Sono stato l'assistente del dottor Mengele

Miklos Nyiszli

Traduttore: A. Fonseca
Editore: DeltaEdit
Collana: Memento
Anno edizione: 2013
In commercio dal: 14 gennaio 2013
Pagine: 192 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788890267949

17° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Storia e archeologia - Storia - Storia militare - Seconda Guerra Mondiale

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Recensioni dei clienti

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    Gloria

    19/03/2013 15:03:10

    Dalle righe si percepisce la profonda sofferenza e il dolore di tutti i giorni vissuti nel campo di sterminio, attenuati dall'utilizzo sistematico di pesanti sonniferi. La scelta di dichiarare la sua qualifica di medico anatomopatologo gli salva la vita e la sua collaborazione forzosa con i nazisti gli permette di essere a conoscenza in anticipo dei piani relativi allo sterminio progressivo e sistematico dei deportati. Riesce così a salvare la vita anche della moglie e della figlia, anch'esse prigioniere, pilotandone il trasferimento altrove. Dalla prosa si evince come nell'uomo, in circostanze drammatiche, vinca l'istinto di autoconservazione. Sorprende la lucidità mentale di questo medico, nonostante il contatto diretto con questa realtà terrificante.

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    eugenio ferrero

    08/02/2013 20:31:10

    Il libro espone in uno stile asciutto, quasi secco, una delle esperienze più atroci: avere visto la morte di migliaia di persone, le torture di donne, bambini, crudeltà inutili quanto malvage di una figura infernale. E' un'opera indispensabile per conoscere da una testimonianza diretta gli orrori di Auschwitz. Questo libro, insieme al Sonderkommando di Shlomo Venezia, è basilare. L'autore non indugia su particolari raccapriccianti, ma l'orrore sprigiona dai fatti in sé, senza bisogno di commenti particolari. Non manca qualche leggera nota di humor, sempre nero, tragico. Ma soprattutto emerge la capacità di conservare l'umanità, la pietà, i valori di una civiltà straordinaria in un mondo che rinnegava ogni valore umano in nome della morte e della distruzione, per far vincere una follia paranoica che coinvolgeva centinaia di persone e si sforzava di coinvolgere tutti nel delitto e nell'ingiustizia. Miklos dimostra, come Levi, come Anna Frank, come Wiesel, che è possibile non solo sopravvivere, ma mantenersi esseri umani in mezzo a gente che ha abiurato ogni umanità, per idolatrare ideologie assurde e criminali, per sfociare in paranoie mortifere.

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    monica

    28/01/2013 16:38:15

    Patologo ebreo considerato un genio nel suo campo da Mengele e per questo gli fu risparmiata la vita ma ad un prezzo costosissimo. Lavoro' fianco a fianco ad uno dei piu' grandi criminali della storia, esperimenti medici, mutilazioni massacri sofferenze, un racconto crudo inquietante, la sua vita all'interno di un krematorio di Auchwitz.

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