Lo spirito del terrorismo

Jean Baudrillard

Traduttore: A. Serra
Collana: I fili
Anno edizione: 2002
In commercio dal: 01/01/2002
Pagine: 45 p.
  • EAN: 9788870787504
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    Lorenzo Panizzari

    11/11/2012 14:59:07

    La sintesi giustifica la semplificazione, ma non il semplicismo: lo scritto è totalmente inadeguato per l'argomento che si propone di trattare; si legge in mezz'ora e non vale nemmeno questo tempo. Concetto base: la potenza egemone getta le basi della sua caduta a partire dal suo interno; tutti vogliamo vedere l'egemone cadere (analisi/consideraz al ribasso di Soc.Occid decadente) e sono lieti che l'11/9 sia imputabile all'esterno perché ci pulisce le coscienze [dati a supporto? Indagini/analisi?]. In questo scenario emerge il terrorismo come lotta asimmetrica [concetto stranoto da Bull in poi] dove la mondializzazione affronta i suoi aspetti negativi [è sempre bello quando i dominatori si scontrano con la propria nemesi, per giunta interiore]. I terroristi sono soggetti integrati che sfruttano gli strumenti della modernità per minare la società occidentale mostrandole la sua debolezza: i "ribelli" valorizzano la morte mentre la società valorizza solo vita/utilitarismo [in qst modo inserisce una sorta di trascendentalità non religiosa in atti totalmente umani ed utilitaristici, ma di cui manca qualunque analisi in questo senso]. Qualche pagina sui soliti temi di uso-abuso-distorsione di immagini e media ed un paio di dotti riferimenti (il terrorismo come scrittura automatica e la guerra come proseguimento dell'assenza di politica con altri mezzi) chiudono uno scritto meno che banale.

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