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Traduttore: H. Kangas, A. Maiorca
Editore: Iperborea
Edizione: 4
Anno edizione: 2001
Pagine: 240 p., Brossura
  • EAN: 9788870910988
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Siamo abituati a scoprire, attraverso i racconti che Paasilinna ci ha proposto in altri libri come L'anno della Lepre, Il Bosco delle volpi, Il mugnaio urlante e Il figlio del dio del Tuono, la natura selvaggia e incontaminata di una terra affascinante ma poco conosciuta come la Finlandia. Anche in questo libro, che ha inizio con una corsa in un taxi da Helsinki senza una meta precisa, Paasilinna ci conduce alla scoperta delle campagne della Botnia orientale, un paesaggio incantevole e tra i più vari, descritto nei minimi particolari.
Il racconto ha inizio con una situazione inconsueta. Taavetti Rytkonen, un uomo anziano e affetto da demenza senile, è fermo in mezzo alla strada e non si cura per niente della lunga fila di macchine che si è formata a causa sua. E' un signore distinto con una cospicua mazzetta di soldi in tasca e non si ricorda nulla di se stesso al di fuori del suo nome e cognome e dei fatti che ha vissuto in tempi ormai lontani. E' in questa condizione che un giovane tassista, Seppo Sojonen, lo accoglie sulla sua macchina e cerca di aiutarlo in qualche modo, anche se il cliente si dimostra alquanto scorbutico e soprattutto disorientato e avvilito. Ha così inizio un lungo viaggio che, come in altri libri di Paasilinna, è anche una fuga dal quotidiano, in una realtà priva di costrizioni. I due stringono una forte amicizia e colpisce l'umanità di Sorjonen che fa di tutto per essere di aiuto e conforto al compagno di viaggio, cedendo nello scopo che si è prefisso solo in qualche momento di debolezza. Alle scorribande della già strana coppia si uniscono a poco a poco diversi bizzarri personaggi: due stravaganti balcanici, un vecchio compagno d'armi di Rytkonen, l'agricoltore Makitalo che, deluso dal trattamento che gli ha riservato lo stato finlandese, decide di bruciare tutte le sue terre e far saltare in aria la sua fattoria, e infine dodici anoressiche parigine, che si avventurano in un campo di sopravvivenza in modo totalmente sprovveduto, dando luogo a situazioni esilaranti.
Nonostante la comicità di alcune situazioni a cui eravamo già abituati dai precedenti romanzi dell'autore, questa volta tutto il racconto è improntato su un tema serio e malinconico come quello della vecchiaia, della malattia e della solitudine, che conferisce un maggiore impatto emotivo all'intera narrazione.

Recensioni dei clienti

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    donato

    27/07/2009 11.55.47

    lo stile di paasilinna è inconfondibile. come inconfondibili sono i temi che accompagnano molti dei suoi romanzi: l'amore verso una natura selvaggia e spesso inospitale, ma affascinante ed emozionante; il desiderio mai placato di fuga dalle metropoli e da lavori rutinari e frustranti; e il gusto per le situaizoni paradossali e quasi comiche. anche in quetso lavoro è possibile ritrovare tali temi. conditi con la solita ironia, e con il solito disincanto, che tanto sono piaciuti in altri lavori. ma, forse, pur dando luogo ad una lettura sempre scorrevole e gradevole, questo libro dello scrittore finlandese non raggiunge le vette di altri lavori.

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    Baby

    15/04/2009 13.50.36

    Leggo moltissimo ma non leggo quasi mai un libro due volte. Questo è uno di quei casi in cui lo leggerò forse anche più di due volte, un libro che una volta finito mi è mancato, ho davvero sentito la mancanza dei personaggi e dei paesaggi, come quando ritorni da un viaggio e ripensi con malinconia alle persone e ai luoghi che hai incontrato. Un libro meraviglioso, divertente, commovente... Insomma, uno dei libri più belli che mi sia mai capitato di leggere!

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    domenico

    22/09/2008 15.07.52

    Il più divertente dei libri di Paasilinna, non riuscivo a non ridere leggendolo. Fresco ma non poi così leggero, a ben pensarci. Non gli ho voluto dare 5 perché non è comunque certamente un capolavoro della letteratura mondiale, ma la tentazione era forte.

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    katia

    06/01/2008 19.19.33

    tra i migliori di questo autore, malinconico e a sua volta ironico e divertente!!

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    Ginevrina

    30/08/2007 16.49.54

    Come sempre un libro esilarante, nello stile a cui Arto ci ha abituato. Personalmente devo dire che mi è risultato più pesante da concludere, ma l'originalità del grande autore finlandese traspare da ogni rigo. Come riesca Paasilinna a buttare nello stesso calderone un vecchio affetto da demenza senile, un taxista disoccupato, un agricoltore con manie distruttive, 12 parigine vegetariane che mangiano ranocchi, 2 balcanici esperti in produzione di salsicce e una mandria di tori con una trasmittente al collo; riuscendo tra l'altro a far sembrare tutto molto normale è un mistero che non riesco a spiegarmi, e forse la sua forza è proprio nel far apparire veritiero ciò che è surreale. Ci sono autori che non riescono ad attenersi alla realtà seppur ci tentino, lui opera il perfetto contrario dimostrando il suo talento. E come sempre troneggia indisturbata la meravigliosa Finlandia, ricca e parca di comodità, bellissima e terribile. Ho letto da qualche parte che Paasilinna non ama gli animali. Tutto il contrario: ama la natura tanto da conoscerla e rispettarla e da integrarsi completamente in essa. Molto toccante il tema dell'amicizia che niente chiede e molto concede

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    Giacomo

    11/09/2005 14.59.43

    Un bel libro, anche se secondo me, rispetto agli altri, è meno coinvolgente. La parte che m'è piaciuta di più è quella dei tori e quella delle francesi. Siccome non è riuscito a distrarmi come gli altri gli do 4 invece che 5.

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    Angela

    16/07/2005 00.57.33

    Rispetto ad altri libri-capolavoro di Paasilinna (il mio preferito è Il mugnaio urlante, seguito da Il bosco delle volpi e L'anno della lepre), questo si lascia leggere con più fatica. Comunque Paasilinna è pur sempre un grande e le sue descrizioni della Finlandia e della sua gente sono sempre godibilissime.

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    Greta

    10/07/2005 15.57.34

    scrittura fresca e scorrevole, che fa sorridere e rilassare Il taxista Seppo è un amico che forse tutti vorremmo al fianco, che abbandona tutto per seguire Taavetti nel suo girovagare. Quest'ultimo, nella sua amnsia senile è tenero e forte nello stesso tempo. Nella sua scrittura ironica Paasilinna ci racconta la sua Finlandia (paese che non conosco) e non manca di criticare anche la classe politica. very very good

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    Baghy

    28/04/2005 17.51.44

    Una storia delicata, comica ma malinconica al tempo stesso ambientata nel nord dell'Europa con una serie di personaggi irresistibili. Nonostante la triste condizione di Rytkonen Paasilinna ci fa vedere una via d'uscita ai piccoli e grandi problemi del mondo: l'amicizia e l'altruismo, quello vero e disinteressato. Mi ha colpito poi la vicenda del popolo finlandese nel corso della seconda guerra mondiale, in guerra con russi prima e tedeschi dopo, un capitolo di storia che conosco appena e che mi piacerebbe approfondire. Indimenticabile infine la spedizione di caccia al toro con conseguente produzione di salciccie balcaniche.

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    Romano De Marco

    22/03/2005 11.57.34

    Questo SMEMORATO DI TAPIOLA di Paasilinna l'ho finito nel week end esclusivamente per il fatto che odio lasciare le letture a metà.. E' stata una grossa fatica... L'ho trovato un romanzetto falso, studiato a tavolino, buonista, ideologicamente discutibile e approssimativo, che si sforza di essere divertente con molte pretese di "impegno" che naufragano nella palese banalità di personaggi e dei contesti, che ad un lettore con un minimo di senso critico non possono che apparire assolutamente posticci ed irreali. A tutto ciò aggiungo una sincera irritazione per la illegibilità dei nomi e dei luoghi di una Finlandia che, nonostante la evidente intenzione dell'autore di esaltarne e lodarne le caratteristiche naturali e paesaggistiche, non riesce mai a superare una immagine bidimensionale da cartolina, molto banale e quasi mai interessante.

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    Michela

    13/09/2004 00.20.35

    Ho letto nei giorni scorsi, nell'edizione tedesca, il libro che Paasilinna ha scritto dopo questo, e vi anticipo che anche in quello compare Seppo Sorjonen, di nuovo nel ruolo di medico autodidatta, ma talmente bravo da poter eseguire un intervento chirurgico a cuore aperto! Ricordate i casi dei medici che esercitavano la professione senza laurea? Forse è successo qualcosa di simile anche in Finlandia e Arto, inarrestabile come sempre, ha voluto mettere anche questi non-dottori alla berlina! (o voleva fare invece la satira dei guaritori filippini?)

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    Michela

    03/06/2004 11.49.17

    Per me Paasilinna è un vero mito… a mio parere, Il figlio del dio del tuono è il suo libro più geniale, ma questo è il più spassoso. Ho addirittura comprato su Internet le versioni francesi di due suoi libri già tradotti in questa lingua ma non ancora in italiano, e ne sto leggendo uno in questi giorni, la storia di un gruppo di persone che decidono di suicidarsi insieme. Questo libro (per chi fosse interessato, il titolo francese è Petits suicides entre amis) è stato scritto l’anno prima dello Smemorato, e anche lì fra i personaggi c’è Seppo Sorjonen. Evidentemente è un personaggio che valeva la pena di approfondire!

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    LAURA PETRICCI

    13/01/2004 12.05.52

    MI SONO IMBATTUTA CASUALMENTE IN QUESTO SCRITTORE... IL SURREALE SENSO DELL'UMORISMO, LA DELICATEZZA E LA SENSIBILITA' CHE SCATURISCONO DA QUESTO GIOIELLINO MI HANNO MESSO IN CACCIA DEGLIA ALTRI SUOI LIBRI!

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    Paola Facelli

    10/10/2003 18.29.00

    romanzo splendido, inferiore solo a "il figlio del dio del Tuono"

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    gianluca

    28/05/2002 20.16.10

    Il solito, insolito Paasilinna. Il minimalismo è un'arte difficile e questo grande umorista non ha niente da invidiare a nessun autore. I suoi personaggi così surreali, ma così tristemente presenti nella nostra vita sono come sempre il tocco di classe delle sue opere.

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    Rossella

    08/05/2002 21.37.25

    Avvincente, gradevole e ricco di senso dell'umorism ma capace, allo stesso tempo, di far riflettere. L'atore ci proietta in uan dimensione quasi sconosciuta. Da leggere!!! :-))))

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    federica

    11/01/2002 14.44.03

    Il libro mostra, con la dolcezza e l'ironia tipiche di Paasilinna, come sia possibile trovare una via d'uscita alle situazioni più problematiche, siano esse la vecchiaia e l'abbandono (nel personaggio di Taavetti), problemi di lavoro (Seppo), di salute (fidanzata di Seppo, le francesi anoressiche, Makitalo) e quelli del nostro passato presente (i due balcanici). Durante la lettura, lieve e sorprendente, vi sorprenderete a ridere da soli, garantito!

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