Sinistra e popolo. Il conflitto politico nell'era dei populismi - Luca Ricolfi - copertina

Sinistra e popolo. Il conflitto politico nell'era dei populismi

Luca Ricolfi

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Editore: Longanesi
Collana: Le spade
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 6 aprile 2017
Pagine: 282 p., Brossura
  • EAN: 9788830447851
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Dall'autore di Perché siamo antipatici? il libro che spiega il divorzio tra i cittadini e la politica

«Se in tante democrazie il popolo è in rivolta verso l'establishment, se in America gli operai hanno preferito lo scorrettissimo miliardario Trump alla correttissima democratica Clinton, se nel Regno Unito le periferie e le campagne hanno decretato la vittoria della Brexit, se in Francia i ceti popolari guardano a Marine Le Pen, se tutto ciò accade, il divorzio fra sinistra e popolo non può più essere pensato come un fenomeno solo italiano.»

Dodici anni dopo la pubblicazione di Perché siamo antipatici? Luca Ricolfi torna sui temi che hanno fatto unanimemente apprezzare la sua ricerca, ripercorrendo i cambiamenti sociopolitici degli ultimi quarant’anni, dalle origini della globalizzazione alla crisi delle economie avanzate, per arrivare a una dolorosa, stringente riflessione: ovunque in Occidente il popolo cerca protezione dalle conseguenze della crisi e dalle fragilità dello scenario globale, ma la sinistra inevitabilmente impegna le sue energie per sminuire i problemi che gli elettori percepiscono come principali: disoc­cupazione, politiche di austerità, immigrazione, terrorismo. Se dunque, al di qua quanto al di là dell’Atlantico, i cittadini alzano aggressivamente la testa nei confronti di una sinistra impotente quando non addirittura cieca di fronte all’onda montante di paura che li travolge, non è così strano che il populismo si proponga come risposta, per quanto sommaria e inadeguata, alle angosce del presente.
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    Fabrizio

    23/09/2018 22:00:39

    Tanti spunti di riflessione ideologica sul significato della contrapposizione fra sinistra e destra, ma l'allontanamento delle forze di sinistra dal popolo poteva essere meglio motivato.

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    Mirko De Berardinis

    22/09/2018 19:30:37

    Il testo del Prof. Luca Ricolfi Docente dell'Università di Torino, pubblicato da Longanesi, ci offre un'interessante analisi storica, politica e culturale per riflettere sulla crisi della "Sinistra" in Italia e in Europa in stretto rapporto con l'avanzamento del "Populismo" a livello globale. Il libro offre al lettore un'ottima ricostruzione storica delle idee e delle teorie che hanno costruito e saldato, nel corso dei decenni passati, il rapporto della Sinistra politica con le masse popolari. Vengono poi affrontate in modo analitico le tante cause che hanno generato il divorzio tra il proletariato e coloro che storicamente avrebbero dovuto rappresentarlo e difenderlo nei suoi interessi di classe e sociali. Così, vengono descritte in modo preciso le diverse emanazioni del fenomeno populista nel mondo. Un libro molto interessante, a mio avviso, per comprendere bene le radici della crisi politica e culturale dell'attuale "Sinistra" e per tentare di costruire "Vie nuove", di Togliattiana memoria, partendo dagli errori del recente passato, verso un nuovo socialismo progressista con il popolo e per il popolo. Ne consiglio la lettura a tutti. In particolare alle nuove generazioni.

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    Mirko De Berardinis

    22/09/2018 19:27:43

    Il testo del Prof. Luca Ricolfi Docente dell'Università di Torino, pubblicato da Longanesi, ci offre un'interessante analisi storica, politica e culturale per riflettere sulla crisi della "Sinistra" in Italia e in Europa in stretto rapporto con l'avanzamento del "Populismo" a livello globale. Il libro offre al lettore un'ottima ricostruzione storica delle idee e delle teorie che hanno costruito e saldato, nel corso dei decenni passati, il rapporto della Sinistra politica con le masse popolari. Vengono poi affrontate in modo analitico le tante cause che hanno generato il conflitto e il successivo divorzio tra il proletariato e coloro che storicamente avrebbero dovuto rappresentarlo e difenderlo nei suoi interessi di classe e sociali. Così, vengono descritte in modo preciso le diverse emanazioni del fenomeno populista nel mondo. Un libro molto interessante, a mio avviso, per comprendere bene le radici della crisi politica e culturale dell'attuale "Sinistra" e per tentare di costruire "Vie nuove", di Togliattiana memoria, partendo dagli errori del recente passato, verso un nuovo socialismo progressista con il popolo e per il popolo. Ne consiglio la lettura a tutti. In particolare alle nuove generazioni.

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    maurizio .mau. codogno

    22/02/2018 15:47:01

    Cominciamo dal fondo. Se vi interessa conoscere tutte le tesi di questo libro vi basta leggere le poche pagine dell'epilogo: trovate tutto. Passi il capitolo precedente, che esplicita come sono stati raccolti e analizzati i dati, ma i primi due terzi del libro sono inutilmente ripetitivi, quasi come se Ricolfi si sentisse in colpa e dovesse spiegare perché *lui* non è più di sinistra mostrando perché sono i fatti stessi che lo impongono. Non posso dire che il libro è inutile: ci sono parecchi buoni spunti, come la tricotomia di Hayek conservatori - socialdemocratici - liberaldemocratici spiegata bene, la differenza tra populismo di destra e nazifascismo (entrambi vogliono il predominio dei "noi", ma il primo è isolazionista e il secondo espansionista), la scelta della sinistra di staccarsi dalle masse operaie per dedicarsi al ceto medio. Ma il battere sul fatto che il buonismo sia la logica conseguenza per sentirsi ancora di sinistra mi pare una tesi ardita; anche l'analisi che vede una correlazione tra crescita del populismo e crescita dei reati compiuti da stranieri è tecnicamente corretta ma probabilmente sfasata, perché manca la controprova che misura non tanto la nazionalità quanto il reddito. Insomma, uno dei classici casi in cui un bignami sarebbe stato meglio.

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    n.d.

    14/10/2017 10:47:06

    Non particolarmente interessante, soprattutto se hai già letto altri libri sull’argomento.

Vedi tutte le 5 recensioni cliente
Indice

Premessa

Parte I - Destra e sinistra, prigioniere del Novecento

I. Destra e sinistra

II. Lo schema di Bobbio

III. Fuori dallo schema: Hayek

IV. «Libertà eguale?»

V. Le radici teoriche del disprezzo

Parte II - Sinistra e popolo: il lungo addio

VI. La sinistra e i «gloriosi trenta»

VII. La fine dell'età dell'oro

VIII. Gli anni della stagflazione

IX. La fiammata liberista

X. La crisi dei primi anni Novanta

XI. L'era della convergenza

XII. Il mito della globalizzazione

XIII. Dalla «grande moderazione» al double dip

XIV. The day after: dimenticare Keynes?

XV. Lo spiazzamento della sinistra

XVI. Il mondo è cambiato

Parte III - La rivolta dei popoli

XVII. Secolo breve?

XVIII. Che cosa è il populismo

XIX. La matrice romantica

XX. La stagione dei populismi

XXI. Il puzzle populista

XXII. Crisi & paura, un cocktail esplosivo

XXIII. Le radici della paura

XXIV. Il populismo in America

XXV. Tornando a Trump

XXVI. Verso una società fredda?

XXVII. Sinistra e popolo

XXVIII. Politicamente corretto ed eccesso di civiltà

XXIX. La rivolta dei popoli

Epilogo - Il conflitto politico nell'era dei populismi

Appendice politicamente scorretta sul Manifesto di Ventotene

Appendice statistica

Note

Riferimenti bibliografici

Indice dei nomi

  • sociologo, insegna Analisi dei dati presso l’Università di Torino. Ha fondato l’Osservatorio del Nord Ovest e la rivista di analisi elettorale Polena. Fra i suoi ultimi libri: Tempo scaduto. Il «Contratto con gli italiani» alla prova dei fatti (il Mulino 2006), Le tre società. È ancora possibile salvare l’unità d’Italia? (Guerini 2007). Ha curato l’ultimo «Rapporto sul cambiamento sociale» dell’Osservatorio del Nord Ovest: Ostaggi dello Stato. Le origini politiche del declino e dell’insicurezza (Guerini 2008). Approfondisci
Note legali