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La solitudine dei numeri primi - Paolo Giordano - copertina

La solitudine dei numeri primi

Paolo Giordano

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Editore: Mondadori
Anno edizione: 2010
In commercio dal: 30 novembre 2010
Pagine: 304 p., Rilegato
  • EAN: 9788804607748

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Gaia la libraia

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Premio Strega e Premio Campiello Opera Prima 2008. Alice è una bambina obbligata dal padre a frequentare la scuola di sci. È una mattina di nebbia fitta, lei non ha voglia, il latte della colazione le pesa sullo stomaco. Persa nella nebbia, staccata dai compagni, se la fa addosso. Umiliata, cerca di scendere, ma finisce fuori pista spezzandosi una gamba. Resta sola, incapace di muoversi, al fondo di un canale innevato, a domandarsi se i lupi ci sono anche in inverno. Mattia è un bambino molto intelligente, ma ha una gemella, Michela, ritardata. La presenza di Michela umilia Mattia di fronte ai suoi coetanei e per questo, la prima volta che un compagno di classe li invita entrambi alla sua festa, Mattia abbandona Michela nel parco, con la promessa che tornerà presto da lei. Questi due episodi iniziali, con le loro conseguenze irreversibili, saranno il marchio impresso a fuoco nelle vite di Alice e Mattia, adolescenti, giovani e infine adulti. Le loro esistenze si incroceranno, e si scopriranno strettamente uniti, eppure invincibilmente divisi. Come quei numeri speciali, che i matematici chiamano "primi gemelli": due numeri primi vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero. Un romanzo d'esordio che alterna momenti di durezza e spietata tensione a scene rarefatte e di trattenuta emozione, di sconsolata tenerezza e di tenace speranza.
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    Giuseppe

    16/01/2021 20:38:07

    Il titolo e le prime 30 pagine sono entusiasmanti (è solo questo a giustificare la seconda stella). Fino a pagina 100 la trama è accettabile. Poi degenera nel patetico e nel noioso. Non capisco come questo libro basato sul nulla abbia potuto avere tanto successo. Le storie dei protagonisti sono trattate con sufficienza, piene di luoghi comuni e risultano più che improbabili. Vi consiglio di leggere altro!

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    Lorena

    01/12/2020 22:31:27

    Libro senza trama. Un susseguirsi di fattarelli slegati tra loro che non vanno a convergere da nessuna parte. Manca l'intreccio, non c'è sviluppo. L'autore racconta stralci di vita soffermandosi su particolari inutili e poi interrompe l'episodio che in questo modo rimane fine a sé stesso. I personaggi sembrano caratterizzati ma crescendo negli anni non evolvono in nessun modo. Delusione totale, come ha fatto questo romanzo a fare tanto successo?

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    Stefania

    11/07/2020 22:44:21

    Storie in parallelo di un ragazzo e una ragazza che a causa di sofferenze nella fase infantile crescono con una sensibilità particolare distinguendosi dalla massa. Quando si incontreranno per la prima volta non potranno fare a meno di notarsi. Il finale non é scontato. Poetico.

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    lucia

    14/05/2020 20:42:58

    L’ho trovato un libro un po’ piatto, senza una trama ben delineata. I personaggi si perdono troppo nei loro drammi e la storia diventa noiosa.

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    Maria Laura

    12/05/2020 06:55:20

    Un libro che sinceramente ho fatto fatica a terminare e, una volta riuscita (con un sospiro di sollievo), non mi sono sentita ne più ne meno di prima. La trama è semplicemente una narrazione di due ragazzi che soli e particolari vivono le loro vite uno al fianco dell'altro, nonostante diversi, ma non insieme. Magari può sembrare esagerato votarlo con una sola stellina, ma due mi sembra troppo per un libro che semplicemente non fa per me.

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    marti

    11/05/2020 14:30:42

    questo libro è stato una delusione, l'unica cosa che si salva è il titolo. Di una cupezza devastante non lascia altro. due persone soli e tristi che si sfiorano, non si incontrano, non migliorano, non sopravvivono, nulla, tanti grandi temi accennati e non sviluppati, il finale semplicemente inesistente. Lo rileggerò, magari a distanza di anni cambierò idea, ma la prima lettura mi ha davvero deluso.

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    Valentina

    25/09/2019 21:26:25

    Drammatico ma molto toccante

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    angelo

    12/06/2017 11:49:04

    Ingredienti: la somma senza unione di due solitudini silenziose, la differenza tra adattamento e isolamento, la (con)divisione senza resto del proprio baratro interiore, il prodotto di un rapporto elastico e in(di)visibile. Consigliato: a chi costruisce la propria vita intorno ad una voragine, a chi convive con un’anima piena di grovigli.

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    evelyn

    22/08/2016 06:27:08

    Delusione! storiella banale, personaggi poco caratterizzati, luoghi comuni. In teoria ci sono temi importanti quali la scoperta della propria omosessualità, il bullismo , l'anoressia, l'autolesionismo, ma è tutto buttato lì senza alcun approfondimento. Può andar bene in spiaggia sotto l'ombrellone, sonnecchiando fra una pagina e l'altra. Ad maiora!

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    scimmia

    17/05/2016 18:37:23

    letto in un periodo difficile, avrei pensato di rispecchiarmi... invece no. storie potenzialmente strazianti messe insieme in modo molto distaccato. non credo che l' autore abbia vissuto mai ciò di cui parla, ma nemmeno ha cercato di capire questi poveri personaggi che le hanno davvero addosso tutte. avrebbe potuto venirne fuori, tutto sommato, un buon romanzo deprimente, ne risulta invece solo una descrizione di gente irreale che macera nel suo dolore come nell' aceto balsamico.

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    Cristiano Porqueddu

    16/10/2015 20:46:57

    Libro superficiale, scritto in modo commerciale e stereotipato. Comprato, letto e regalato. Sconsigliato.

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    CINZIA

    04/08/2015 12:14:27

    Non condivido assolutamente le critiche. Due storie di solitudine interiore che si intrecciano, raccontate con uno stile schietto e razionale, senza mai cadere in noiose descrizioni. Lettura scorrevole, dolorosa e coinvolgente.

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    chiarab

    19/06/2015 11:12:08

    Libro senza profondità, personaggi stereotipati e scrittura piatta.

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    Madison

    15/05/2015 16:40:59

    Ottimo il titolo ma il contenuto non è da meno. Lieve ed etereo, uno stile che penetra dentro e incide solchi profondi nell'anima. Un Maestro, Paolo Giordano. Grazie di esistere.

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    roberto corneli

    24/10/2014 13:14:13

    Questo libro è poesia pura. Ecco il perché di tanti premi. Magari. ok, non é un capolavoro. Tuttavia è un libro di grande spessore, la sensibilità dell'autore descrive paesaggi interiori per niente facili da capire, persino da intuire. Per tutti quelli che hanno dato voto 1 su 5: la poesia non è per voi. Non c'è niente di male, ma perché prendersela con l'autore? Continuate semplicemente a leggere Harry Potter, o Harmony, o Stephen King, che magari di capolavori ne ha anche realizzati, ma per la maggior parte ha pubblicato banalità. Se a scuola qualche professore lo consiglia probabilmente è perché si è stufato di farvi studiare alemanzo sandroni.

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    Davide

    04/10/2014 15:41:53

    Un libro forse contraddittorio, nel senso che la storia nel complesso a me è assai piaciuta, e gli stessi temi trattati (anoressia e ambizione dei padri, tema dell'handicap) facevano presupporre un capolavoro (anche alla luce dei premi vinti, il Campiello e lo Strega). Lo stesso linguaggio cambia magistralmente, passando per le tre diverse fasce di tempo, infanzia, post e maturità. Peccato per il finale, è mancata lì, secondo me, la ciliegina sulla torta

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    Roberta M

    04/10/2014 15:21:18

    Devo dire che, rispetto ai premi vinti, è un libro che mi ha non poco deluso. Cambiamenti d'umore repentini... un finale che non è né carne né pesce. Lo stesso linguaggio non è che sia così impeccabile ( fra verbi al limite e sviste) ... sono rimasta perplessa. ma così è! peccato, perchè la trama non era male, ma è il modo di narrazione accattivante che è mancato. E poi che mi rappresenta parlare di masturbazione così?

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    Luigi

    30/09/2014 23:53:23

    Romanzo che già dal titolo lascia prevedere una sola protagonista: la solitudine; che poi essa solitudine possa avere come interpreti due bambini prima, due ragazzi poi, due adulti dopo è solo un modo abile da parte dell'autore di differire la causa da cui scaturisce, ovvero l'accettazione del DIVERSO da sè. Ci sono poi delle variabili nel nascere diversi, come nascere ritardati: è il caso di Michela la sorellina di Mattia; diventarlo per motivi fisici: è il caso di Alice; o per motivi personali: Mattia è un precoce genio della matematica. Il romanzo è costruito infatti attraverso una serie di concatenazioni che si basano su rapporti di causa-effetto con, sul fondo, una visione meccanicisticamente determinata dell'esistenza. Mattia (ma anche Paolo Giordano ndr) è un matematico e si rifà palesemente ad una visione neopositivistica dell'Esistenza, in cui Dio e la Provvidenza sono esclusi e quindi a dettare le leggi nel suo universo è soltanto il caso. Il ragazzo erige una barriera razionale nei confronti del mondo, con la matematica sempre pronta a difenderlo in ogni circostanza. Così è possibile dare spiegazioni razionali alla realtà, ma non modificarla: l'unica soluzione è ritirarsi nelle sale dorate del proprio mondo "virtuale" ignorando quello reale. Tuttavia come in tutti i rapporti causa-effetto occorre risalire alla causa-prima che nel caso specifico è la VERGOGNA, magari per aver imbrattato la tuta da sci (Alice) o per una sorellina ritardata che non si vuole con sè perchè troppo diversa (Mattia). Se poi questa vergogna viene imposta dai genitori cui si deve obbedire controvoglia, ecco che con ragionamento ipotetico-deduttivo si è trovata la causa primaria: il difficile rapporto tra genitori e figli. L'anoressia di Alice e la misantropia in Mattia sono solo epifenomeni che hanno il loro acme nella solitudine di entrambi, solitudine che viene infranta quando il caso decide di farli incontrare. Libro interessante e scritto abbastanza bene, ma non un capolavoro

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    elisa

    09/07/2014 21:20:22

    Mah, con tutta la carne che era stata messa sul fuoco mi aspettavo un gran finale, con una morale da ricordare per sempre, invece.... Due persone complicate da una vita complicata che si incontrano e... e nulla, non succede nulla, non passa nulla, non lascia nulla. Se vi aspettate una morale come me, molto meglio "Veronika decide di Morire" di Coelho.

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    cris

    04/06/2014 13:02:43

    Non ci siamo proprio, capisco soltanto l'autore che da principiante ha provato a scrivere un romanzo magari toccando argomenti più grandi di lui.. Non capisco invece tutta questa pubblicità.. Meno ancora i riconoscimenti... Incredibile poi pensare che alcuni insegnanti consigliano il libro ai suoi alunni!! Solo per i curiosi (come me)

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  • Paolo Giordano Cover

    Nell'anno accademico 2006-2007, ha conseguito la laurea specialistica in fisica delle interazioni fondamentali presso l'Università degli studi di Torino. Ha vinto una borsa di studio per frequentare il corso di dottorato di ricerca in fisica delle particelle, presso la Scuola di dottorato in Scienza e alta tecnologia del medesimo ateneo. È autore del romanzo La solitudine dei numeri primi (Mondadori, 2008 - Premio Campiello Opera Prima, Premio Fiesole Narrativa Under 40 e Premio Strega 2008).Un suo racconto è incluso nell'antologia Dignità! Nove scrittori per Medici Senza Frontiere (Feltrinelli 2011).Tra gli altri suoi romanzi ricordiamo Il corpo umano (Mondadori 2012),  Il nero e l'argento (Einaudi 2014) e Divorare il cielo (Einaudi 2018).La solitudine... Approfondisci
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