La sovranità assente

Barbara Spinelli

Editore: Einaudi
Collana: Vele
Anno edizione: 2014
In commercio dal: 25 novembre 2014
Pagine: XVI-74 p., Brossura
  • EAN: 9788806224233
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Descrizione
Come è stato possibile che si sia finiti col parlare d'Europa come di un sogno da cui meglio sarebbe risvegliarsi? Secondo Barbara Spinelli l'Europa è a un bivio ma si comporta come se non lo sapesse. Il tuonare dei governi contro gli eurocrati distruttori del sogno europeo è una scusa per nascondere le loro responsabilità. La trojka che ha vessato Grecia, Portogallo, Irlanda, è una loro creazione e lo è anche il Fiscal compact che incombe sulle nostre già fragili finanze. Sono gli Stati ad aver deciso di rispondere alla crisi scoppiata nel 2007 uccidendo la vocazione solidale dell'Unione, ignorando le ragioni per cui nacque, opponendo i paesi forti del centro alle sue nuove periferie. Occorre ripartire dalla visione del Manifesto di Ventotene per far si che il Parlamento europeo esca dal suo sonno e scriva finalmente la Costituzione che i cittadini europei non posseggono e cui hanno diritto. Che metta l'economia e la moneta al servizio della politica e dei cittadini: non il contrario come avviene oggi.

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    Cinzia Cavallo

    12/12/2014 19:21:01

    Barbara Spinelli pubblica un saggio breve ed intenso per tentare di salvare un sogno quale fu l'Europa dei popoli. Il fallimento di quel progetto è di tragica evidenza anche per un mondo intellettuale che sia impegnato a far sopravvivere i valori e gli ideali del periodo costituente. Affarismo e globalizzazione figli di un neoliberismo senza freni hanno reso l'Europa un battibecco tra Stati interessati a mantenere i propri profitti e hanno spinto ideali ed idee funzionali in una zona grigia in cui poter solo resistere, ma non circolare nelle teste e nei cuori degli Europei. Se le idee non circolano, il contesto culturale avvizzisce; così quella cultura che insegnò ai primitivi a disciplinare il proprio mondo istintuale torna a cedere la propria forza alle pesanti emozioni del potere e questo fa saltare non gli squallidi interessi, ma la visione ideale che dovrebbe essere alla base di ogni sana Istituzione democratica. Una critica dura quella rivolta da Barbara Spinelli agli Stati nazionali "I Leviatani impazziti" e alla loro assenza di visione lungimirante che solletica gli egoismi nazionali e sacrifica il sogno comunitario di un'Europa dei popoli. La strada per un efficace rinnovamento della politica europea potrebbe indirizzarsi a cambiare le semplicistiche strutture mentali dei politici eletti senza dimenticare però che queste emanino dall'area ove opera l'animo umano che fatica sempre più a organizzare la propria azione sulla base di valori e ideali. In una fase fin troppo evidente di aurea mediocritas della classe politica, difficile invocare il miraggio di avere in Europa politici consapevoli, quando si sappia che chi venga inviato negli Organismi Comunitari abbia spesso una visione poco orientata al superamento degli interessi personali e nazionali.

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