Traduttore: S. Cosimini
Editore: TEA
Collana: TEA mistery
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
In commercio dal: 20 settembre 2012
Pagine: 274 p., Brossura
  • EAN: 9788850229758
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Descrizione
C'è un biglietto dal significato misterioso accanto a corpo del vecchio Holberg, trovato col cranio sfondato nel suo appartamento di Reykjavik. Al commissario Erlendur, solitario cinquantenne divorziato, a cui vengono affidate le indagini, sembra un caso banale, ma non appena comincia a scavare nella vicenda emergono sul conto dell'uomo dettagli inquietanti che conducono a un passato torbido, fatto di stupri e di perversioni. Ma non solo. Indizio dopo indizio, Erlendur scoprirà che sotto una città apparentemente tranquilla si cela un mondo sotterraneo, macabro e sconosciuto: la "città dei barattoli", la sezione della facoltà di Medicina in cui un tempo venivano conservati organi umani a scopi scientifici e didattici...

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Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    Francesco

    18/03/2018 22:01:49

    Davvero un libro entusiasmante, finito in pochi giorni. La trama è solida e avvincente. Il punto forte è lo stile diretto, scorrevole, senza inutili fronzoli e abile a descrivere perfettamente atmosfere e personaggi con pochi tratti e a farti desiderare di leggere ancora un capitolo, e poi un altro ancora. Decisamente consigliato.

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    Anna Ferretti Evangelista

    08/03/2018 09:55:49

    Libro stupendo, per chi ama il genere giallo non può non leggere i libri di questo scrittore..

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    zombie49

    30/06/2017 18:25:43

    A Reykjavik un anziano è trovato ucciso nel suo appartamento, il cranio sfondato con un pesante portacenere. Accanto al cadavere c’è un misterioso biglietto lasciato forse dall’assassino. Holberg, che viveva solo, non è un cittadino esemplare: ha un passato di violenze e stupri. La foto della lapide di una bambina, morta nel 1968, e nascosta in un cassetto, è il primo indizio nell’indagine di Erlendur Sveinsson, l’investigatore incaricato del caso. Con certosina pazienza il poliziotto ricostruisce un antico stupro, e si mette sulle tracce di una seconda donna, forse anche lei violentata. Sotto il quartiere scoprirà un luogo macabro e sinistro: la “città dei barattoli”, dove sono conservati, a scopi medici e didattici, organi e reperti umani. E’ interessante la reale mappatura genetica della popolazione islandese, decisa dal governo x permettere lo studio di malattie ereditarie e rare, su cui Indriđason sembra non essere d’accordo. La storia è molto lenta e poco emozionante: non si capisce perché Erlendur si ostini a indagare su lontani reati, ormai comunque prescritti x il tempo trascorso e x la morte del colpevole. Gli avvenimenti sono improbabili: alcuni fatti sono semplici congetture, o supposizioni, di Erlendur, contestate dai suoi stessi colleghi; le coincidenze sono troppe x dare verosimiglianza alla storia. Sveinsson è il tipico detective hard boiled: divorziato e in pessimi rapporti con l’ex moglie, ha una figlia drogata e un figlio alcolista; è trascurato nel vestire, solitario, introverso e tormentato. La violenza sulle donne è un tema di attualità, e Indriđason racconta di molestie e stupri in tutte le possibili varianti. Secondo alcuni autori l’unica risposta è la vendetta, x quanto contorta e tardiva, ma a volte è forse meglio dimenticare un antico delitto x non creare nuove sofferenze. Apprezzabile l’atmosfera cupa come i cieli islandesi carichi di pioggia, che sembra riflettersi sullo stato d’animo dei protagonisti.

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    carla

    03/01/2017 11:27:33

    da tempo non leggevo un noir così intenso. davvero ottimo

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    mauro

    09/02/2016 22:16:56

    Splendido capolavoro del noir

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    mauro

    24/11/2015 17:31:57

    Semplicemente un capolavoro.

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    Isa

    19/11/2015 09:46:46

    "Erlendur non credeva alle premonizioni, nè alle visioni, nè ai sogni, nè alla reincarnzione, nè al karma, non credeva nemmeno in Dio, nonostante avesse letto la Bibbia piu' volte, non credeva nella vita eterna o che il comportamento in questo mondo avrebbe determinato il suo andare in paradiso o all'inferno. Trovava che la vita stessa offrisse gia' di per se' una combinazione delle due cose."

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    camilletta85

    07/02/2015 22:07:56

    Il primo della serie del commissario Erlendur, e si intuiscono già le doti di scrittura dell'autore e la forza magnetica delle sue storie e dei suoi personaggi, nonostante l'apparente apatia e malinconia che trasuda dalle terre islandesi che ne fanno da sfondo...anche se il paragone non regge rispetto ad altri gialli di Indridason (su tutti, La voce e La signora in verde), Sotto la città è un buon giallo, che parte dalla nota inquietante della raccolta in una mega banca dati delle informazioni genetiche della popolazione islandese...una "città dei barattoli" dove possono annidarsi misteri e drammi familiari e personali. Il voto non va sopra i 3/5 perché, come fatto già notare in altre recensioni del libro, risulta poco credibile che l'ispettore, di fronte alla morte di Holberg, abbia condotto le indagini su un filone passato senza interessarsi alle frequentazioni più attuali della vittima...Un colpo di fortuna più che una intuizione da poliziotto di razza...

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    ANDREA

    12/03/2014 10:55:39

    Bel giallo, ben scritto e bella storia. Molto avvincente e scorrevole

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    Roberta

    25/01/2014 09:46:06

    Non conoscevo questo autore, cercavo un bel giallo e, grazie al suggerimento di un amico, ho scoperto una serie accattivante e davvero coinvolgente.

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    elda

    11/12/2010 16:37:02

    Buon giallo che si legge piacevolmente.

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    Mauro

    23/02/2009 13:52:35

    Forse sono troppo affezionato a Mankell e al suo stile, ma questo libro non mi ha entusiasmato per nulla. La storia è piuttosto intricata per cui, a mio giudizio, avrebbe bisogno di un'esposizione più ampia e minuziosa invece di quella un po' affrettata e lacunosa che l'autore ci propone. Inoltre i personaggi sono tratteggiati in modo superficiale e altrettanto lacunoso per cui si conoscono i loro rapporti ma manca molto del come e perchè si sono sviluppati (es. quello di Erlendur con la figlia) e, infine, credo che non basti scrivere a ogni inizio di capitolo che piove, è quasi sempre buio e tira un vento gelido per descrivere (e soprattutto "far vivere") l'atmosfera di un Paese così particolare come l'Islanda. Non so se concederò a Indridason un'altra chance ...

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    erica

    29/05/2008 11:46:04

    Sarò voce fuori dal coro, ma nulla mi ha colpito di questo libro. La scrittura è piatta, quasi banale. Lo stile scolastico, impersonale. La trama è forzata e ben poco avvincente (direi anzi repellente) e da metà libro diventa prevedibile. I personaggi, che di umano hanno ben poco anche da morti, sono caricature dai nomi impronunciabili. Il tutto condito da un autocompiacimento trash spesso gratuito.

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    lalli

    27/05/2008 10:46:15

    SEMPLICEMENTE IL MIGLIOR LIBRO DI UN GIALLISTA DI RAZZA!

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    standbyme

    27/03/2008 09:49:51

    Senza tanti giri di parole si entra subito nel centro della scena che sarà il punto di partenza dell’indagine per scoprire l’assassino di un vecchietto nella propria abitazione. Fin dall’inizio si delinea l’interessante personalità del commissario che indaga sul delitto: investigatore duro, dai modi spicci, apparentemente poco sensibile ma che dimostrerà, man mano che il mistero si infittisce, un’umanità non da poco. A essere sincero sono rimasto perplesso che Erlendur, trovata nella casa della vittima una foto di una bimba che si scoprirà morta trent’anni prima, decida di indirizzare le indagini su fatti accaduti negli anni ’60. Forse questo è l’unico punto debole del romanzo: è poco credibile che abbia un così tale intuito da seguire una pista che apparentemente non centra nulla con l’omicidio ma che lo porterà sulla strada giusta. Per il resto la trama è ottimamente strutturata, personaggi molto ben delineati nel loro comportamento da cui traspare un’analisi psicologica credibile da parte dell’autore. Buona sia la prosa sia la suspense. Un thriller diverso ambientato in una terra a noi sconosciuta. Ancora una volta un ottimo autore nordico che va ad affiancarsi alla già ormai folta schiera di scrittori scandinavi che, fino ad ora, salvo qualche eccezione, non hanno deluso le aspettative.

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    fabio zanotti

    25/02/2008 15:59:52

    Veramente bello. Una trama da subito molto coinvolgente e ti tiene con il fiato sospeso fino all'ultima pagina. A chi è piaciuto consiglio Sjowall Maj con il commissario Martin Beck

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    nick

    05/10/2007 19:46:39

    Questo Islandese scrive divinamente. Già avevo avuto la fortuna di apprezzare "La signora in verde". Questa è una nuova magistrale rappresentazione delle tragedie che allignano anche in una apparentemente tranquilla e sonnecchiosa Islanda. Ogni altra parola non varrebbe a magnificare questo splendido romanzo, per forma e sostanza. Da tenere e conservare nella biblioteca. Voto 5 e lode.

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    Cristiano

    23/12/2006 18:44:33

    Senza dubbio un ottimo libro. E' passato più di un anno da quando l'ho finito ma ho ancora nidite le immagini di questo libro, acquistato per caso solo perchè era un autore islandese (sono Innamorato del paese dei ghiacci), è stata una lietissima sorpresa scoprire questo giallo che racconta molto bene i "vizi" della società islandese e la loro mania per lo studio delle malattie genetiche. Un libro che consiglio a tutti, una lettura che non annoia e che ti proietta nella capitale Reykjavik. Ora stò per accingermi alla lettura della Signora in Verde, sempre di Indridason.

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    Matteo Tarsi

    29/11/2005 19:17:46

    RAgazzi, questo sì che è un noir con i fiocchi (ed i controfiocchi). Accidenti! Non sono riuscito a staccare gli occhi dalle pagine così piene di stile sino a quando non l'ho finito a tempo di record!!! E' VERAMENTE uno dei migliori gialli in circolazione. Spero presto che traducano anche gli altri cinque... PS Ovviamente lo consiglio VIVAMENTE a chi piace, anche un poco, il genere perchè è un libro che ti tira dentro come un vortice...

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    Andrea

    25/10/2005 12:09:18

    Gran bel romanzo. Tensione palpabile, atmosfere cupe, personaggi forti e decisi, stile asciutto ed efficace. Tutto in questa storia sembra essere avvolto da una leggera patina di freddo distacco nordico, ma in numerose occasioni questo ghiaccio superficiale si incrina e dalle profonodità emerge un turbine di emozioni: a volte si tratta di torbidi vizi, a volte di amorevoli passioni. Un libro consigliato a tutti perchè va oltre i confini del genere giallo.

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