Senza mai arrivare in cima. Viaggio in Himalaya - Paolo Cognetti - copertina

Senza mai arrivare in cima. Viaggio in Himalaya

Paolo Cognetti

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Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 6 novembre 2018
Pagine: 120 p., ill. , Rilegato
  • EAN: 9788806239275
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Senza mai arrivare in cima. Viaggio in Himalaya

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Questo è il viaggio che Paolo Cognetti intraprende sul finire del suo quarantesimo anno, poco prima di superare il crinale della giovinezza.

«"Senza mai arrivare in cima. Viaggio in Himalaya" ci riconsegna quei luoghi nello spirito di una esplorazione e di una immedesimazione autentiche in cui sono la natura e l’oltre a plasmare la psiche del viaggiatore che le contempla, ne subisce il fascino, finanche la forza invincibile»Andrea Velardi, Il Messaggero

«Cognetti, tra pecore azzurre e leopardi invisibili, ha fatto un viaggio nell’aspra poesia della natura»Paolo Mauri, la Repubblica

«Paolo Cognetti riprende il passo fisico e letterario – lento, costante, classico – col quale ci aveva lasciati»Stefania Chiale, Sette – Corriere della Sera

«Alla fine ci sono andato davvero, in Himalaya. Non per scalare le cime, come sognavo da bambino, ma per esplorare le valli. (...) Ho camminato per 300 chilometri e superato 8 passi oltre i 5000 metri, senza raggiungere nessuna cima. Mi accompagnavano un libro di culto, un cane incontrato lungo la strada, alcuni amici: al ritorno mi sono rimasti gli amici»

Che cos'è l'andare in montagna senza la conquista della cima? Un atto di non violenza, un desiderio di comprensione, un girare intorno al senso del proprio camminare. Questo libro è un taccuino di viaggio, ma anche il racconto illustrato, caldo, dettagliato, di come vacillano le certezze col mal di montagna, di come si dialoga con un cane tibetano, di come il paesaggio diventa trama del corpo e dello spirito. Perché l'Himalaya non è una terra in cui addentrarsi alla leggera: è una montagna viva, abitata, usata, a volte subita, molto lontana dalla nostra. Per affrontarla serve una vera spedizione, con guide, portatori, muli, un campo da montare ogni sera e smontare ogni mattina, e soprattutto buoni compagni di viaggio. Se è vero che in montagna si cammina da soli anche quando si cammina con qualcuno, il senso di lontananza e di esplorazione rinsalda le amicizie. Le notti infinite in tenda con Nicola, l'assoluta magnificenza della montagna contemplata con Remigio, il sa­liscendi del cammino in alta quota, l'alterità dei luoghi e delle persone incontrate. Questo è il viaggio che Paolo Cognetti intraprende sul finire del suo quarantesimo anno, poco prima di superare il crinale della giovinezza. «Alla fine ci sono andato davvero, in Himalaya. Non per scalare le cime, come sognavo da bambino, ma per esplorare le valli. Volevo vedere se da qualche parte nel mondo esiste ancora una montagna integra, vederla coi miei occhi prima che scompaia. Sono partito dalle Alpi abbandonate e urbanizzate e sono finito nel piú remoto angolo di Nepal, un piccolo Tibet che sopravvive all'ombra di quello grande e ormai perduto. Ho camminato per 300 chilometri e superato 8 passi oltre i 5000 metri, senza raggiungere nessuna cima. Mi accompagnavano un libro di culto, un cane incontrato lungo la strada, alcuni amici: al ritorno mi sono rimasti gli amici».
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    luke

    17/05/2020 19:09:23

    Ho rischiato di non leggere mai questo piccolo capolavoro. Avevo letto Le 8 montagne e lo avevo trovato un po' pretestuoso. Invece, Senza mai arrivare in cima é un racconto freschissimo, intenso e coinvolgente. Ho amato quei luoghi montani senza averli mai visti e mi sono mancati una volta terminato il libro. Pura poesia. Da leggere in un fiato.

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    Chiara

    13/05/2020 20:54:41

    Ho scoperto Paolo Cognetti per caso, ho letto SENZA MAI ARRIVARE IN CIMA dopo LE OTTO MONTAGNE. Mi aveva incantata con il suo amore per la montagna, per la cultura dei montanari,per la pace e la serenità interiore che riscopre ogni volta che torna nella sua montagna. Il diario SENZA MAI ARRIVARE IN CIMA non solo l'ho letto tutto d'un fiato, ma ho cercato e ritrovato le descrizioni dei luoghi che ha attraversato documentandomi con le immagini in rete ,e lì l ho rivisto nel suo viaggio in Dolpo. Veramente consigliato anche se alla fine si rimane con la curiosità..

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    Andrea

    13/05/2020 10:08:26

    Ho atteso diversi giorni prima di riuscire a capire razionalmente cosa c'era di "strano" nella lettura di questo libro e di non riuscire a concludere fluidamente queste 107 pagine. Bloccata a metà, osservo il libro mentre mi preparo ed esco di casa, ritorno e lo fisso di nuovo, ma nulla dentro di me mi spinge a prenderlo e a leggerlo. Cosa ci sarà davvero che non va? Mi ascolto e sento dentro di me: è una storia scritta in superficie, un qualcosa che non tocca, non mi ha fatto sognare, né lasciato alcuna emozione semplice né particolare, ma mi ha fatto sperare che le pagine successive fossero diverse ed infine ho deciso di terminarlo in maniera estremamente razionale e superficiale. La lettura per me è uno stato dell'essere, un modo di pensare. Questa volta e mi dispiace per l'autore, non ho trovato nulla di stimolante in questo libro. Ovviamente è la mia opinione. Una tra miliardi di lettori e di comuni mortali. Rapporto qualità- prezzo davvero da rivedere. E la sensazione è che ...."bisogna farci i soldi con sto libricino"...mah. Molto da rivedere.

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    alessdefelice

    13/05/2020 08:41:57

    Un bellissimo racconto sulla vita e la riscoperta di se stessi. Da leggere per viaggiare con la mente in questi mesi di reclusione forzata. La scrittura di Cognetti è sempre ricca e affascinante.

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    Roberta

    11/05/2020 21:41:50

    Senza mai arrivare in cima è un diario di viaggio di una spedizione in Nepal che si propone non tanto di scalare le vette, ma piuttosto di conoscere una montagna rimasta ancora autentica. Un viaggio reale attraverso cui emerge anche viaggio interiore più intimo e spirituale.⁣ ⁣

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    Rc

    22/04/2020 22:37:56

    Letto dopo le 8 montagne, bello ma non all'altezza dell'alto. Carino, non mi ha deluso ma non mi ha nemmeno preso particolarmente.

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    Leonardo

    23/09/2019 17:46:13

    Bel libro, profondo e di carattere.

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    Sandra

    19/09/2019 12:19:12

    Scrittura lieve. Belli gli schizzi. Racconto di viaggio, la montagna, gli amici, la solitudine... Aspetto già il prossimo libro.

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    marge

    15/05/2019 19:51:09

    Ho quasi fatto fatica a leggere le prime pagine, poi mi ha preso, con le sue descrizioni, i suoi silenzi, la descrizione della gente e delle montagne. Assolutamente consigliato.

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    Gerardo

    11/03/2019 21:20:33

    E' stato bello ritrovare la voce di Paolo Cognetti e affrontare tematiche a lui care, come l'amicizia e la perdita della montagna autentica e della cultura dei montanari. Anche altri temi vengono affrontati, alcuni forse in maniera piuttosto sbrigativa, magari potendo lo scrittore si sarebbe dilungato di più. Quello che ne esce è un volumetto curatissimo, con delle illustrazioni particolari e spettacolari che da sola valgono il prezzo, ma che lascia il lettore con una voglia di saperne di più che non viene soddisfatta.

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    letizia

    08/03/2019 17:20:24

    Lo ricomprerei, mi é piaciuto tanto lo consiglio.

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    Loris

    08/03/2019 14:21:18

    Un taccuino di viaggio di norma cattura l’interesse del lettore nel momento in cui descrive paesaggi inusuali o veicola riflessioni universali. Il Nepal (o meglio il Dolpo) in effetti è un’ambientazione ‘esotica’, forse non più incontaminata, ma neppure oggetto di un turismo di massa. Cognetti ne restituisce quadri abbastanza vividi, traccia mappe tra valli e montagne, cattura dettagli di flora e fauna, ma fatica a stabilire una relazione con chi in quei luoghi abita. Il viaggio si colora di motivazioni esistenziali, è l’occasione per fare un primo bilancio dalla fine anagrafica della giovinezza, un modo per rinsaldare amicizie attraverso l’esperienza condivisa. Emerge un’idea ricorrente di circolarità, mutuata dal buddismo: il pellegrinaggio si compie intorno e non verso una meta, lo stesso taccuino è una sorta di riscrittura di quello di Matthiessen, con cui spesso si confronta. Al fondo resta qualcosa di elusivo e solo intuito, visualizzato simbolicamente dalle orme del leopardo delle nevi. Tra le righe si trovano motivi e personaggi che sono stati riversati nella forma romanzo de ‘Le otto montagne’, di cui questo lavoro (debitore del successo di quello) è una sorta di complemento.

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    ENRICO

    07/03/2019 22:05:28

    Bel racconto, ti fa amare la montagna e invidiare chi è riuscito a fare un viaggio in Nepal, paese fantastico. Mi piace lo consiglio.

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    Nepalplanet

    04/02/2019 17:54:01

    Viaggio dentro il Nepal, Paese fantastico

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    Stefano

    27/01/2019 21:26:27

    Letto dopo le otto montagne, mi sspettavo qualcosa di più. Resoconto a grandi punti di un viaggio sembra senza meta con alcuni buoni spunti di riflessione. Goudizio rinviato al proasimo libro

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    n.d.

    24/12/2018 20:56:58

    si e' un libro che consiglio ottimo scrittore

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    Laura

    18/12/2018 09:08:07

    "... impara che ben più prezioso della vetta è il sentiero. Trova un senso in ogni passo." E in ognuna di queste pagine, in questo piccolo grande viaggio si può trovare un senso che va oltre il viaggio in sè, oltre la conquista della cima..

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    RossaMina

    14/12/2018 08:14:07

    Sicuramente ho dei problemi io, ma questo libretto non l'ho proprio capito…. Forse ho intuito il motivo del viaggio, ma non il viaggio in sé. Non mi ha trasmesso nulla. I disegni poi… proprio no!! Invece “Le otto montagne” mi era piaciuto molto.

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    Ambra

    30/11/2018 18:29:55

    Senza infamia e senza lode

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    Laura

    27/11/2018 23:42:03

    Avevo grandi aspettative per questo ultimo libro di Paolo Cognetti."Le otto montagne" mi aveva completamente rapita, l'avevo trovato semplicemente meraviglioso. Forse avevo aspettative troppo alte o forse semplicemente questi non sono i miei paesaggi e non sono riuscita a coglierne la magia. Questa volta sono rimasta un po' delusa.

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Mare, cielo, montagna, colle, pianura sono stati sempre oggetto d’ispirazione artistica. La natura, nei suoi elementi costituitivi, spesso produce stati d’animo, emozioni, genera pensieri in chi la sa guardare e ascoltare il suo linguaggio. Dunque nel suo essere e mostrarsi e nel suo parlare può generare una consonanza interiore che può aiutare a conoscerci, a capirci, a imparare attraverso la sua voce nelle sue poliedriche manifestazioni: il soffio del vento, lo scroscio dell’acqua, lo scorrere di un fiume, il tuonare dopo l’abbaglio di un lampo.

La natura non si limita a fare da sfondo alle vicende umane, né è manifestazione di una legge meccanica, infatti può diventare maestra di vita e si può entrare perfino in una sorta di perfetta e consapevole, circolare comunione mistica con la vita dell’universo. Tutto ciò è quanto succede a Paolo Cognetti che dopo Il ragazzo selvatico, Le otto montagne, con l’opera Senza mai arrivare in cima. Viaggio in Himalaya (120 pagine, 14 euro), pubblicata da Einaudi, ci propone ancora una volta una storia in cui la montagna è protagonista, ma questa volta siamo lontani nello spazio, infatti Cognetti porta i lettori in Asia, a visitare l’Himalaya e qui la montagna non è oggetto di ascensione, ma di circumambulazione, Kora in tibetano: «I cristiani piantano croci in cima alle montagne, i buddisti tracciano cerchi ai loro piedi». Per il narratore il primo gesto è espressione di violenza, il secondo di gentilezza: «un desiderio di conquista contro uno di comprensione» (pag.21) e nel comprenderla, essa si veste di sacralità e diventa maestra di vita.

I monasteri buddisti, i panni e le ruote di preghiera corroborano la sacralità di quei luoghi, dell’irraggiungibile e vietata montagna di Cristallo, «che nella mattina limpida era una vela contro il cielo» (pag. 59) e tutto nel suo procedere «in tondo» avvalora la purezza che il protagonista, elemento tra gli elementi, conquista e vive in quel contatto diretto con la montagna, dove nulla si crea e nulla si distrugge, ma in un processo continuo, si trasforma per continuare a esserci in altra forma, altra veste, parte di quel tutto costante e vitale che costituisce l’universo. Così Buddha prima ancora di Lavoisier formula un principio che, caricato di spiritualità diventa religione, lontana da qualsiasi principio scientifico o filosofico e, a proposito di filosofia, basta ricordare a tal riguardo, Anassagora o Democrito.

La condizione umana, il lungo cammino, la contemplazione della natura, diventa così per Cognetti, viaggio di maturazione, di crescita, di progressivo conseguimento di perfezione che sul finire del quarantesimo anno di vita diventa anche serena accettazione della normalità occidentale nella consapevolezza che anche la perfezione, «la trasparenza può essere d’impedimento se uno si aggrappa ad essa». Possiamo definire l’opera una cronaca di viaggio, infatti la descrizione dei luoghi è avvalorata oltreché da disegni toponomastici, anche dalle riflessioni, dai pensieri di carattere etico-morale che non riguardano esclusivamente l’io, ma investono la natura nel suo insieme, nella chiara consapevolezza ecologica che ogni entità non può essere indipendente da ciò che la circonda, poiché tutti i fenomeni e tutti gli esseri sono interconnessi tra di loro e fanno parte del Soffio vitale dell’universo.

Recensione di Francesca Luzzio

 
  • Paolo Cognetti Cover

    Nella sua prima vita è stato alpinista e matematico, e a volte pensa di non avere mai smesso di essere nessuno dei due.Nella seconda, lavora nel cinema indipendente milanese come autore di documentari, sceneggiatore e montatore di cortometraggi, cuoco. Insieme a Giorgio Carella è fondatore della casa di produzione cameracar.Ha deciso di fare lo scrittore in un cinema parrocchiale, dopo la proiezione del film L'attimo fuggente, nel 1992.Ha passato gli anni successivi alla ricerca del suo capitano, fino al giorno in cui, nel 1997, ha scoperto Raymond Carver. Da allora ama la letteratura americana e scrive racconti.Autore di alcuni documentari - Vietato scappare, Isbam, Box, La notte del leone, Rumore di fondo - che raccontano il rapporto tra i ragazzi, il territorio e la memoria.Per... Approfondisci
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