Illustratore: G. Lagrotta
Collana: Coriandoli
Anno edizione: 2010
Pagine: 200 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788865720172
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    chiara lippolis

    10/04/2016 17:44:08

    "Senza occhi" è uno di quei libri che divori tutto d'un fiato.La vicenda di cronaca nera e la veste di thriller,sapientemente costruito attraverso un appassionante meccanismo di scatole cinesi,fanno soltanto da scenografia al reale protagonista di questa storia:il coraggio della verità.Io trovo che questo libro sia un autentico ed appassionato inno al coraggio, al risveglio delle coscienze individuali e collettive, al nostro ruolo nel mondo, perché sono le nostre azioni, e ancor più le nostre vigliacche omissioni, in fondo, che fanno la Storia.La Verità è l'unica e sola capace di smuovere e sconvolgere le coscienze, specie quelle da troppo tempo sopite e cieche.Cieche come tutti coloro che per pusillanimità, indifferenza, ipocrisia, per il proprio tornaconto, la verità la rifuggono. ". Fernando incarna l'antieroe moderno, schivo, solitario, riflessivo, eternamente in cerca di risposte. E' uno di noi, persone rare e normali e sognatrici, che ancora crediamo che oggi si possa e si debba fare di tutto perché il mondo sia un posto migliore. Perché la verità ha un peso specifico, non conosce mezze misure, è senza se e senza ma. Non è figlia di un dio minore, non è figlia di nessuno, se non di se stessa. Esiste in sé e per sé e non puoi sfuggirle. O verità o morte. Perché "non c'è nulla di più importante della verità. La verità può uccidere, è vero, ma se non hai niente da temere, la VERITA' SALVA, salva chi la dice, salva gli innocenti e punisce i colpevoli. La verità, il coraggio delle proprie idee e delle proprie azioni, sono l'unica risposta". Se avrai avuto coraggio nella tua vita, sarai un uomo libero, perché libero è colui che ricerca e pratica la verità. La forza della verità è la libertà. Non ci potrà mai essere libertà senza verità. E' questo il grande insegnamento di questa storia. E per questo, secondo me, Senza occhi è un libro meraviglioso, intenso,commovente,costituisce una grande lezione di etica. Da leggere e rileggere.Voto 5/5

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    Gabriella Galli

    14/12/2014 23:31:28

    C'è tutto qui, denuncia, suspence, sentimenti, tradizioni, ricerca introspettiva, voglia di giustizia e richiesta di aiuto ad una società che ormai è sempre più chiusa e timorosa della verità perché questa può sconvolgere equilibri, magari malsani ma pur sempre equilibri. Tutto questo è scritto con passione e i protagonisti sembrano così reali da farci entrare nel pieno del racconto quasi come se fossero nostri amici da sempre. E' un inno, un'esortazione a risvegliare le nostre coscienze assopite... Buona lettura, sicuramente non resterete delusi!

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    Rosanna Murolo

    10/01/2013 18:04:46

    Per me che preferisco esprimermi per immagini "Senza occhi" è un romanzo "fresco da brividi". Dino riversa nelle sue pagine parole pregnanti che scorrono via - come pioggia - tra i vicoli e le piazze di un'umanità che mostra di replicarsi, spesso nei suoi tratti peggiori, anche a distanza di secoli. Come acqua piovana, a tratti limpida, a tratti torbida - rivoli su stradine scoscese - gli episodi, quasi dei "frames", sono piccole fiumane che ti inondano, ti trascinano, lasciandoti talvolta senza fiato, mentre rintuzzano ora avvolgendo, ora schizzando, tra indagini e introspezioni di matrice religiosa, pagana, mitologica e numerologica. Nella ricerca di un'anelata verità ci si ritrova impantanati sotto ai muri di piccole borghesi ipocrisie e allora occorre coraggio per scalzare via i detriti dell'omertà, del compromesso e dell'indifferenza. "Senza occhi" è un romanzo che si sfoglia e si sgrana come un rosario: 45 capitoletti numerati - singole perle e un epilogo - che lasciano un segno nella mente e nell'anima.

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    M.R.

    08/02/2011 22:00:26

    Una pagina tira l'altra ed è impossibile fermarsi, vuoi sapere cosa succederà. "Senza occhi" ti apre i sensi a 360 gradi. È impossibile non fermarsi a riflettere. Ben scritto, dal linguaggio semplice e raffinato (perdonatemi l'ossimoro), fluente e se talvolta c'è qualche piccola 'forzatura' (mi riferisco ad una pagina soltanto) se ne comprende la funzione introspettiva. Si coglie pienamente la denuncia dell'indifferenza, dell'insensibilità che oramai è pane quotidiano della vita reale. Ciononostante la sensibilità e la coscienza possono trionfare sulla noncuranza, sul mero apparire della società, su di un perbenismo che di per bene non ha nulla, sull'egoismo di chi sacrifica i propri affetti e la propria dignità pur di perseguire i propri scopi, e questa 'coscienza morale', ahimè, paga con dolore, inquietudine, sofferenza e fatica. È bello notare come gli occhi di un bambino, insieme al suo sentire, non vengano distrutti dalla durezza della vita e come possano sopravvivere, senza mai spegnersi, anche nell'età adulta; quegli occhi, in fondo, sono gli unici a guardare. È un romanzo, realistico e introspettivo allo stesso tempo, di grande spessore etico che ben mostra la provincialità di alcuni modi di pensare e apparire. Ritrae un veritiero quadro della società odierna, dalla famiglia ai nuclei più ampli. Sconfitta dal gelido realismo, ne colgo un messaggio fondamentale: se ognuno di noi, nel suo agire quotidiano, si passasse una mano sulla coscienza e contribuisse a non fomentare noncuranza e indifferenza, vivremmo meglio, con maggiore serenità, non ci troveremmo più di fronte a "volti senza sguardi, cuori senz'anima e immenso vuoto", ma saremmo in grado di recuperare l'autenticità della vita.

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    Maria Cristi

    26/01/2011 10:43:12

    Senza occhi è un paesaggio dell'anima, la ricerca e la soluzione di un episodio sopito e bloccato nei recessi della propria memoria, un incubo dove la maestria dell'autore ci proietta in pagine di letteratura thriller che ci sorprendono quando realizziamo che è un opera prima. E che dire di un personaggio che non guarda, ma che aiuta il protagonista nella soluzione del suo enigma? Per me questi sono i caratteri salienti del libro? ma ognuno ha i suoi gusti!!!!!!! Alcune riflessioni? L'autore ha grande abilità narrativa nella stesura del suo giallo, ma giallo non è la sola definizione possibile, egli mantiene il lettore inchiodato e col fiato sospeso per scoprire come si evolve il racconto, mai banale o scontato, il finale è UNA SORPRESA costruito con ingegno e maestria. Libro bellissimo e molti molti complimenti all'autore!!! Bravo, bravo, bravo!!! Ma è riduttivo. Siamo certi che sia un'opera prima? A quando la prossima opera? Mi rendo conto che è troppo presto ma già mi manca l'opera di D. D., e dire che i miei autori preferiti, erano G. Faletti e K. Follet, ma da ora ci sarà anche D. De Angelis. Grazie per le emozioni che ci hai regalato, a presto in libreria con la tua prossima creatura!!!!!!!!

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