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Abraham Yehoshua

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788806174132
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Recensioni dei clienti

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    nihil

    23/03/2017 15.31.31

    si legge benissimo, ma io ci ho trovati parecchi problemi: A) troppe trame contemporaneamente, alla fine nessuno portata a compimento B) certi episodi sono a se stanti, come se fossero messi l' per allungare il libro, tipo la storia dell'aspirapolvere o la storia personale del cacciatore druso C) chi non è a conoscenza dei fatti arabo palestinesi israeliani ci si perde, era bene fare degli escursus esplicativi, anzichè insistere su dialoghi in arabo D) alla fine, visto che le donne protagoniste sono diverse...chi è la sposa liberata? si rimane con questa domanda.

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    Anna Olivari

    12/12/2015 23.21.34

    Nonostante i voti alti per questo libro io non l'ho trovato così bello. C'è troppa carne al fuoco e alcuni personaggi che sembrano indispensabili sono poi abbandonati ad esempio l'autista arabo viene liquidato con poche parole e nessuna compassione per il nipotino ferito. Nell'insieme è un bel libro che ripete molti temi già cari a Yehoshua, anche qui sempre una bella coppia molto simbiotica che nei momenti in cui sono soli sentono molto la mancanza, lui sottomesso che pulisce la casa e lava anche le tende (ma a cosa serve la donna di servizio?)la moglie giudice a tratti è insopportabile, classica moglie viziata alla Yehoshua. La storia del figlio che è stato ripudiato ma ama ancora la ex moglie è un pò poco credibile come anche il chiarimento con un perdono frettoloso e un pò troppo automatico. Descrizione dei luoghi e delle atmosfere molto bello, il viaggio nei territori occupati. Anche dopo che termini il libro avresti voglia di sapere qualcosa di più. Rimango sempre dell'idea che il libro più bello sia L'amante.

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    Alessandra

    21/07/2014 17.27.54

    Libro non facile (sono pur sempre 600 pagine...), ma denso di emozioni. Una storia d'amore interrotta bruscamente; la ricerca delle ragioni nascoste, unico modo per trovare la pace. Certo, può risultare a volte difficile comprendere appieno il mondo narrato, ma vale la pena provarci. Una lettura consigliatissima...

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    PROT

    19/07/2014 21.20.06

    Avrei tantissime cose da dire... mi limito... libro bellissimo, autore straordinario... (anche se "Ritorno dall'India" mi è rimasto nel cuore)... ho la conferma di uno dei miei autori preferiti(insieme a Oz, Pamuk e Murakami)... dopo avere letto i suoi libri, è difficile trovarne altri di tale livello... grandissimo

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    Anna

    21/04/2014 16.30.02

    Uno dei più bei romanzi della letteratura contemporanea, dove la storia personale del protagonista si intreccia con le vicissitudini di due popoli che tentano di convivere in un difficile equilibrio di scambi reciproci. Meraviglioso lo stile che, apparentemente lieve e distaccato, scandaglia con insolita profondità i profili dei personaggi. Egregia la traduzione. Finale "fenomenologico".

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    Annarita

    15/11/2012 23.32.48

    Ho letto diversi libri di Yehoshua e tutti si sono rivelati ricchi e articolati, mai banali o superficiali; i suoi romanzi hanno una dimensione di ampio respiro, sono sinfonie di parole e di temi. La ricerca della conoscenza e l'inclusione ed il rispetto per gli altrui universi sono uno dei tratti distintivi di un autore consapevole e attento alla ricchezza e alla varietà dell'umanità, nonché alle sue mille identità. Questo scrittore, forse il mio preferito, con la sua scrittura generosa è capace di condurre il lettore fra le infinite pieghe dell'animo umano e delle società in generale, di esplorare con lui le difficoltà dei rapporti umani e passo dopo passo, svelamento dopo svelamento di mostrare la verità: la bellezza e la ricchezza della vita stanno proprio nella sua complessità e nell'inevitabilità delle difficoltà. Ogni sua lettura suscita interrogativi: quali e quante sono le spose liberate (o liberatrici, come è nel testo ebraico)? La nuora prigioniera del suo segreto? La studentessa araba condannata da un matrimonio organizzato a negare il suo vero amore? La vedova dello studioso vittima di un attentato rimasta in balia del suocero? La donna araba israeliana prigioniera del suo matrimonio in terra palestinese? O la moglie del suo maestro vittima e complice di un rapporto coniugale simbiotico e castrante? Le sue opere sono anche profondamente simboliche e i piani di lettura molteplici: la ricerca incessante della verità da parte del professor Rivlin, incapace di sopportare il dolore per il precoce e misterioso divorzio del figlio, o il suo studio sulle origini delle lotte civili e terroristiche in Algeria, condotto con l'aiuto di una fragile studentessa araba, possono essere letti come chiave allegorica dell'osservazione della situazione israelo-palestinese. Due ultime parole per il capitolo sul Dibuk: intenso e poetico.

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    Antonio

    29/05/2011 16.07.40

    Ormai è il terzo libro di Yehoshua che leggo ma devo dire che ogni volta mi stupisce e mi incanta. Anche in questo romanzo partendo da una situazione assolutamente minimalista, come potrebbero essere un divorzio e una crisi coniugale, riesce con ampio respiro a darci un'idea della terribile situazione che esiste in Israele e dei complicatissimi rapporti tra arabi e israeliani. Il tutto visto attraverso le lenti di un arcigno e pignolo professore universitario, di quelli che tutti noi abbiamo conosciuto (lavoro e fatica zero, tanti congressi, tanta autorevolezza). La storia è piacevolissima e si dipana rapidamente. E' un peccato che i sogni e le speranze di Yehoshua per un futuro senza più confini tra Israele e Palestina vengano purtroppo clamorosamente smentiti dai fatti e dalla Storia.

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    gianluca pusceddu

    13/05/2010 17.05.42

    Ma chi è la sposa liberata del libro? La sudentessa araba del professore universitario protagonista? La sua (ex) nuora? La moglie del suo mentore? Sua moglie? Oppure in un transfert fra generi potrebbe essere il figlio migrato a Parigi, oppure l'autista, oppure il capocameriere, oppure addirittura lui stesso. O magari, in una visione ancora più macro, potrebbe essere Israele, o specularmente la Palestina, liberi da vincoli e perciò destinati a convivere in pace. In Yehoshua mi sorprende sempre la capacità estrinsecare delicatamente i pensieri più reconditi che abitano la mente delle persone, magari proprio quelli che ci vergognamo persino di aver formulato. Gran bel romanzo, di ampio respiro, scorrevole nelle sue 600 pagine. Ma glielo danno il Nobel o no?

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    Mami53

    30/06/2009 19.18.47

    Lungo, com'è lunga e penosa l'angoscia di chi non sa cosa ha causato un fatto doloroso; profondamente umano nel desiderio ostinato di dare un senso agli avvenimenti; intenso anche nelle descrizioni minute e quotidiane. Una storia famigliare sullo sfondo di incerti rapporti fra arabi ed ebrei, dove lo sfondo non fa solo da cornice, ma rappresenta un secondo filo conduttore. Un capolavoro.

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    manvela

    04/09/2008 17.49.04

    Romanziere capace e generoso, Yehoshua non delude mai. Anche in questo libro i personaggi sono ben strutturati, l'intreccio è avvincente e l'elemento di mistero inchioda il lettore alle pagine che scorrono velocemente sotto i suoi occhi. Forse però la conclusione del romanzo perde un pò di smalto e appare leggermente incoerente rispetto al resto della narrazione: si fa più cervellotico; meno convincente. Questione di sfumature ma... peccato! Comunque un'ottima lettura.

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    philo

    02/07/2008 18.49.14

    Magnifico libro. Ho scoperto troppo tardi questo autore superlativo...... ma recupererò in fretta.

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    dany

    18/06/2006 18.56.08

    Ennesimo capolavoro! Romanticismo e psicologia mescolati a dovere. Nn siamo tutti uguali...

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