Il sogno della macchina da cucire

Bianca Pitzorno

Editore: Bompiani
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 26 settembre 2018
Pagine: 240 p., Brossura
  • EAN: 9788845299032

46° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Descrizione
Una galleria di donne di ogni età, raccontate in tutte le loro sfaccettature.

La nonna di Bianca Pitzorno le ha insegnato a ricamare, e vedendola ostinata a non usare il ditale pronosticava che sarebbe diventata una donna ingovernabile. Quella nipotina talentuosa e indisciplinata ha continuato così, cucendo le sue storie con anticonformismo e senza paura di pungersi con le spine dell'animo umano. In questo romanzo la voce narrante è quella di una sartina a giornata nata a fine Ottocento in una cittadina di provincia non lontano dal mare. Rimasta presto sola al mondo, difende quel lavoro che la rende autonoma anche se implica ore e ore spese nelle case dei signori, cavandosi gli occhi per cucire abiti e biancheria. Vorrebbe poter leggere i giornaletti di cui ogni tanto le fanno dono le sue padrone; ma imparerà presto che proprio nelle stanze del cucito giungono gli echi dei segreti inconfessabili di ogni famiglia, più appassionanti di ogni feuilleton. La sartina ascolta in disparte: ma un giorno la scatola di latta dove chiude i desideri più preziosi si aprirà, e anche a lei toccherà vivere da protagonista. La marchesina Ester, che veste come un maschio e ama andare a cavallo; miss Lily Rose, l'americana, e il suo corsetto imbottito di banconote; le sorelle Provera e lo scandalo dei tessuti francesi; donna Licinia Delsorbo, centenaria decisa a tutto pur di difendere la purezza del suo sangue; Assuntina, la bimba selvatica... Una galleria di donne di ogni età, raccontate in tutte le loro sfaccettature.

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    Pierre2005

    22/01/2019 21:51:05

    Mi è piaciuto molto. Delicato e gentile come la sartina protagonista. Storie di altri tempi, mi hanno ricordato i racconti di mia nonna.

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    Noemi

    28/12/2018 09:49:31

    Ho letto questo libro tutto d'un fiato. Scrittura delicata ma incisiva. È il primo libro che leggo della Pitzorno e ne sono rimasta estasiata!

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    Antonella

    21/12/2018 15:06:45

    Interessante e coinvolgente questa sorta di biografia di una ragazza di umile estrazione, ambientata in un contesto cittadino dell'Italia del nord dei primi decenni del Novecento. Interessante perché, oltre la storia in sé, compare uno scorcio significativo dei rapporti fra ceti poveri, lavoratori e lavoratrici sfruttate, e i ceti borghesi-aristocratici, forti di una ricchezza mantenuta anche attraverso il privilegio e il perpetuarsi di consuetudini e comportamenti sociali rigidi e discriminanti. Focalizzata dal basso, la storia è narrata dal punto di vista della protagonista che, benché non provvista degli strumenti culturali per un'analisi non scontata della realtà, rivela una sensibilità fortissima per la sua dignità umana e per la sua appartenenza familiare che le consente, seppur parzialmente, di restituire una rappresentazione sentita come obiettiva e realistica di una condizione femminile un po' ignorata. Si potrebbe parlare di un romanzo di genere che indaga le ingiustizie e i patimenti sofferti dalle donne prima del compimento del percorso di emancipazione e di parità con gli uomini. La narrazione, condotta con leggerezza e semplicità, procede sintetizzando quadri di vita intesa e sofferta con una prosa fluida e veloce che si impone sui dialoghi, dando al tutto un ritmo quasi favolistico. Il titolo stesso, che ha qualcosa di rétro, richiama l'idea di desiderio ambito e vagheggiato, sebbene dica solo in parte quanto è proprio della storia e dei suoi protagonisti.

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    abookforadream

    07/12/2018 12:31:55

    Bianca è una delle poche autrici che riesce a coinvolgermi dalla prima all'ultima pagina; per tutto il romanzo mi è sembrato di vivere la narrazione in prima persona. Mi spiego meglio: il suo stile di scrittura, i flashback, i racconti di questa sartina mi hanno fatto diventare spettatrice. Ho creduto, infatti, fino all'ultima parola di essere comodamente seduta in uno di quei caffè nei vicoli della città e assaporare tutto quello che i miei occhi recepivano dalle sue parole. Credetemi che questa non è una cosa da poco nella lettura di un romanzo, al contrario è un elemento molto importante per gustarselo al meglio e assaporarlo nei giusti tempi. Abbandonate le atmosfere festose dei giorni moderni, ho deciso di immergermi nella storia dell'autrice che mi ha fatto avvicinare alla lettura dei "grandi" con "La bambinaia francese", un libro che porterò sempre nel cuore, che consiglio tutt'oggi e che ho già riletto almeno tre volte, ma che conto di arricchirle. Proprie le atmosfere di quel romanzo sono quelle che, a distanza di dieci anni, ho ritrovato nelle duecento pagine di questo libro; sono sì luoghi ed epoche differenti, ma la magia che si crea è la medesima. Considero questo libro una sorta di romanzo di formazione, una storia commovente e ricca di significati, di sogni che ancora oggi popolano i nostri cuori e ai quali aspiriamo giornalmente. Consiglio a tutti i lettori i libri di Bianca e questo ultimo in particolare, poiché sono sicura proverete emozioni forti e uniche, molto simili alle mie.

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