Il sorriso di don Giovanni

Ermanno Rea

Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
Pagine: 233 p., Brossura
  • EAN: 9788807888687
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Recensioni dei clienti

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    Serena

    30/06/2015 18:37:36

    Nella nota, l'autore chiede perdono a Flaubert...l'unico gesto di rilievo che chiude un libro irrilevante,inutile.Vero, tutto rimanda a Emma Bovary in prospettiva uguale e contraria, Emma è condannata dai libri,Adele devolve la sua vita ai libri, entrambe alla ricerca ossessiva di conferme alla propria bellezza. La protagonista di questo romanzo è però ben lontana dal pallore tragico che aureola la sfortunata Emma, Adele è presuntuosa, egocentrica, insopportabile, soltanto le voci dei libri saturano il vuoto della sua vita.Stanca presto di qualsiasi avventura esistenziale che diventa immancabilmente pretesto per un avventura erotica, spesso di basso profilo. Ci si chiede a che cosa le serva leggere tutti quei libri..forse ad autocompiacersi? Che altro aggiungere? La scrittura è passabilmente sapiente ( ecco perché do 2)ma incapace di riscattare personnaggio e storia..sì, caro Rea,le auguro che il grande Gustave la perdoni dall'altissimo dei Cieli..

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    Ivan

    23/05/2014 09:47:56

    Trae in inganno la quarta di copertina. In realtà è una storia d'amore, scritta molto bene, che utilizza come contorno l' "oggetto libro". Mi aspettavo di più. Comunque è un bel romanzo.

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    Alberto

    18/04/2014 14:08:16

    Dedicato ai lettori incalliti e accaniti come me. L'elogio alla carta, all'inchiostro, al profumo di un libro nuovo che si sfoglia appena preso dallo scaffale della libreria. E' vero l'Autore ha scritto di meglio, ma questo romanzo ti prende e non lo molli finchè non sei arrivato all'ultima pagina ben oltre la fatidica mezzanotte. Domando ai lettori: non vi ricorda la scrittura di Elena Ferrante? Potrebbero essere i luoghi geografici dove si svolgono i fatti, ma certe pagine fluenti mi fanno tornare alla mente l'autrice/autore misteriosa/o sotto pseudonimo.

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    Lina

    05/02/2014 00:44:57

    il romanzo ha un andamento altalenante: a volte sembra di avere in mano un capolavoro di lirismo, altre volte (molte, purtroppo) si ha l'impressione che l'autore abbia perso una grande occasione scivolando in un prevedibile canovaccio rosa. resta il fatto che il ritmo è fluente e il libro non si fa lasciare a lungo sul comodino...

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    Massimo Gatta

    31/01/2014 09:36:58

    Grandissimo Rea. Certo quest'ultimo libro non raggiunge i vertici assoluti di "Mistero napoletano", la straordinaria forza de "La dismissione", il fraseggio elegante e intenso de "La comunista"; è però un inno d'amore alla lettura, al libro cartaceo, alle librerie e per questo mi decido per un 5 anche "alla carriera" di questo gentiluomo della nostra migliore letteratura, scrittore di magmatica intelligenza, lettore sagace degli interstizi e dei dettagli anche minimali della realtà (politica) del nostro tempo. Leggetelo con la mente sgombra, nei tardi pomeriggi invernali, senza l'assillo del "capolavoro", che non è, ma dell'onesto manufatto di un grande scrittore, giornalista e intellettuale napoletano.

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