Small Craft on a Milk Sea

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Artisti: Brian Eno
Supporto: CD Audio
Numero supporti: 1
Etichetta: Warp
  • EAN: 0801061020729
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Disco 1
1
Emerald and Lime
2
Complex Heaven
3
Small Craft on a Milk Sea
4
Flint March
5
Horse
6
2 Forms of Anger
7
Bone Jump
8
Dust Shuffle
9
Paleosonic
10
Slow Ice, Old Moon
11
Lesser Heaven
12
Calcium Needles
13
Emerald and Stone
14
Written, Forgotten
15
Late Anthropocene
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    Emanuele

    21/01/2011 00:42:22

    Small Craft on a Milk Sea è come un quadro puntinista di Seurat: va assaporato nella sua interezza, stando a una certa distanza. Se si focalizza l'attenzione sui singoli brani, sui dettagli delle pennellate, si perde l'armoniosa bellezza del suo insieme; si rischia di percepirne solo i "puntini" che compongono l'opera, che ne risulterebbe pertanto frammentata, mentre il percorso sonoro di quest'ultimo album di Brian Eno merita un ascolto globale: solo così è possibile mettere a fuoco il fascino di questo viaggio tra le note del maestro. Un viaggio che si apre con i suoni eterei di "Emerald and Lime", e l'effetto è subito straniante: è come essersi risvegliati, confusi e disorientati, su una spiaggia alle prime luci dell'alba. Ma la sabbia che ci circonda e il mare lattiginoso che abbiamo di fronte non appartengono a questo mondo: in qualche modo Eno è riuscito a trasportarci su un pianeta remoto, la cui atmosfera rarefatta è attraversata da vibrazioni aliene eppure accattivanti. "Complex Heaven" e "Small Craft on a Milk Sea", che dà il titolo all'album, ci accompagnano nell'esplorazione di questo mondo misterioso e al tempo stesso familiare con sonorità placide e avvolgenti. Eppure avvertiamo un vago senso di minaccia: i brani sono pervasi da un'inspiegabile inquietudine, un presagio di trasformazione e cambiamento inevitabili. Il trittico che segue conferma questa sensazione e, nonostante i segnali, riesce comunque a coglierci impreparati. Torniamo gradualmente verso melodie più pacate che leniscono le nostre ferite, ma quell'oscuro presentimento continua ad accompagnarci. È tempo di fare ritorno.Contempliamo un'ultima volta la superficie densa di questo "Milk Sea" e lo sguardo si perde nella sua immensità: anche se può sembrare gelido e immobile, questo mare di latte primordiale ribolle incessantemente di vita: l'habitat naturale in cui le idee prendono forma."Per uno che non doveva far parte di questo mondo, devo confessare che all'improvviso mi costa lasciarlo"

  • Brian Eno Cover

    Compositore inglese. Nel 1971 fonda il gruppo dei Roxy Music dal quale si separa per dedicarsi alla sperimentazione, alle manipolazioni audio e video e all'attività di produttore di gruppi quali Devo, Talking Heads e U2. Nel 1975 battezza con ambient music un nuovo genere in cui applica strumenti elettronici a composizioni di struttura classica e in cui i suoni diventano l'elemento integrante di un preciso paesaggio naturale o antropizzato. Oltre ad «Apollo Atmosphere», composto per il documentario sull'allunaggio For All Mankind (Per tutto il genere umano, 1989) di A. Reinert, lavora alle colonne sonore di Dune (1984) di D. Lynch, The Million Dollar Hotel (2000) di W. Wenders, Sebastiane (1976) e Blue (1993) di D. Jarman. Notevole anche la partitura composta per The Jacket (2005) di J. Maybury,... Approfondisci
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