Senza musica. Scritti dal 1974

Claudio Baglioni

Curatore: G. Cesaro
Editore: Bompiani
Collana: AsSaggi
Edizione: 4
Anno edizione: 2005
In commercio dal: 22 giugno 2005
Pagine: 201 p., Brossura
  • EAN: 9788845234293
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Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    Via

    05/02/2007 17:40:39

    Stupendamente bello...!

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    ILARIA

    30/04/2006 14:55:07

    (!!!!FERMATEVI A LEGGERLO!!!!Il mio giudizio pùò essere poco obbiettivo se con una breve premessa affermo che Claudio per me non è "un cantautore" bensì "IL CANTAUTORE",sottile differenza sostanziale.Una sorta di dispensatore di emozioni che accompagnano qualsiasi età e qualsiasi stagione della vita. Dal 'basso' dei miei 22 anni ho apprezzato da SEMPRE la GRANDEZZA del suo modo di fare musica,o meglio,di narrare in poesia l'amore e la vita.Tutto ciò ha trovato conferma in questo libro esplicito , figurativo ma soprattutto riflessivo....una riflessione richiamata con parole semplici,che spesso trattano argomenti complessi. Un libro scorrevole e interessante,come è altrettanto interessante l'infanzia e lo stesso percorso che ha portato questo artista alla creazione dei suoi capolavori,con la perfetta sincronia che ogni volta riesce a trovare tra testi e pentagramma. Chi di noi non ha mai pensato(Baglioniani e non), a dove stiamo andando e quale sia il senso del VIAGGIO o se mai sia stata prefisstata una meta difronte ad esso....quale più grande verità di quella che "le storie muoiono quando c'è più paura di perdersi che voglia di tenersi" o ancor di più che "... meglio è amare e perdere che vincere e non amare mai" . DOVE LE PAROLE E LE EMOZIONI TROVANO FORMA ANCHE ''SENZA MUSICA'',qui troviamo L'UOMO DELLA STORIA ACCANTO..:CLAUDIO GRAZIE per tutte le volte che mi hai fatto sognare.!!!!!!!!ILARIA

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    Eugenio73

    13/02/2006 21:08:45

    Decisamente ok! Davvero un bel libro al contrario di chi pensa che un cantante debba solo cantare, anzi Claudio si è dimostrato al di sopra di tutte le aspettative, in poche parole è un GRANDE!!!!!!!!!

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    giulia serritelli

    07/01/2006 21:51:26

    Divertente,curioso,riflessivo,a tratti può apparire pesante,ma per chi apprezza Claudio è un modo per conoscerlo più intimamente.

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    Lucia

    07/01/2006 19:04:58

    Il libro mi è piaciuto davvero molto, un racconto della sua vita che, appunto, va "oltre" quello della sua carriera. Racconta tutte le sue esperienze più grandi talvolta anche fermandosi ad ironizzarci su, a rifletterci, e poi finisce per riflettere anche sul mondo, su tutto ciò che ci circonda, con le sue parole da poeta.

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    Sandra

    14/11/2005 16:28:05

    Ho letto il libro nell'arco di due o tre ore trovandolo estremamente interessante,in particolare,ho avuto modo di conoscere meglio Claudio nella parte"Oltre...la musica",dove gli argomenti trattati e molti suoi punti di vista,hanno spostato il mio sguardo..."oltre"!Sono molto giovane e alla mia età si ha voglia di darsi un'identità,di andare al di là della superficialità che ci opprime...ringrazio Claudio per questo e per tutto ciò che mi auguro continuerà a donarmi!!!

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    Fausta

    11/09/2005 08:58:48

    Commentare questo libro mi mette difronte ad un grosso disagio. Innanzitutto perchè non commento una storia, un libro, ma un uomo.Uomo che conosco da sempre, da troppo tempo forse e questo mi porta ad essere coinvolta, mi spiego meglio: leggere questo libro e non poter far nulla per quell'uomodi "Senza musica", spezza il cuore.Non voglio essere fraintesa, il libro è spettacolare, è reale, e la realtà è positiva (cioè, ha un senso), e quello che sto scrivendo non va nè contro Claudio Baglioni nè contro i baglioniani (BAGLIONIANI e non baglionisti-come dice lui)ma va INcontro a loro e a lui!A lui con lo spettacolare stupore che ha negli occhi (come quelli di un bambino) attento ai particolari che gli stanno attorno;a lui con le sue domande alle quali (secondo lui) non riesce a dare risposte convincenti, pur sapendo che l'importanza è "...non esaurire mai la spinta interrogativa e non saziare la nostra voglia di ricerca...".Come dice un mio amico: la mancanza non è un ostacolo ma una risorsa, come con la persona amata, il giorno che non ti mancherà più non sarà positivo; a lui con la sua sete di pace senza se e senza ma;a lui con il suo modo di guardare alla MEMORIA per il futuro, parafrasandolo:la memoria è la certezza di un presente su cui fondare la vita;a lui con il suo desiderio di INCONTRI perchè "...la qualità del viaggio è migliore se si hanno compagni di strada...";a lui con il suo usare quella maledetta parola "SOGNO", perchè parlare di sogno quando c'è il DESIDERIO (concreto)? Il sogno è un'immagine. Noi spesso confondiamo il sogno con il desiderio cioè le reali esigenze del cuore (che in queste pagine traboccano da tutte le righe). Come trabocca e si evidenzia da pag. 13 a pag. 201 il fatto che :"Ho avuto un'educazione cattolica che non riesco a dimenticare...". Si legge, si sente, si annusa!Perchè come continua in "Senza musica":"... nasconderò l'agitazione e le magagne, ma il cuore non lo nasconderò mai!"

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    Simone

    05/09/2005 12:50:54

    meraviglioso

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    Nino di AVELLINO

    05/09/2005 12:50:15

    un libro stupendoooo!!!!!! un saluto agli amici di avellino che stanno organizzando il BAGLIONI Fans Club

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    alessio da avellino

    05/09/2005 12:45:32

    un bel libro scritto da un uomo unico

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    laura

    01/08/2005 16:24:03

    Un libro, secondo me, splendido... leggevo le sue descrizioni e mi sembrava di essere li... le sue "avventure" e mi sembrava di viverle...e un autore questo deve saper fare... Certo, come cantautore è il primo in assoluto... ma anche in questa circostanza mi è piaciuto molto... Trovo che sia riuscito a comunicare, a parlare e come sempre a far sognare...

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    MAX67

    20/07/2005 13:15:17

    sono un appassionato di tutti i cantautori italiani e ho tutti i libri scritti da loro o su di loro ma questo e' il peggiore , intanto scrivere canzoni e scrivere libri non e' la stessa cosa ,il racconto diventa spesso noioso e pesante ma soprattutto troppo autocelebrativo, secondo me' avrebbe dovuto farlo scrivere a massimo cotto togliendosi la maschera di eterno bravo ragazzo che si e' costruito in questi anni,come cantautore anche se questo non sarebbe il posto giusto trovo che fino a quando ha scritto con il cuore( mille giorni di te' e di me) ha fatto cose interessanti, ultimamente pero' e' troppo cerebrale .

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    valerio

    11/07/2005 12:35:45

    ho comprato il libro il giorno dell' uscita, e'sicuramente un bel libro, specie la parte autobigrafica. un po'piu' noiosa la seconda parte, quella relativa alla situazione che stiamo vivendo oggi nel mondo, commenti che abbiamo sentito e risentito.comunque ancora una volta il sommo poeta ha avuto ragione nel pubblicare il libro. spero che in futuro ce ne siano degl'altri.

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    Fabio

    10/07/2005 04:03:26

    Ho letto i commenti fatti sul sito,di altre persone che lo hanno letto.io seguo Claudio da esattamente 21 anni.Ovviamente Claudio come cantautore nn è paragonabile a nessuno,ma anche come scrittore nn se la cava male.Il libro è bellissimo, l'ho comprato il giorno dell'uscita,e l'ho letto tutt in 2 ore.splendido..Il poeta nn si smentisce mai

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    Luisa

    08/07/2005 12:38:53

    Decisamente meglio come cantautore.

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    Paula

    05/07/2005 18:38:26

    Nonostante l'adorazione che ho per Baglioni, soprattutto ultimo genere, e per le ricerche musicali e letterali che fa, devo dire che ho trovato il libro un po' noioso e decisamente logorroico. Credo che possa esprimere il meglio di se tra le righe del pentagramma piuttosto che tra le pagine di un libro.

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    Monial

    28/06/2005 14:30:16

    Carina solo la parte autobiografica. Per il resto si tratta solo di una raccolta di articoli già letti e male "allacciati" tra di loro. Claudio, è da sempre che ti seguo, nel bene e nel male, per così dire: sicuramente ti preferisco come cantautore e uomo di spettacolo. Lascia agli altri il "mestiere" di scrivere libri. Ciao.

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    Anna Leonardi

    25/06/2005 18:43:06

    Ho comprato il libro il 23 giugno prima di andare al concerto dei Blue, qui a Roma con mia figlia... (lei con me non è mai voluta venire ad un concerto di Claudio, è forse è meglio così, vedrebbe sua madre fare cose non troppo serie) Ho passato tre ore in piedi, il caldo asfissiante, accalcata in mezzo ad una marea di ragazzine che urlavano e parlavano, aspettando l'apertura dei cancelli.... e in tutto questo non mi sono accorta di nulla, ero immersa nell'infanzia di Claudio, e poi nell'adolescienza. Si racconta con semplicità, ma fa trasparire da ogni parola e da ogni momento un'emozione, come se quel momento l'avessi passato insieme a lui... Quasi piangevo quando ha raccontato della "figuraccia" all'asilo. Continuando ti viene voglia di viaggiare, di vedere i posti che descrive, ma non come una sorta di "itinerario", te li fà desiderare raccontando l'emozione che ha provato e, anche se ci fosse tornato, non sarebbe stata la stessa cosa, perchè ogni posto che vai a trovare, ti trova in una particolare condizione e in ogni momento può essere vissuta in modo diverso. Ancora non l'ho finito, anche se me lo sarei "bevuto" in un solo sorso... Anzi, che ci faccio qui???? Vado a finire il libro. CIAO Anna

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    Alberta

    24/06/2005 01:35:58

    L'ho comprato il 22 giugno stesso, giorno della sua uscita ... E l'ho letto tutto d'un fiato. E' vero che al 90% od anche più - escluso forse solo l'episodio delizioso, smarrito e tenero del Claudio cinquenne all'asilo, alle prese con la bambina bionda da lui molto amata (immagine che mi ha subito fatto pensare al Charlie Brown dei Peanuts ed alla sua adorata ed irraggiungibile "ragazzina dai capelli rossi"...) - trattasi di un'antologia di articoli scritti da Claudio Baglioni in un lungo arco di tempo e già usciti su giornali e riviste - tra cui Famiglia in TV, Messaggero, Sorrisi Canzoni TV, GQ, Rockstar, Famiglia Cristiana etc. - nel corso degli anni. Eppure penso che averli tutti legati stretti stretti, tenuti assieme in questo libretto, dia loro un nuovo spessore, faccia vedere meglio un certo qual "fil rouge" ... e poi, chissà che non possa servire anche a cambiare l'opinione di almeno una piccola parte delle masse distratte, quelli che "Baglioni? Ah, sì, il tipo della maglietta fina, di passerotto non andare via ...", ed a far intravedere loro la bella mente, e l'anima assai interessante, che dietro a quella maglietta fina ci sono sempre state ... Trovo insomma azzeccatissima questa sintesi di giudizio espressa dal curatore Giuseppe Cesaro nella sua prefazione: "Risultato: una conferma per chi ha seguito l'evolversi della sua vicenda personale e artistica; una sorpresa per chi si è fermato in superficie ...".

Vedi tutte le 19 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Uomo del nostro tempo, musicista di successo, ragazzo agli inizi della carriera, cantautore affermato: dagli scritti autobiografici che Claudio Baglioni ha raccolto in questo volume traspare la figura a tutto tondo di un artista che, non solo attraverso la musica, ma anche attraverso la parola e il racconto, riesce a esprimere sentimenti, intenzioni, pensieri profondi e a raccontare episodi di vita pubblica e privata. Per la prima volta Baglioni parla al suo pubblico senza ricorrere al mezzo a lui più congeniale, la musica. Lo fa con le parole semplici di chi affida al suo diario personale i segreti della sua mente e del suo animo, di chi ama raccontarsi senza gli artifici di una breve canzone, ma ha a disposizione gli spazi più ampi di un libro per approfondire le proprie intuizioni.
La sua carrellata di opinioni, memorie e riflessioni non segue un filo cronologico bensì un ordine tematico. Si parte dai ricordi di vita personale (l'infanzia da "borgataro" a Centocelle, la nascita della passione per la musica, i primi successi, le canzoni più belle), si passa agli appunti sparsi dei molti viaggi (Africa, America Latina, Polonia), si prosegue con il racconto dei progetti musicali e professionali, per poi tornare a parlare del mondo d'oggi, del senso della vita, della guerra e della pace, della povertà e delle diseguaglianze. Con il suo linguaggio familiare e diretto, il musicista romano non si intimorisce di fronte alla necessità di denunciare le prepotenze di «noi razza padrona, una casta maledettamente ignorante e sprecona. Quanto sappiamo poco di ciò che riguarda direttamente la nostra vita. Il nome delle piante e degli alberi.». Si interroga, di fronte al futuro incerto alla vigilia del nuovo millennio, sul destino nel mondo: «più che seguire la chimera di un nuovo mondo, dovremmo lavorare perché l'unico che abbiamo possa essere un nuovo mondo.». Altre pagine intense sono dedicate a un'accorata acclamazione della pace: «Arrendersi all'idea che la guerra sia l'unica soluzione è un insulto. Un insulto all'intelligenza dell'uomo. Così come è inutile e deprimente doversi schierare ogni volta sull'avamposto della pace. La guerra è l'unico gioco che non ha mai vincitori. Siamo tutti vinti. Eppure non ci riesce di smettere di giocare.» La riflessione si nutre di pensieri sparsi, ma la musica è sempre presente: la canzone popolare italiana, la nostalgia degli anni Settanta, il primo giorno alla Scala sono solo alcuni degli argomenti toccati.
Come scrive Giuseppe Cesaro nella prefazione, queste intensissime 200 pagine scritte da Baglioni sono «una conferma per chi ha seguito l'evolversi della sua vicenda personale e artistica; una sorpresa per chi si è fermato in superficie. Per tutti un'importante occasione di riflessione e confronto.»