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Editore: Mondadori
Anno edizione: 2010
Formato: Tascabile
Pagine: 304 p., Brossura
  • EAN: 9788804589655
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Recensioni dei clienti

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    angelo

    12/06/2017 11.49.04

    Ingredienti: la somma senza unione di due solitudini silenziose, la differenza tra adattamento e isolamento, la (con)divisione senza resto del proprio baratro interiore, il prodotto di un rapporto elastico e in(di)visibile. Consigliato: a chi costruisce la propria vita intorno ad una voragine, a chi convive con un’anima piena di grovigli.

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    evelyn

    22/08/2016 06.27.08

    Delusione! storiella banale, personaggi poco caratterizzati, luoghi comuni. In teoria ci sono temi importanti quali la scoperta della propria omosessualità, il bullismo , l'anoressia, l'autolesionismo, ma è tutto buttato lì senza alcun approfondimento. Può andar bene in spiaggia sotto l'ombrellone, sonnecchiando fra una pagina e l'altra. Ad maiora!

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    scimmia

    17/05/2016 18.37.23

    letto in un periodo difficile, avrei pensato di rispecchiarmi... invece no. storie potenzialmente strazianti messe insieme in modo molto distaccato. non credo che l' autore abbia vissuto mai ciò di cui parla, ma nemmeno ha cercato di capire questi poveri personaggi che le hanno davvero addosso tutte. avrebbe potuto venirne fuori, tutto sommato, un buon romanzo deprimente, ne risulta invece solo una descrizione di gente irreale che macera nel suo dolore come nell' aceto balsamico.

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    Manuel

    06/04/2016 15.32.30

    Una narrazione molto ben scritta e organizzata. La lettura vola tra i capitoli e tra gli eventi traumatici dei personaggi senza stancare. Forse si potrebbe rilevare soltanto una nota lievemente stucchevole verso gli ultimi capitoli, che non abbassa la soddisfazione della lettura di questo libro.

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    Simona

    04/03/2016 12.01.22

    Ma come si fa a dire che questo è un brutto libro? E' tutto soggettivo, è vero, ma io l'ho trovato stupendo, sia nei contenuti, che nella maniera in cui è scritto. Molti dicono che non lascia niente: io, a distanza di anni, ancora sento quel "qualcosa" che mi ha lasciato dentro, una profondità che pochi altri libri lasciano. Tant'è che ho voluto vedere anche il film, ma quello davvero lascia a desiderare, con un finale diverso, poi. Ma, ripeto, trovo questa storia assolutamente fantastica, tanto piu' per un romanzo d'esordio.

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    lorenzo

    23/02/2016 12.20.33

    Personalmente l'ho trovato un libro scritto per commuovere ad ogni costo, tanto che alla fine ci si puo' divertire a pensare a quale tragedia arrivera' ora. Dentro c'e' di tutto: problemi genitori-figli, abbandoni, incidenti, bullismo, persone scomparse, omosessualita' nascosta, problemi di alimentazione, introversione quasi autistica, atti di autolesionismo, perfino un accenno di violenza domestica... Scritto in modo scorrevole e semplice, si legge rapidamente. Mi domando pero' se oltre alla buona scrittura, i premi non siano dovuti alle tante tematiche di moda che tocca.

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    Cristiano Porqueddu

    16/10/2015 20.46.57

    Libro superficiale, scritto in modo commerciale e stereotipato. Comprato, letto e regalato. Sconsigliato.

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    chiarab

    19/06/2015 11.12.08

    Libro senza profondità, personaggi stereotipati e scrittura piatta.

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    Madison

    15/05/2015 16.40.59

    Ottimo il titolo ma il contenuto non è da meno. Lieve ed etereo, uno stile che penetra dentro e incide solchi profondi nell'anima. Un Maestro, Paolo Giordano. Grazie di esistere.

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    Riccardo97

    14/05/2015 15.24.39

    Paolo Giordano ci regala un libro dalla trama originale, che si basa sull'intreccio di due storie parallele, una di Mattia, l'altra di Alice. Entrambi i ragazzi sono segnati da un destino di disgrazia e di tristezza, ma troveranno , forse, insieme, un motivo per curare il loro dolore e metterlo alle spalle? Giordano utilizza uno stile narrativo che mantiene alta l'attenzione dall'inizio alla fine. Il suo linguaggio è conciso e non fa uso di proposizioni sintatticamente troppo elaborate o complesse, in modo che il libro risulta comprensibile e affatto stancante. L' approfondimento del tema psicologico, l'idea del determinismo che sta dietro la sua opera stimolano una riflessione interessante. Peccato, tuttavia, che l'opera si concluda in modo non brillante, ma piatto.

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    mary

    11/04/2015 22.16.21

    Il contenuto è molto amaro. I protagonisti, adolescenti chiusi in sè stessi ed incapaci di aprirsi, di superare i loro problemi infantili: rimangono prigionieri della loro infelicità per tutta la vita. Sono eterni bambini senza speranza di crescita. La scrittura è accattivante, ma non mi sono piaciute certe "licenze grammaticali".

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    Yuri

    22/01/2015 23.15.53

    Il libro che spiega l'amore imperfetto e non vissuto pienamente. Due numeri primi gemelli vicini ma, forse, non abbastanza. Da leggere!

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    roberto corneli

    24/10/2014 13.14.13

    Questo libro è poesia pura. Ecco il perché di tanti premi. Magari. ok, non é un capolavoro. Tuttavia è un libro di grande spessore, la sensibilità dell'autore descrive paesaggi interiori per niente facili da capire, persino da intuire. Per tutti quelli che hanno dato voto 1 su 5: la poesia non è per voi. Non c'è niente di male, ma perché prendersela con l'autore? Continuate semplicemente a leggere Harry Potter, o Harmony, o Stephen King, che magari di capolavori ne ha anche realizzati, ma per la maggior parte ha pubblicato banalità. Se a scuola qualche professore lo consiglia probabilmente è perché si è stufato di farvi studiare alemanzo sandroni.

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    Davide

    04/10/2014 15.41.53

    Un libro forse contraddittorio, nel senso che la storia nel complesso a me è assai piaciuta, e gli stessi temi trattati (anoressia e ambizione dei padri, tema dell'handicap) facevano presupporre un capolavoro (anche alla luce dei premi vinti, il Campiello e lo Strega). Lo stesso linguaggio cambia magistralmente, passando per le tre diverse fasce di tempo, infanzia, post e maturità. Peccato per il finale, è mancata lì, secondo me, la ciliegina sulla torta

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    Roberta M

    04/10/2014 15.21.18

    Devo dire che, rispetto ai premi vinti, è un libro che mi ha non poco deluso. Cambiamenti d'umore repentini... un finale che non è né carne né pesce. Lo stesso linguaggio non è che sia così impeccabile ( fra verbi al limite e sviste) ... sono rimasta perplessa. ma così è! peccato, perchè la trama non era male, ma è il modo di narrazione accattivante che è mancato. E poi che mi rappresenta parlare di masturbazione così?

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    Luigi

    30/09/2014 23.53.23

    Romanzo che già dal titolo lascia prevedere una sola protagonista: la solitudine; che poi essa solitudine possa avere come interpreti due bambini prima, due ragazzi poi, due adulti dopo è solo un modo abile da parte dell'autore di differire la causa da cui scaturisce, ovvero l'accettazione del DIVERSO da sè. Ci sono poi delle variabili nel nascere diversi, come nascere ritardati: è il caso di Michela la sorellina di Mattia; diventarlo per motivi fisici: è il caso di Alice; o per motivi personali: Mattia è un precoce genio della matematica. Il romanzo è costruito infatti attraverso una serie di concatenazioni che si basano su rapporti di causa-effetto con, sul fondo, una visione meccanicisticamente determinata dell'esistenza. Mattia (ma anche Paolo Giordano ndr) è un matematico e si rifà palesemente ad una visione neopositivistica dell'Esistenza, in cui Dio e la Provvidenza sono esclusi e quindi a dettare le leggi nel suo universo è soltanto il caso. Il ragazzo erige una barriera razionale nei confronti del mondo, con la matematica sempre pronta a difenderlo in ogni circostanza. Così è possibile dare spiegazioni razionali alla realtà, ma non modificarla: l'unica soluzione è ritirarsi nelle sale dorate del proprio mondo "virtuale" ignorando quello reale. Tuttavia come in tutti i rapporti causa-effetto occorre risalire alla causa-prima che nel caso specifico è la VERGOGNA, magari per aver imbrattato la tuta da sci (Alice) o per una sorellina ritardata che non si vuole con sè perchè troppo diversa (Mattia). Se poi questa vergogna viene imposta dai genitori cui si deve obbedire controvoglia, ecco che con ragionamento ipotetico-deduttivo si è trovata la causa primaria: il difficile rapporto tra genitori e figli. L'anoressia di Alice e la misantropia in Mattia sono solo epifenomeni che hanno il loro acme nella solitudine di entrambi, solitudine che viene infranta quando il caso decide di farli incontrare. Libro interessante e scritto abbastanza bene, ma non un capolavoro

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    Valentina

    29/08/2014 20.16.04

    Non mi è piaciuto per niente. La storia è mega triste, così il libro di conseguenza è pesante.

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    elisa

    09/07/2014 21.20.22

    Mah, con tutta la carne che era stata messa sul fuoco mi aspettavo un gran finale, con una morale da ricordare per sempre, invece.... Due persone complicate da una vita complicata che si incontrano e... e nulla, non succede nulla, non passa nulla, non lascia nulla. Se vi aspettate una morale come me, molto meglio "Veronika decide di Morire" di Coelho.

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    cris

    04/06/2014 13.02.43

    Non ci siamo proprio, capisco soltanto l'autore che da principiante ha provato a scrivere un romanzo magari toccando argomenti più grandi di lui.. Non capisco invece tutta questa pubblicità.. Meno ancora i riconoscimenti... Incredibile poi pensare che alcuni insegnanti consigliano il libro ai suoi alunni!! Solo per i curiosi (come me)

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    lanfranco

    31/03/2014 08.27.19

    Si legge quasi tutto di un fiato, e questo potrebbe essere il lato positivo, talmente è scorrevole; poi è tutto assolutamente incolore da ogni punto di vista e di una banalità e scontatezza quasi sconcertanti - se questo è un premio Strega e Campiello.....

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