Signore e signori buonanotte

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Durante il telegiornale giornaliero, vengono mandati in onda quattordici servizi di cronaca e malcostume, che mettono in risalto i più grandi problemi della società italiana.
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    ila

    14/05/2020 20:05:08

    Il film a episodi nonostante che risenta moltissimo degli anni ha degli spunti ancora oggi interessanti e testimonia i difetti, le carenze e i malaffari della società italiana che sembrano ancora attuali. E' comunque un documento interessante visto anche i nomi degli attori e dei registi che lavorarono a questa realizzazione. In particolare l'episodio del generale interpretato da Ugo Tognazzi è da rivedere e notare ancora una volta la bravura dell'attore.

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    ferdinando

    13/05/2020 07:23:25

    RAI 3 quando ancora non c'era RAI 3 (e tutto il resto): Tg, rubriche, sceneggiati, inchieste, dietro le quinte. Non tutti gli episodi sono dello stesso livello, ma Nino Manfredi ne "Il sacro soglio" è eccezionale.

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    Ernesto

    29/10/2012 21:55:12

    Guardando questo film mi è difficile non provare un senso di nostalgia. In quell'anno la TV aveva appena scoperto con entusiasmo il colore. Oggi ha scoperto il digitale, ma la cosa mi lascia quasi del tutto indifferente. Quella descritta con un pò di ironia nel film era TV vera. Oggi tra centinaia e centinaia di canali la maggiorparte è solo immondizia.

  • Produzione: 01 - Home Entertainment, 2009
  • Distribuzione: Eagle Pictures
  • Durata: 119 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 2.0 - stereo)
  • Formato Schermo: Full screen
  • Area2
  • Mario Monicelli Cover

    Regista italiano. Dopo aver realizzato nel 1935, con il cugino Alberto Mondadori, un mediometraggio (I ragazzi della via Paal) ed essere stato aiuto-regista e sceneggiatore, affronta la regia nel 1949, dirigendo con Steno otto film di prevalente intonazione comica e con un eccellente Totò (tra cui Vita da cani, 1950, e Guardie e ladri, 1951). Dal 1954 lavora da solo (Proibito, melodramma sociale da un romanzo di G. Deledda), alternando film drammatici a film comici, quasi sempre legati a temi di critica sociale. Dopo Totò e Carolina (1955), dirige la coppia A. Sordi-F. Valeri nel satirico Un eroe dei nostri tempi (1955), lancia E. Martinelli nella commedia rosa Donatella (1956) e anticipa la commedia all'italiana, rivelando le doti comiche di V. Gassman con I soliti ignoti (1958). Leone d'oro... Approfondisci
  • Nino Manfredi Cover

    "Propr. Saturnino M., attore e regista italiano. Dopo la laurea in giurisprudenza, frequenta l'Accademia di arte drammatica e esordisce già nel dopoguerra con un piccolissimo ruolo in Torna a Napoli (1949) di D. Gambino, trascinando poi per una decina d'anni e una ventina abbondante di pellicole una macchietta di popolano dalla buffa parlata romanesca che, se da un lato gli fa guadagnare le immediate simpatie del pubblico, dall'altro gli impedisce di mettere a frutto altre sue doti meno evidenti (per es. Guardia, ladro e cameriera, 1958, di Steno, e l'improbabile gondoliere veneziano in competizione amorosa con A. Sordi in Venezia, la luna e tu, 1958, di D. Risi). Col tempo, almeno a partire da L'impiegato (1959) di G. Puccini, gli riesce di arricchire di una vena di malinconica timidezza... Approfondisci
  • Ugo Tognazzi Cover

    "Attore e regista italiano. Di umili origini, frequenta il teatro in maniera dilettantesca, prima di intraprendere una carriera di successo nella rivista, abilissimo nel cucirsi addosso i panni di macchiette occasionali e di caricature fulminanti. Il sodalizio con R. Vianello gli apre le porte della televisione di stato in Un, due, tre (1954-59), fortunato programma televisivo che raccoglie scenette e parodie incentrate esclusivamente sulla coppia di comici – perfetti nello scambio di battute e complementari nei tipi, azzimato e svagato Vianello, terrigno e fisico T. – destinato a una conclusione anticipata a causa dell'irriverenza di uno sketch sull'allora presidente della repubblica Gronchi. Chiusa all'improvviso l'esperienza televisiva, si può dedicare maggiormente al cinema, dove è attivo... Approfondisci
  • Vittorio Gassman Cover

    "Attore e regista italiano. Nell'infanzia trascorsa tra Genova, Palmi e poi (definitivamente) a Roma, al seguito del padre ingegnere edile tedesco, già preannuncia un temperamento artistico esuberante e mercuriale. Allievo dell'Accademia d'arte drammatica, si impone come uno dei più dotati attori della propria generazione, in grado di affrontare sia i ruoli del repertorio classico (Amleto, Otello, Adelchi, Oreste) sia quelli del teatro moderno (Un tram che si chiama desiderio), lavorando con le compagnie più prestigiose e sotto i registi più importanti (in particolare L. Squarzina e L. Visconti). Nel 1954-55 fonda una propria compagnia, conservando sempre il gusto per la provocazione (da Kean, genio e sregolatezza, 1955, di Dumas padre, a Affabulazione, 1977, di Pasolini, fino a Ulisse e la... Approfondisci
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