Traduttore: M. Colombo
Editore: Mondadori
Collana: Oscar 451
Anno edizione: 2017
Formato: Tascabile
In commercio dal: 16 ottobre 2017
Pagine: 176 p., Brossura
  • EAN: 9788804685234
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Recensioni dei clienti

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    Malcolm

    27/10/2011 17:13:55

    Chck ormai non scrive più niente di decente. Il suo scopo è solo di innovare con nuovi stili di scrittura, ma della storia non rimane niente. Libro insipido e inutile.

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    misselisabethbennet

    08/01/2011 08:49:08

    grandissimo!! primo libro che leggo dell autore e non sarà l ultimo.. non riesco a capire come mai i giudizi siano così bassi... scrittura originale, mai banale,storia geniale, mi ricorda un pò "misery non deve morire" e rispecchia alla grande l epoca in cui viviamo!! Libro consigliatissimo, a mio avviso un piccolo capolavoro!!! riuscito!

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    Matteo

    06/10/2010 21:53:30

    Premesso che di Chuck avevo letto solo Survivor, ovvio che il confronto non esista. Certo questo "Senza Veli" scorre via, però a parte qualche battuta e qualche passaggio azzecato, l'impressione è quella di un esercizio di stile, nulla più.

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    Giovanni

    30/09/2010 18:50:22

    Dopo "Pigmeo" Palahniuk torna con un libro discreto, che ci fa addentrare dietro le quinte del mondo dle cinema, mettendo in luce (piu' che altro cattiva) i vezzi e i luoghi comuni del settore. L'irriverenza, il gusto per l'esagerazione e lo spiccato senso crudo dell'umorismo fanno si che si possa apprezzare il racconto in questione. L'unica pecca è che forse vive un po' "di rendita", dato che la storia in se non è il massimo, ed è un po' scontata, specie nel dinamico finale. Da ammiratore dello scrittore mi chiedo se non apprezzi le sue ultime pubblicazioni proprio perchè sue, memore dei suoi libri superiori. Il marchio di fabbrica di Chuck Palahniuk è sempre ben visibile e rende ogni libro particolare, grezzo e con quella mancanza di candore/pudore che diverte e completa una narrazione. Per una storia originale ed intricata forse occore rivolgersi a qualche pubblicazione precedente....

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    il CRP

    30/09/2010 17:52:54

    L'elemento che rende indimenticabili le prime opere di Palahniuk non è, come molti pensano, la forma caustica e personalissima della scrittura, bensì il suo talento nel raccontare storie terribili e poetiche. È da qualche anno che zio Chuck non ci regala un capolavoro: ci sono stati 'Gang Bang', libro francamente inutile, e 'Pigmeo', attaccato da critica e lettori per il suo stile ostico. Adesso arriva 'Senza Veli', il nuovo romanzo. Ma è davvero un romanzo? Analizzandolo verrebbe da pensare a un racconto lungo, poco più di 200 pagine di citazioni sulla Hollywood degli anni '40 e la solita (stavolta molto grossolana) critica alla società di massa. Ciò che manca, incredibile a dirsi, è proprio la storia. C'è anzi la continua sensazione di star leggendo nient'altro che un freddo catalogo di nomi, privo di una qualsiasi idea originale. Cosa rimane dunque? Ancora quello stile asciutto e profetico, capace di ipnotizzare il lettore dalla prima all'ultima pagina. Peccato che stavolta non basti.

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    gianni

    25/09/2010 19:26:42

    Dimenticata la parentesi in cui Palahniuk ha toccato il fondo con Pigmeo, ecco che Chuck torna con un libro che sicuramente non è uno dei suoi migliori, almeno per me, ma che nel complesso giudico un buon libro. La storia, narrata come una sceneggiatura, è raccontata dal punto di vista della donna tuttofare che lavora per una grande stella del cinema oramai invecchiata ed avviata sul viale del tramonto (che forse, Viale del tramonto, ha anche ispirato il romanzo). Questo personaggio si è sempre occupato di difendere da tutto e tutti la sua datrice di lavoro, ed il cui scopo principale diventa quindi, alla fine, quello di garantire l’immortalità alla grande attrice. Questo libro è un po’ più soft rispetto a quello a cui ci aveva abituato Palahniuk. La scrittura è molto scorrevole (non vi preoccupate Pigmeo è dimenticato) ed il libro si legge molto facilmente. Il finale vorrebbe essere a sorpresa, anche se si riesce facilmente a capire da poco più di metà libro come andrà a finire.

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