Il serpente di pietra

Jason Goodwin

Traduttore: C. Mennella
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2007
Pagine: 348 p., Brossura
  • EAN: 9788806178703
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Recensioni dei clienti

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    luca bidoli

    13/07/2015 16:48:46

    Si tratta del primo libro che leggo di questo autore, e non mi ha particolarmente entusiasmato. Certo, vi è la magia di una città magica, capitale di imperi, con le molti fascinazioni possibili di un luogo che già per sé stesso rimanda a miti, alchimie, segreti antichi e moderni e quant'altro. Suggestiva è anche la collocazione storica, la prima metà del secolo XIX, quando l'impero ottomano rendeva sempre più evidente il suo lento, o veloce, dipende, declino. Tolto questo, però, poco altro, a mio avviso, s'intende, resta: la storia dopo un centinaio di pagine interessa sempre meno, così come i vari personaggi,anch'essi appaiono consunti da quella stessa malattia che divora il sultano, agonizzante nel suo palazzo-supplizio occidentalizzante. Alla fine mi ha vinto la noia, ho fatto quello che non si dovrebbe fare: saltando un po' qua e un po' oltre, ho letto il finale. Sine qua non.

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    Alan

    31/07/2009 22:52:54

    Conferma la grande capacità dell'autore di far rivivere la "vecchia" Istanbul (pre-crollo dell'impero ottomano). A me è piaciuto anche di piu' del primo libro (come giallo). Mi butto a capofitto sul terzo libro della serie! ;-)

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    Fabio

    21/07/2009 17:53:08

    Come negli altri libri di Goodwin, la commistione tra saggio e romanzo giallo è abbastanza evidente e la bilancia sembra pendere dalla parte della saggistica; ed in questo caso l'autore vuole farci conoscere Istanbul nei suoi quartieri più nascosti. Ancora una volta un po' complicato seguire la trama, anche se - a mio avviso - è molto più lineare rispetto a quella dell'Albero dei Giannizzeri. La parte saggistica sarebbe più facile da apprezzare se si conoscessero le ragioni storiche del difficile rapporto tra greci e turchi, cui viene spesso fatto cenno senza dare dettagli (chiaro, non è un romanzo storico....)

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    Pippomix

    19/01/2009 23:11:33

    Stesso discorso del primo libro. L'autore del romanzo descrive benissimo l'ambiente di cui parla e che probabilmente ama davvero, ma rimane il fatto che se si vuole scrivere un giallo occorre essere un giallista, cosa che Goodwin evidentemente non è. Dispiace dirlo ma la storia, pur fascinosa, si perde nei meandri di una trama raffazzonata e poco lucida. I gialli non sono nelle corde di questo autore.

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    francescalic

    13/03/2008 19:18:58

    Bella l'ambientazione ad Istanbul, la trama del giallo un po' meno. Vi sono troppi personaggi che rendono difficoltosa la lettura. Alcune parti risultano poco chiare.

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    Francys

    21/02/2008 15:32:48

    un libro meraviglioso, avvincente ed intrigante, che ti immerge letteralmente nel cuore urbano di una Capitale in declino di fine 800; lo consiglio a chiunque piaccia istambul o solamente la civiltà Bizantina...é soprattutto una ricerca delle sacre reliquie della cristianità molto più coerente di molte altre fesserie stile "codice da vinci". effettivamente solo a santa Sofia potevano trovarsi, cuore della cristianità sin dai primi secoli dell'era cristiana...

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    Reds

    16/01/2008 15:33:30

    Chi in quelche modo aveva apprezzato la precedente opera rimarrà deluso. La sensazione, che si dilata con il passare delle pagine, è di un racconto con temi e immagini ripetitive e prive di originalità; l'analisi dei personaggi, la trama del giallo, le ambientazioni di Istanbul, tutto richiama alla mente cose già lette, già assaporate nell'opera precedente, senza aggiungere nulla di nuovo, quasi ad aver voluto, sull'onda del successo, scrivere un sequel. Ma se "L'albero dei giannizzeri" aveva qualche qualità, in quest'opera tutto si sbiadisce, si stempera, e alla fine ci si annoia un pò.

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