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Recensioni dei clienti

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    Violante

    24/03/2014 20:08:46

    Spassosissimo. Irriverente. Ho riso molto, anche se gli argomenti trattati sono pure abbastanza seri. Alla fine la presa in giro che l'autore fa nei confronti dei CSI americani in relazione a quelli scarcagnati siciliani e una provocazione vincente e tutta da ridere.

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    SIMON

    07/11/2013 16:23:45

    Ho letto il libro, molto scorrevole ed appassionante; lo consiglio vivamente anche perchè ha una visione umoristica della narrazione del crimine difficilmente riscontrabile su altri autori italiani.

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    MARIA CONCETTA

    08/05/2013 14:14:11

    Il libro mi ha intrattenuto piacevolmente, facendomi ridere come non mi era mai successo leggendo un giallo. Ve lo consiglio.

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    montelusa luisa

    21/04/2013 12:43:58

    Si legge volentieri e si apprezza la pacata descrizione dell'umanità degli investigatori così diversi dai cliché mediatici. Non è un noir. Anzi, dei noir mette in ridicolo le ovvie movenze e gli stereotipi. Aspetto trepidante il terzo romanzo.

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    Francesco Zaffuto

    26/01/2013 09:36:54

    Dopo Gli assassini di Cristo, Ivo Tiberio Ginevra ritorna sul giallo insieme al commissario Falzone. Recensire un giallo è sempre difficile, nel commentare si può rivelare qualcosa che deve essere tenuta ben nascosta al prossimo lettore per non rovinargli la lettura, e poiché il giallo di Ginevra presenta tutti gli aspetti classici di giallo di indagine non posso usare parole che possano indicare il colpevole o i colpevoli. Chi è stanco dei commissari televisivi ben laccati delle serie TV e delle superscientifiche analisi troverà in questo giallo un modo per disintossicarsi. La polizia di Scrafani (quasi immaginaria città della Sicilia) vive come permanentemente "sparata", nel suo parlare, nel suo sentire, nel suo operare; ad una società "sparata" non può che corrispondere una polizia "sparata". In questa società, purtroppo verosimile, che ogni giorno mangia pezzi di se stessa, il caso d'inchiesta per il commissario Falzone questa volta è il cannibalismo. Il commissario Falzone naviga tra malesseri familiari, malesseri fisici e tra i diversi esasperati caratteri di colleghi e superiori, e con continui dubbi ? riposa solo ogni tanto in qualche antica memoria. Con tratto satirico si alternano nell'analisi della scena del crimine e in quella del possibile carattere del cannibale criminologi e antropologi di fama; sono in campo tutti gli strumenti di indagine scientifica e fantomatiche apparecchiature venute appositamente dagli USA; e il tutto avanza fino al punto più esilarante della ricerca della prova. Il libro si legge con un ritmo veloce e si può ridere sopra gli stessi eventi drammatici; dramma e paradosso della comicità vanno in crescendo pur restando avvolte nel mistero del giallo. Si fa per ridere, e il ridere è un tentativo per evitare di annegare nella sofferenza e cercare di capirci qualcosa. 26/01/13 francesco zaffuto

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