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recensione di Grottanelli, C., L'Indice 1994, n. 3

In un saggio del 1985 Mario Liverani studiava il tema degli esploratori e dei presagi così come lo presentano testi neoassiri relativi alla leggendaria dinastia di Akkad, fondatrice del primo "impero" mesopotamico. In quei racconti, i due re Sargon e Naram-Sin, trovandosi davanti a un popolo nemico, interrogano una fonte umana (mercanti, un esploratore) e una fonte divina (sogni o presagi) prima di agire. Nei testi su Sargon, l'informazione umana è scoraggiante, mentre il parere divino è favorevole; il re parte all'attacco e vince; nei testi su Naram-Sin, l'informazione umana è incoraggiante, ma i presagi divini, interrogati "sette e sette volte", sono negativi; il re parte all'attacco ed è sconfitto; più tardi, avuti presagi favorevoli, vince; ma alla fine soccomberà, trascinando con se il suo impero. Morale: non bisogna agire se i presagi divini sono sfavorevoli: nemmeno se sul piano umano l'informazione raccolta è incoraggiante.
All'informazione raccolta con mezzi umani (anche mediante mercanti o esploratori) sui (potenziali) nemici in un diverso ambito del mondo antico (in Grecia fra il 500 e il 336 a.C.) era dedicato il volume dello storico americano Chester G. Starr, intitolato "Political Intelligence in Classical Greece", e pubblicato a Leida nel 1974. Corrado Petrocelli lo ha tradotto in italiano facendolo precedere da un proprio saggio dal titolo "Il sorriso del lupo" e da una ricca nota bibliografica. Saggio e nota sono utili, anzi necessari, perché il libretto di Starr, chiaro, ben organizzato e di piacevolissima lettura, tende a presentare un quadro molto uniforme dello spionaggio antico, con l'attenzione sempre rivolta all'Intelligence degli stati moderni. L'impostazione d'altronde non stupisce in uno storico che (per dirla con Antonio La Penna, citato qui a p. 53) ebbe "esperienza diretta di affari pubblici", dirigendo, durante la seconda guerra mondiale, dal 1943 al 1945, la sezione storica presso il quartier generale della Quinta Armata in Italia; e nel 1948 pubblicò appunto "A History of the Fifth Army", 1943-1945. "Esperienze del genere, osserva ancora La Penna, per uno storico..., se non portano a deformare il passato attraverso il presente, riescono utili".
Nel saggio di Petrocelli appare un elemento che manca quasi nel libro di Starr: lo sviluppo diacronico, illustrato mediante una rapida carrellata attraverso la storiografia greca da Erodoto a Tucidide a Senofonte, con particolare attenzione ai mutamenti in fatto di spionaggio e di etica bellica avvenuti nel corso del conflitto fra Atene e Sparta. E se la breve introduzione di Luciano Canfora ("Un mestiere controverso") riporta a un confronto, sulla "guerra preventiva", fra passato greco e storia a noi contemporanea, ciò avviene senza nessuna concessione all'appiattimento "modernizzante".
I tre autori del libro non menzionano nulla di simile a quell'intreccio di parere umano e di sanzione divina su cui s'interrogava Liverani nel saggio del 1985. Eppure sarà utile ricordare che anche in questo il mondo antico è abbastanza compatto e si differenzia dal moderno. Lo mostra non tanto il confronto romano citato a suo tempo dallo stesso Liverani (il racconto liviano della disfatta dell'Allia), quanto proprio la pratica greca dei sacrifici divinatori prima della battaglia, su cui forniscono informazioni sistematiche e coerenti storici come Erodoto e Senofonte.

Lo spionaggio politico nella Grecia classica - indagine sull'utilità, il ruolo e la tecnica dell'informazione riservata nella politica dell'antichità - è del 1974.