Sopravvivere alla crisi. Sette lezioni di vita

Jacques Attali

Traduttore: E. Bitossi
Editore: Fazi
Collana: Le terre
Anno edizione: 2010
Pagine: 185 p., Brossura
  • EAN: 9788864111049
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    gianantonio

    21/09/2013 13:51:26

    Che aiuto nei momenti di sconforto che ho attraversato.Lo "ri-uso" al bisogno.

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Jacques Attali, giornalista, esperto di economia, già consigliere di Mitterand e primo presidente della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, è uno degli intellettuali più autorevoli e più ascoltati del nostro tempo. Dopo il grande successo del suo ultimo saggio, La crisi, e poi?, l’economista algerino torna a riflettere sulla crisi finanziaria del 2008 e ne analizza le numerose implicazioni non solo economico-sociali, ma anche nazionali, collettive, psicologiche e personali. La proposta di Attali si riassume in queste sette lezioni di vita, vere e proprie “istruzioni per l’uso” contro tutte le crisi, una sorta d’inventario sistematico di tutte le minacce alla nostra vita, create da un ambiente ostile.
Attali indica nel rispetto di sé e nell’intensità del vivere ogni momento “come se fosse l’ultimo” le prime due leggi di tipo psicologico per accettare prima, e reagire poi, a qualunque stato di crisi. Voler esser protagonisti del futuro e darsi una prospettiva, almeno ventennale, sono i primi due consigli, essenziali, per dare il via alla rinascita. Le due mosse successive sono l’empatia, ovvero una sorta di “altruismo interessato” che preveda il calarsi nei panni del nemico per riconoscerne pregi e virtù, e in seguito la resilienza, un termine di gran moda oggi, nelle discussioni dotte intorno alla crisi economica. Resilienza significa resistenza alle minacce, stare pronti a costituire difese, riserve economiche, piani alternativi, abbondanza e sicurezza a sufficienza, a seconda del tipo di crisi da affrontare.
Secondo Attali, lo scenario economico globale per il 2010 e il 2011 resta incerto, niente però sembra fermare il declino dell’Occidente. Assisteremo a una decrescita causata dalle perdite che le banche non riusciranno più a coprire per insufficienza di fondi propri, che si rifletterà sugli Stati, a loro volta privi dei mezzi necessari alla ricapitalizzazione degli istituti di credito. Il tutto senza controlli di alcun tipo e senza che nessuna autorità legislativa, né nazionale né mondiale, sappia porre i vincoli necessari. I rischi sono quelli di consumi fermi e stagnanti, di patrimoni bancari ridotti all’osso, di ulteriori aumenti dei debiti pubbici degli Stati occidentali, con una risalita dei tassi d’interesse e una perdita di fiducia degli investitori nei buoni del Tesoro.
Di fronte a questo crisi prolungata, quali sono le strategie da adottare? Oltre alle quattro vie già indicate, l’autore indica altre tre strade per la sopravvivenza: creatività, ubiquità, e pensiero rivoluzionario. La creatività serve a trasformare un problema in una sfida da superare, a fare della mancanza l’occasione per innovare; l’ubiquità è necessaria a lasciare che per un po’ le altre imprese, nazioni o individui abbiano la meglio senza lasciarsi sopraffare; quando poi nessun’altra via d’uscita dalla crisi fosse possibile, occorrerà ribaltare i tavoli, opporsi con tutti i mezzi, rischiare tutto per legittima difesa: è questa l’azione rivoluzionaria. Se, per un’azienda in crisi, essere rivoluzionari può significare delocalizzare la produzione all’estero, per una nazione, potrebbe voler dire lanciarsi in una battaglia preventiva contro chi vorrebbe distruggerla (appaiono ben attrezzati in questo senso la Cina, la Russia, gli Stati Uniti e Israele).
Queste sette lezioni di Attali individuano così negli Stati Uniti, nell’Unione Europea e nell’India le aree geopolitiche che potrebbero sopravvivere alla crisi; e intravedono in alcune megalopoli mondiali come Londra, Tokyo, Parigi, Shangai, e Singapore, le città meglio preparate ad affrontare le sfide del futuro.