Sindone. Storia e leggende di una reliquia controversa

Andrea Nicolotti

Editore: Einaudi
Collana: Einaudi. Storia
Anno edizione: 2015
In commercio dal: 10 marzo 2015
Pagine: X-370 p., ill. , Rilegato
  • EAN: 9788806213046
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Descrizione

Questo libro traccia una storia delle stoffe sepolcrali di Gesù, con particolare attenzione per quella oggi conservata a Torino. Il punto di partenza per ricostruire l'ambiente nel quale è nato e si è diffuso il culto per le diverse sindoni è il racconto fornito dai Vangeli. Procedendo lungo i secoli, dal Tardoantico al Medioevo, si nota un interesse sempre crescente e diffuso per la ricerca e il possesso di reliquie della passione e morte di Gesù, il cui numero aumenta esponenzialmente: una di queste è la Sindone di Torino, che avrà maggior fortuna rispetto a tutte le altre. La storia nota della reliquia torinese muove i primi passi nel Medioevo, quando compare in un villaggio della Francia, per poi spostarsi a Chambéry, nel cuore della Savoia, e infine a Torino, nuova capitale del ducato sabaudo e poi del regno d'Italia. È una storia a tratti avventurosa, spesso poco conosciuta, fatta di episodi che la storiografia sabauda e quella ecclesiastica hanno tentato di addomesticare. È una storia che coinvolge personaggi di primo piano della nobiltà, della politica, della Chiesa e della scienza. Nell'ultima parte del libro, che riguarda il secolo XX e il XXI, la storia della Sindone si intreccia con la storia degli studi scientifici, dalle prime fotografie passando per la datazione radiocarbonica, fino ai giorni nostri. Molto spazio è dedicato a smantellare ipotesi storiografiche che non reggono alla prova della critica e allo spinoso problema dell'autenticità della reliquia.

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    Tiktaalik

    07/11/2015 19:18:49

    E'un libro ricco di contenuti sia per la questione storica sia per la questione scientifica.Nicolotti è assegnista di ricerca di Storia del Cristianesimo,per cui argomenta nella prima parte con tantissime citazioni di documenti ed eventi, fa anche una rapida panoramica sulle altre reliquie apparse nei secoli.Nella seconda parte del testo piuttosto corposa anche la trattazione degli studi scientifici sul telo.Se posso fare un paragone con una corsa,i negatori dell'autenticità sono davanti, e i sostenitori rincorrono. Infatti i primi dicono che non c'è traccia del telo in qualche documento prima del Trecento, e i secondi si affannano di spiegarlo, i primi avvalorano l'esito della datazione col carbonio, e i secondi svalutano l'esame.Gli scettici comunque ritengono inconsistente l'affermazione fondamentale degli autenticisti, che il telo non sia umanamente riproducibile.Il frottage è una possibile spiegazione. Interessante pure una relazione di una storica dell'arte che a suo tempo propose un metodo basato sull'utilizzo di una stoffa bagnata, ma che non era in grado di eseguire lei stessa. Peccato che in nessun documento siano menzionate le generalità dell'autore, perchè in realtà egli fu identificato dal vescovo contemporaneo che condusse le indagini.Viene smontata l'argomentazione piuttosto dibattuta che per produrre l'immagine bisognasse conoscere la fotografia prima della sua invenzione, in quanto si confonde l'effetto di una impronta con un negativo fotografico.Viene pure invalidato che l'immagine si fosse formata per contatto con un corpo disteso, per alcune caratteristiche dell'immagine stessa. In conclusione Nicolotti ritiene che non si possa pretendere dagli scettici di riprodurre la Sindone fino al livello microscopico, neppure di uno Stradivari ci si riesce, non per questo lo si ritiene di origine soprannaturale. Gli studiosi devono limitarsi a proporre un metodo verosimile ed è quanto basta. La lettura del libro è appassionante ed avvincente,e la consiglio.

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