa responsabilità finiva per farmi sentire il tema come troppo impegnativo e solenne per le mie forze. E allora, proprio per non lasciarmi mettere in soggezione dal tema, decisi che l'avrei affrontato non di petto ma di scorcio. Tutto doveva essere visto dagli occhi d'un bambino, in un ambiente di monelli e vagabondi. Inventai una storia che restasse in margine alla guerra partigiana, ai suoi eroismi e sacrifici, ma nello stesso tempo ne rendesse il colore, l'aspro sapore, il ritmo..." (Dalla presentazione di Italo Calvino). Postfazione di Cesare Pavese.
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    Carlo

    25/09/2019 21:56:54

    Un romanzo bellissimo che mostra la resistenza e la seconda guerra mondiale come non l'abbiamo mai vista: attraverso gli occhi di un bambino. Consigliato.

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    vale

    25/09/2019 16:20:19

    Un classico da proporre nelle scuole,a mio avviso è essenziale.

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    Sara

    25/09/2019 16:07:13

    Italo Calvino e la resistenza. Il racconto di quello che faceva da contorno alla guerra visto dagli occhi di un bambino, Pin, ancora innocente e alla ricerca di un punto di riferimento e di un amico; La storia di un ragazzino che si arruola con i partigiani e vive le vicende che facevano sfondo alla guerra: le armi, la mancanza di cibo, di igiene e la povertà. Da leggere assolutamente.

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    Ilaria

    22/09/2019 20:36:44

    In questo libro Calvino tratta il tema della Resistenza partigiana presentandolo da un punto di vista inconsueto, quello di Pin, un bambino cresciuto troppo in fretta. Forse è proprio questa novità che lo rende un'opera veramente ben riuscita. Fortemente consigliato

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    Cla

    22/09/2019 08:32:58

    Splendido primo romanzo del giovane Calvino che rielabora l'esperienza della Resistenza in modo delicato e toccante attraverso lo sguardo di un ragazzino, da leggere e rileggere.

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    Matteo

    21/09/2019 09:42:05

    Un libro che tratta della resistenza senza parlarne direttamente, dei partigiani visti con gli occhi di un bambino, della vita miserabile in una città con i restrellamenti durante la guerra. Calvino offre una vista della società dell'epoca con semplicità ed estremo realismo

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    ilaria

    20/09/2019 13:16:45

    Leggendo "Il sentiero dei nidi di ragno" ci si trova catapultati nell'esperienza partigiana, nell'invasione dei tedeschi e delle camicie nere, nell'Italia della Resistenza. Pin è un bambino, è nato in questo ambiente, e lo considera il "suo" ambiente: considera la guerra la normalità. Sicuramente è un bambino un po' speciale, per questo suo vissuto rozzo, perché non ha imparato cosa vuol dire "giocare"; tuttavia, ai fini del romanzo, Pin è ognuno di noi. Calvino, infatti, ha vissuto la Resistenza, da adulto ne fece parte in prima persona; ma noi, nati cinquant'anni dopo, siamo tutti Pin, e la scopriamo coi suoi occhi, che, ancora bambini, la seguono "di scorcio", le si avvicinano in punta di piedi, e la temono poco, come si temono poco le cose che non si conoscono e non si comprendono fino in fondo.

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    Federico Soffici

    04/07/2019 21:59:08

    Italo Calvino e il suo meraviglioso mondo. Commenti pochi solo un'unica raccomandazione leggetelo.

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    mar

    19/03/2019 20:22:31

    Giudicare questo libro senza tenere in considerazione il contesto in cui è stato scritto penso sia impossibile. Come ammette lo stesso Calvino nella prefazione, "al tempo in cui l'ho scritto creare una letteratura della Resistenza si poneva come un imperativo". Calvino affronta questa responsabilità come solo lui potrebbe fare: narrando il tutto come se fosse un'avventura. Il protagonista è un bambino monello che viene coinvolto in varie vicissitudini che non sono altro che avventure, come rubare la pistola ad un tedesco o fuggire da una prigione. Calvino dunque riesce ad inserire il fiabesco anche in un tema così reale e attuale, se si considera che la prima edizione del romanzo è del '47. Il ritratto fatto della Resistenza e dei partigiani è qualcosa che si allontana dalla perfezione, e soprattutto dai chiari ideali. Ma la Storia non è fatta soltanto da grandi ideali, gli interessi nazionali si intrecciano inevitabilmente con quelli estremamente personali, e questo non li rende meno giusti. Ecco che un pensiero come "ti amo Adriana" prima di una battaglia può fare tutta la differenza.

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    Clara

    11/03/2019 13:16:58

    Un testo con la pretesa dell'innocenza. Calvino trova l'espediente del bambino per non partire dai suoi preconcetti e opinioni. Scrivere questo libro a brevissima distanza dai fatti, presumo sia stato molto difficile. Pin non è un bambino che si lascia amare, ma soltanto perché non ha mai trovato qualcuno che lo può fare. Quando si trova mano nella mano con il Cugino, anche lui finalmente trova il suo posto nel mondo. Bellissimo spaccato di un periodo storico ancora molto vivo e presente.

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    Gioia

    08/03/2019 18:30:07

    Amo follemente Calvino,il suo pensiero e la sua poetica. Egli è riuscito ad immergermi nel mondo della seconda guerra mondiale fatta dalle persone comuni e non dai "Capi", caratterizzata da miseria, stenti e molta ignoranza verso ciò che accade. infatti i nostri protagonisti sono persone comuni,non istruite e anche bambini, che guardano alla guerra con occhi innocenti.

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    Chiara

    16/10/2018 15:07:18

    Letto grazie ad un esame universitario.. Che meravigliosa scoperta!

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    Spiritoporpora

    19/09/2018 17:38:07

    In genere non amo lo stile di Calvino ma questo libro me lo ha fatto rivalutare. Inoltre descrive perfettamente il clima della Resistenza. Un libro con cui riflettere

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    n.d.

    18/08/2017 16:13:23

    Libro da leggere per chi interessa iniziare a conoscere Calvino.

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    Bruno Izzo

    22/06/2017 15:30:05

    Questo è un romanzo sulla Resistenza, e della violenza perpetrata contro la bellezza, il candore, l’innocenza dell’infanzia, brutalmente stuprata dalla guerra. Un libro per l’infanzia, a favore dell’infanzia, quindi, un libro fiabesco, un vedere le cose della guerra come una favola, un gioco assurdo, inutile e crudele di cui neanche si riesce a capire bene le regole, in definitiva è un libro che presenta un punto di vista “basso”, una visione dal basso come appunto è la prospettiva vista con gli occhi dei bambini. In realtà invece i bambini vedono ben oltre, usano oltre gli occhi anche il cuore, hanno una visuale ben più alta, una visione elevata e perciò privilegiata, nobile, come appunto nobile è l'innocenza dei bambini prima che essa venga insozzata dalle brutture degli uomini. Per questo, i protagonisti non hanno nomi propri ma nomi di fantasia, proprio come nelle favole, quasi a rimarcare il punto di vista di Pin, il piccolo protagonista: per esempio i partigiani hanno nomi assai coloriti e caratteristici, Diritto, Lupo Rosso, Pelle, Cugino, Labbra di Bue, ecc. Il piccolo Pin a causa della guerra non ha casa, non ha famiglia, amici, un affetto sincero, ed ecco allora che nel suo vagabondare solitario nelle campagne s’imbatte in un sentiero, un sentiero un po' nascosto, un po' più riparato e difficile da trovare. E sul fondo di questo viottolo, in una strettoia un po' più nascosta e riparata, i ragni hanno tessuto le loro tele. Per Pin hanno fatto un nido, il nido dei ragni: poca importa al bambino se i ragni facciano il nido o meno, in realtà gli basta aver trovato un posticino riparato che sente solo suo. Le lucciole nell'aria gli sembra che siano lì apposta per il solo scopo di illuminare il cammino che porta al suo nido piacevole, caldo, accogliente, in sostituzione di tutto l’amore che gli manca: purtroppo al piccolo, come a ogni bimbo in guerra, serve un nido qualunque sia, anche un semplice nido di ragni.

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    paolo

    18/10/2016 22:44:32

    Fin dall'esordio Calvino scopre le carte e palesa la sua chiara inclinazione per il fiabesco. Parliamoci chiaro, qui la guerra partigiana c'è, ma poco interessa all'autore, e a recuperarla non basta certo quel (goffo per la sua estraneità al resto della narrazione) capitolo finale in cui i due partigiani "seri" s'interrogano sul ruolo della Resistenza armata. Qui a giganteggiare e' Pin, bambino/gnomo, maligno, lascivo e innocente abitatore di sentieri e boschi popolati da uomini mostruosi nel loro essere così semplici, quasi prevedibili nelle loro voglie sempre uguali (le armi, il sangue, il sesso) eppure incomprensibili. Solo "cugino", il partigiano grande e grosso, buono e feroce, animato da un odio testardo contro le donne, mostrerà di essere un vero amico per Pin, sorprendendolo con la sua rinuncia a far l'amore con Nera del carruggio, sorella di Pin e prostituta venduta si a tedeschi e fascisti. La scrittura del 24enne Calvino e' fin troppo pulita e un po' furbetta nel far gigioneggiare abbondantemente il piccolo ispido protagonista.

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    Walter

    23/09/2012 13:48:04

    In assoluto il più bel libro sulla guerra che abbia mai letto! Delicato, sensibile, ingenuo, e per questo ancora più crudele di qualsiasi possibile descrizione. Avvincente dalla prima all'ultima pagina, lascia il senso vero della guerra. Un libro imperdibile!

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    marco

    27/09/2011 23:51:39

    libro fantastico, con una padronanza del linguaggio incredibile, fa parlare e vivere tutti i personaggi ed ha una storia così coinvolgente... sicuramente uno dei migliori testi di calvino

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    catfish

    22/02/2011 09:44:07

    Insieme con "La giornata di uno scrutatore" e "e "Ultimo viene il corvo", questo "Sentiero" è uno dei primi libri di Calvino, tutti 'realistici', prima dei baroni rampanti e i cavalieri inesistenti tanto quanto le città invisibili. C'è già tutti il calvino dall'intelliugenza acutamente visionaria e ironica. Ma io lo preferisco così, realistico.

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    cri

    04/02/2008 15:12:22

    splendido..devo ammettere che non leggo molto di solito e quest'opera mi è stata consigliata,ma non potrei trovare un modo migliore per trascorrere il tempo..è trascendentale sotto certi aspetti, ti cattura senza neanche che tu te ne accorga e la capacità dell'autore di affrontare tematiche come la guerra o l'amicizia in modo cosi diverso dall'ordinario ed originale fa del libro un romanzo unico.

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  • Italo Calvino Cover

    Figlio di due scienziati (il padre è agronomo, la madre biologa) nasce a Cuba dove i genitori dirigevano l'orto botanico di Santiago de las Casas, vicino a L'Avana. Tornata in Italia la famiglia, a Sanremo, frequenta le scuole nella città ligure e, terminato il liceo si iscrive ad Agraria, ma interrompe l'Università per evitare l'arruolamento forzato e dopo l'8 settembre si unisce alle brigate partigiane nella Brigata Garibaldi. Nel 1944 entra nel Pci e alla fine della guerra ne diventa militante attivo e Quadro. Si iscrive e si laurea alla facoltà di lettere di Torino e nel frattempo inizia a collaborare a riviste (fondamentale il rapporto con il Politecnico di Vittorini) e quotidiani. Entra a lavorare all'Einaudi e nel 1950 ne viene assunto definitivamente come... Approfondisci
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