La spedizione di Humphry Clinker

Tobias G. Smollett

Curatore: G. Mazzacurati
Editore: Einaudi
Collana: I millenni
Anno edizione: 1987
In commercio dal: 01/01/1997
Pagine: XLVIII-448 p.
  • EAN: 9788806599089
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recensione di Ventavoli, B., L'Indice 1988, n. 2

Compare finalmente in traduzione italiana uno dei testi più notevoli della narrativa inglese settecentesca. Tobias Smollett (1721-1771) di origine scozzese, molto noto in Italia per le sue velenose diatribe con il nostro Baretti, ebbe vita breve e complessa, segnata da un fedele attaccamento al mestiere dello scrittore, in ogni sua variante: fu polemista ma anche compilatore di immensi volumi storico-enciclopedici. Uscito nel 1771, e quindi dopo che Richardson, Fielding, Sterne e Goldsmith avevano pubblicato i loro capolavori, "Humphry Clinker" racchiude in sé tutta la forza innovativa dei testi che l'avevano preceduto e vi aggiunge una freschezza linguistica tutta nuova. Capolavoro del romanzo umoristico inglese, esso è la cronaca del viaggio picaresco e termale, attraverso l'Inghilterra, di una sgangherata famiglia della piccola nobiltà di campagna. Il patriarca modernofobo, lo studente di Oxford, la fanciulla pura e innamorata, la vecchia zitella devota e velenosa, il servo onesto e premuroso, il malandato guerriero in pensione, sono i protagonisti di una fitta corrispondenza con altrettante controparti. In un'abilissima struttura da romanzo epistolare - il genere che fece da anticamera alla poliprospetticità della narrativa novecentesca e diede un'enorme quantità di best sellers all'industria editoriale del XVIII secolo - emergono via via, oltre a curiose notazioni di viaggio, intrighi amorosi, avventure, agnizioni, accurate relazioni sugli odori e gli umori dell'Inghilterra settecentesca rurale e metropolitana, sulle sfide pamphlettistiche dell'esuberante vita politico-letteraria del tempo. Lettera dopo lettera, in un viaggio poco esotico e molto sentimentale, di lento avvicinamento al nord scozzese, ricco di nostalgie bucoliche, ci troviamo di fronte a una fucina creatrice di moduli linguistici diversissimi: la serva sgrammaticata, la zitella strafalciona e bibbiomane, il candido sentimentalismo del cuore puro femminile e infine, soprattutto, lo smontaggio umoristico del linguaggio omologato della vita cittadina. In "Humphry Clinker" Smollet ci consegna non solo gli elementi tradizionali del romanzo settecentesco ma anche preziosissime descrizioni dell'Inghilterra avviata trionfalmente verso la rivoluzione industriale e del mondo della 'gentry' votato alla decadenza. Per il lettore moderno è questa una grande occasione di esplorare uno dei testi capitali dell'umorismo settecentesco, ma anche di ritrovare la straordinaria densità contenutistica che caratterizzava il neonato romanzo moderno, in cui alla trama e ai caratteri dei personaggi si sommavano le intenzioni del pamphlet, dell'istantanea sociale, dell'informazione economica, del saggio, della descrizione geografica, della notazione botanica.