Le sfide del terzo millennio. Giovani alle prese con un mondo che cambia

Carlo Maria Martini,Enzo Bianchi

Editore: In Dialogo
Collana: Agape
Anno edizione: 2009
In commercio dal: 17 novembre 2009
Pagine: 56 p., Brossura
  • EAN: 9788881236053
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Descrizione
Chi è e come vive un giovane che vuole dirsi "cristiano", oggi, in un mondo che cambia e che sembra travolgere nella sua frenesia tante facili certezze? E ancora: dov'è la differenza che mostriamo in quanto cristiani rispetto alla vita del mondo? Perché una "differenza cristiana" deve pur esserci e deve essere qualcosa di visibile, deve avere a che fare con il nostro comportamento, deve essere un comportamento "altro", non "mondano". Ci guidano in questa riflessione due maestri della fede: il cardinale Carlo Maria Martini, per tanti anni alla guida della Chiesa di Milano, fine biblista e conoscitore dell'animo umano, e padre Enzo Bianchi, monaco, priore del Monastero di Bose, uno dei "profeti" più ascoltati nel nostro tempo. Alle loro parole lasciamo il compito di indicare ai giovani del Terzo millennio una via sicura per camminare verso la felicità vera, quella costruita su cose che durano e che non si lasciano ammaccare dai guai della vita e dallo scorrere inesorabile del tempo.

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    Martina

    08/02/2010 22:44:55

    Imparare a trovare del tempo nella giornata per pensare, perché, alla nostra età, è più importante pensare che pregare. Imparare a stare in silenzio. Il silenzio la solitudine sono necessari a tutti, credenti e non credenti, in quanto momento di verità con noi stessi, per farci le grandi domande e rispondere con grande sincerità e autenticità. Incontrare con autenticità le persone ci insegna che oggi le persone non diffidano affatto di Gesù, che continua a essere una presenza, un insegnamento, una sapienza scuotendoci dall'indifferenza. Grazie al priore di Bose per queste sue parole. Martina '89 di Magnago (Varese)

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    Un libro per riflettere: gli scritti inediti dell'arcivescovo emerito di Milano e del fondatore della Comunità di Bose dedicato ai giovani e al mondo che cambia. Il nuovo libro del cardinale Carlo Maria Martini e di fratel Enzo Bianchi, pubblicato dall’editrice In dialogo di Milano. «Le sfide del terzo millennio. Giovani alle prese con il mondo che cambia». Il testo raccoglie due scritti inediti e preziosi, quasi una conversazione a distanza fra i due autori, che si rivolgono direttamente ai giovani d’oggi, per scoprire con loro la strada della felicità di una vita piena e ricca di relazioni positive con gli altri, nella città e nella Chiesa. Ecco un passaggio significativo di Martini: «Seminare speranza». «Occorre seminare speranza e la prima qualità che si richiede è di vivere l’amicizia per la città e per coloro che la abitano. Bisogna giocarsi per la città, bisogna amarla evangelicamente, amare le persone come sono, amare quelli che giungono dal di fuori e quelli che incutono più paura, che non sappiamo come avvicinare. La vostra vocazione è quella di creare piazze di incontro, luoghi nei quali si possono scambiare le opinioni, i pensieri, le intenzioni, i desideri e cercare insieme ciò che maggiormente giova al bene comune della città.» Un passaggio anche di Bianchi: «La tentazione della noia». «Un cristiano giovane deve imparare a lottare contro la dissipazione, l’agitazione, che poi sovente ha come terribile risvolto la tentazione della noia. Questa è una delle lotte più grandi. Si tratta, nella vostra vita, di imparare a sottrarre del tempo per voi, da dedicare alla cura di ciascuno di voi, uno spazio di silenzio, uno spazio di solitudine. Voi dovete imparare a trovare del tempo nella giornata per pensare, perché, alla vostra età, è più importante pensare che pregare. Perché chi pensa ed è credente, dalla fede è indotto a pregare». Da leggere, consigliato da due giovani ventiduenni (Luca e Samuele) una diciannovenne (Giada)

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    Francesca

    22/12/2009 23:08:47

    Del cardinal Martini vorrei sottolineare questo passaggio: «Occorre seminare speranza e la prima qualità che si richiede è di vivere l’amicizia per la città e per coloro che la abitano. Bisogna giocarsi per la città, bisogna amarla evangelicamente, amare le persone come sono, amare quelli che giungono dal di fuori e quelli che incutono più paura, che non sappiamo come avvicinare. La vostra vocazione è quella di creare piazze di incontro, luoghi nei quali si possono scambiare le opinioni, i pensieri, le intenzioni, i desideri e cercare insieme ciò che maggiormente giova al bene comune della città.» Mentre di Enzo Bianchi vorrei citare queste parole: «Un cristiano giovane deve imparare a lottare contro la dissipazione, l’agitazione, che poi sovente ha come terribile risvolto la tentazione della noia. Questa è una delle lotte più grandi. Si tratta, nella vostra vita, di imparare a sottrarre del tempo per voi, da dedicare alla cura di ciascuno di voi, uno spazio di silenzio, uno spazio di solitudine. Voi dovete imparare a trovare del tempo nella giornata per pensare, perché, alla vostra età, è più importante pensare che pregare. Perché chi pensa ed è credente, dalla fede è indotto a pregare.» Questo libro l'ho letto in meno di un'ora; poi l'ho riletto soffermandomi su alcuni passaggi. Ho sottolineato diverse frasi, perle preziose, direi meglio «segreti» per avere una vita piena e felice, in grado di cambiare il volto del mondo. C’è un «fuoco» da accendere, dicono gli autori; è quello dell’amore e della speranza, in grado di incendiare le città e di restituire gusto e luce a chi cammina per le sue vie. Buon Natale e un sereno 2010. Francesca (Monza)

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