Signore e signori

Alan Bennett

Traduttore: D. Tortorella
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
In commercio dal: 20 gennaio 2009
Pagine: 162 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788845923500
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Descrizione
Una serie monologhi scritti per la televisione, trasmessi dalla BBC nel 1987 e affidati all'interpretazione di grandi attrici inglesi, da Julie Walters a Maggie Smith. La comicità di Bennett si sprigiona solitamente da situazioni apparentemente dimesse, ma in questa occasione è andato molto oltre, strappando il massimo di ilarità a un pretesto, anche scenico, ridotto al minimo. E pur essendo, di fatto, una forma a sé, questi monologhi costituiscono la migliore introduzione possibile al mondo di Bennett, dove le leggi della logica prima o poi si incagliano su un dettaglio incongruo, finendo per ritorcersi contro chi cercava di applicarle.

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Recensioni dei clienti

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    Maunakea

    04/09/2012 13:13:14

    Talking heads è del 1988, ho cominciato dopo Nudi e crudi a leggere altre cose di Bennett ma con finora scarsi risultati. Ho letto la prima storia facendo fatica e mollando il libro a metà della seconda. Nessuna ironia, io non ho riscontrato nessun humour, quello che mi ha fatto tanto apprezzare il libro precedente. Proprio nulla di che, ho trovato le storie poco coinvolgenti anche se ben scritte, insomma fondamentalmente noioso.

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    Maunakea

    04/09/2012 13:08:21

    Talking heads è del 2004, ho cominciato dopo Nudi e crudi a leggere altre cose di Bennett ma con finora scarsi risultati. Ho letto la prima storia facendo fatica e mollando il libro a metà della seconda. Nessuna ironia, non ho più trovato l'humour che mi ha fatto tanto apprezzare il libro precedente. Proprio nulla di che.

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    Valentina

    08/01/2010 18:12:54

    i racconti sono uniti dal filo dell'umorismo raffinato, intelligente, efficace. un po' di magone nei finali. bello.

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    Mara

    17/03/2009 09:18:06

    Sette monologhi (sei donne e un uomo). Si ride, ma con molta tenerezza, e qualche volta con un po' di pena: le nostre amiche sono bravissime ad autoilludersi, dipingendosi una vita molto più rosea di quanto sia realmente, e fidando molto nelle proprie risorse, a volte piuttosto scarse. Interessante anche l'introduzione dello stesso Bennett, nella quale fra l'altro spiega l'insolita frequenza di vicari anglicani nei suoi racconti: è stato - da giovane - un devoto frequentatore di chiese, tanto da suscitare qualche perplessità in molti ecclesiatici da lui definiti "risolutamente contemporanei" (come dire: che ci credono poco, loro per primi..). La mancanza del senso del tragico - sembra dirci - è il modo che abbiamo scelto per tirare avanti, "portando elegantemente la nostra croce, fino a scivolare con grazia nella fossa".

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    ant

    21/03/2005 10:39:53

    molto anglosassone speravo meglio...

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    Adele

    01/12/2004 00:17:44

    Nei suoi monologhi Bennet traccia dei personaggi indimenticabili...da leggere!

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