Sputerò sulle vostre tombe

Boris Vian

Curatore: S. Del Re
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
Pagine: 138 p.
  • EAN: 9788804555605
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Recensioni dei clienti

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    Cristiano Cant

    15/05/2017 05:25:50

    Abitare la sfrontatezza del limite senza un grammo di inibizione, elevarlo a normalità, ad abitudine, renderlo il cuore delle proprie giornate fino a estenuare ogni istante nel libero sfogo di ogni azione. Goderne e poi rincorrerne altri suoni, altre strade, quasi non ci fossero né tempo né pace nè altrui rispetto nel destino di un nero dalla pelle bianca. L'oppressione porta da sola alla vendetta, e qui si radica e si staglia il nervo portante della storia. Un uomo bellissimo, "la giacca sul braccio e lo sguardo magnetico", dentro un mondo di vizio e di facile denaro che pian piano lo risucchieranno oltre ogni controllo, oltre ogni morale sulle cose. Perché tanto: "Dio se ne sbatte". Si entra subito in una giostra di peccato, lussuria, divertimento e scialo, fra sbronze confezionate ad arte e scariche di erotismo senza riguardi, divertite e libere: "Quella ragazza aveva un corpo che avrebbe svegliato persino un membro del Congresso". Lee Anderson, il protagonista, è un uomo che non sa né aspettare né riflettere, la sua corsa è già decisa come in una natura già avversaria, nemica, madre dominante della sua vendetta. Dirà a proposito di suo fratello: "Pensava che a far bene si raccoglie bene, invece quando questo succede è solo un caso. Lui era una brava persona, troppo sentimentale, troppo umile". E allora prendere il tempo a morsi, divorato da voglie e vanità che lentamente lo incastreranno fino all'invitabile. Libro estremo, lirico e crudo come un collo rotto di bottiglia che ferisce i polsi e insieme li rianima, li sprona, perché la faccenda va conclusa comunque, ormai è deciso. Non c'è requie o ripensamento nel sangue di ogni rigo, non c'è margine per le corde del buonsenso, niente è concesso se non alla propria ragione, urtata e decisa da una sorte troppo antica per aprirsi, anche a spifferi lievi, su orizzonti tranquilli. Come conoscere prestissimo una condanna, e onorarla coi soli arnesi della propria condizione.

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    M.B.

    14/05/2011 11:24:06

    Per essere stato scritto in sole due settimane, e per scommessa per giunta, è un ottimo testo. Ben congeniato a livello di racconto, ben strutturato, con un intreccio narrativo che stupisce. Fatto sta che l'editore di Vian per aver voluto pubblicare un libro del genere (di "scandalo") deve aver avuto molto coraggio. E gli è andata anche bene, per la civiltà ottusa degli anni '50! Un ottimo testo comunque, lo consiglio a tutti coloro vogliano una storia con classico finale a sorpresa (anche se poteva essere scritto meglio), e uno stile rapido, discorsivo!

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    Pignoni

    14/01/2010 18:14:06

    Un noir del caldo sud americano. Un pulp-fiction scritto nel 1946 dove bourbon, eros e sangue scorrono a fiumi. L'erotismo dà i brividi, soprattutto quando la donna sembra irraggiungibile, soprattutto quando la si coglie e cattura solo per renderla vittima, vittima sacrificale di una lotta non solo di classe ma anche di razza, di quella America di quegli anni!

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    elena

    27/08/2007 17:30:54

    è un libro crudo, che ti lascia una strana sensazione... alla fine sai la storia del libro, di quello scrittore francese che si spaccia per americano, che è bianco e si spaccia per nero (o viceversa), che è stato scritto alle soglie degli anni 50... se non si sapesse tutto questo, sicuramente non avrebbe il suo perchè d'esistere. forse.

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    Paolo Franchini

    06/11/2006 12:32:03

    L'autore, sotto lo pseudonimo di Vernon Sullivan, lo scrisse per scommessa in un paio di settimane nell'estate del 1946. E' la storia di un certo Lee Anderson, un uomo di colore nato bianco (ebbene sì, ogni tanto capita anche questo) che vuole vendicare l'assassinio del fratello. Dopo aver preso in gestione una libreria, Lee riesce ad entrare nella cerchia "bene" dei bianchi della zona e con un amico inizia una serie incredibile di scorribande scabrose, fatte di alcol, musica e sesso violento. Avete presente quelli che chiamano "belli e dannati"? Bene, Lee Anderson e' uno di questi. Nemmeno il tempo di uscire che il romanzo divenne un best-seller. La censura, cosa inevitabile a quell'epoca, se lo pappo' in un boccone e il suo autore venne condannato per offesa alla morale. La critica lo fece a pezzi ma, nonostante tutto, di lì a qualche anno ne venne tratto un film. Per evitare problemi, a Boris Vian fu impedito di collaborare alla sceneggiatura. La cosa lo ferì a tal punto che un infarto se lo porto' via proprio nel giorno della "prima". Si legge in un fiato, credetemi. Ah, dimenticavo: i deboli di stomaco si tengano un secchio a portata di mano...

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    thorquemad

    28/04/2005 09:33:47

    Un libro geniale, scritto da un genio che voleva dimostrare al suo editore di essere tale. Le vicende che hanno accompagnato la creazione e la pubblicazione di questo libro sono entrate nella leggenda. Molta della letteratura "incazzata" del dopo-guerra deve parecchio alle divagazioni non surreali di Boris Vian... pardòn, Vernon Sullivan!

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    Claudio Francesconi

    13/04/2003 13:28:35

    Mi verrebbe da dire a tutti: leggete questo libro! Tutta la rabbia dello spirito del popolo di colore americano si accumula e allo stesso tempo si sublima in questo bell esempio di letteratura spudorata, forte, affascinante. Il risultato e' dirompente, come i passi anarchici delle canzoni di Vian... un libro breve e intenso che si legge tutto d un fiato. unico!

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