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La spiaggia

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Paese: Italia; Francia
Anno: 1954
Supporto: DVD
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DVD
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Le reazioni e il comportamento del mondo borghese su una spiaggia alla moda, di fronte alla scoperta che una di loro è, in realtà, una prostituta.
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    Riccardo Esposito

    15/05/2016 19:26:27

    A mezza strada fra melodramma e "commedia di costume alla francese", spesso ingiustamente sottovalutata, è in realtà una pellicola fondamentale del cinema italiano degli anni '50, pungente satira dell'ipocrisia della media borghesia dell'epoca. Girato sulla Riviera Ligure di ponente -- nel savonese, fra Finale Ligure, Spotorno e Varigotti (spiaggia del Malpasso).

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    Riccardo F. Esposito

    01/08/2014 13:02:03

    A mezza strada fra melodramma e "commedia di costume alla francese", spesso ingiustamente sottovalutata, è in realtà una pellicola fondamentale del cinema italiano degli anni '50, pungente satira dell'ipocrisia della media borghesia dell'epoca. Si tratta anche del miglior risultato ottenuto sino ad allora con il sistema di colore Ferraniacolor. Girato nel savonese (Finale Ligure, Spotorno, Spiaggia del Malpasso-Varigotti).

  • Film in bianco e nero
  • Produzione: Titanus Distribuzione Video, 2011
  • Distribuzione: Eagle Pictures
  • Durata: 107 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 1.0 - mono)
  • Formato Schermo: Full screen
  • Area2
  • Alberto Lattuada Cover

    Fotografo, sceneggiatore e regista italiano. Figlio del musicista Felice, fa parte del gruppo antifascista legato alla rivista milanese «Corrente» per la quale lavora come critico insieme a L. Comencini, con cui fonda la Cineteca Italiana. Passa dietro la mdp nel '42 adattando Giacomo l'idealista da E. De Marchi. Autore di primo piano del neorealismo nel dopoguerra, si distingue per i temi crudi, l'azione e un certo grado di spettacolarità a cui ricorre in Il bandito (1946), Senza pietà (1948) e Il mulino del Po (1949), nei quali sfrutta i canoni e le suggestioni figurative del film di genere hollywoodiano – in particolare il gangster e il noir – per raccontare storie di crimine, corruzione, prostituzione, razzismo, scioperi, disoccupazione, ingiustizie e amori impossibili. Particolarmente... Approfondisci
  • Martine Carol Cover

    "Nome d'arte di Maryse Mourer, attrice francese. Dopo una breve e fortunata carriera teatrale (Fedra; La via del tabacco), nel 1943 passa al cinema, dove si afferma più per le sue esibizioni audaci (La femme aux loups, La donna dei lupi, 1943, di R. Pottier; Gli amanti di Verona, 1948, di A. Cayatte) che per le indubbie doti di interprete. Il suo successo e la sua fama sono legati per anni al personaggio piccante di Caroline Chérie (1950) di R. Pottier e derivati (Le belle della notte, 1952, di R. Clair; Nanà, 1954, di Christian-Jacque); in seguito affronta anche ruoli più complessi e sfumati (La spiaggia, 1954, di A. Lattuada; Lola Montès, 1955, di M. Ophüls)." Approfondisci
  • Raf Vallone Cover

    "Propr. Raffaele, attore italiano. Già calciatore e giornalista, viene scelto da G. De Santis come interprete di Riso amaro (1949). Questo e altri film «neorealistico-popolari» (Non c'è pace tra gli ulivi, di G. De Santis e Il cammino della speranza, di P. Germi, 1950; Anna, di A. Lattuada, 1951, e Roma ore 11 di De Santis, 1952) gli consentono di abbozzare con efficacia un personaggio rude e sanguigno e gli aprono le vie del successo internazionale (Teresa Raquin di M. Carné, 1953; El Cid di A. Mann, 1961; Fedra di J. Dassin, 1962, e, soprattutto, Uno sguardo dal ponte di S. Lumet, 1962). Tra gli altri suoi film italiani si ricordano: La spiaggia (1953) e Guendalina (1957) di Lattuada, La garçonniere di De Santis, e La ciociara di V. De Sica (1960). Negli ultimi anni si dedica soprattutto... Approfondisci
  • Mario Carotenuto Cover

    Attore italiano. Sfida l’arena dell’avanspettacolo prima di mettere piede nel cinema nel 1950 con una piccola parte che inaugura una strepitosa carriera di spalla e caratterista romanesco che, pur senza interpretazioni memorabili, lo vede presente in 158 pellicole dagli anni ’50 ai ’90. Attore instancabile, gira anche diciassette film in un anno, padroneggiando soprattutto i toni comici ai limiti del grottesco e tratteggiando una maschera di serioso cialtrone dalla sicumera logorroica e pomposamente assertiva. Capace di vertiginosi e disinvolti cambi di registro, in sei lustri passa da Totò (Destinazione Piovarolo, 1954, di D. Paolella) ai Pierini dei film trash anni ’80. Lo si ricorda anche in Lo scopone scientifico (1972) di L. Comencini. Approfondisci
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