La stagione del gufo dorato

Annalina Molteni

Anno edizione: 2007
In commercio dal: 1 gennaio 2007
Pagine: 152 p., Brossura
  • EAN: 9788890284908
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Recensioni dei clienti

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    Marcello

    27/12/2007 11:50:45

    Un meraviglioso spaccato della vita di paese nel periodo tra le due guerre. Un libro che tutti dovrebbero leggere, dai più giovani ai meno giovani!

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    Clemente Bianchi

    28/07/2007 19:17:52

    ....buon libro, lo cercavo da tempo, finalmente e' stato ristampato! Una storia reale , una serie infinita di richiami e affreschi alla storia della pianura lombarda! Da leggere, una occasione per fare pace con la storia contadina!

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    Lara

    15/07/2007 17:59:04

    La stagione del gufo dorato, scritto da Annalina Molteni Guaita, premio selezione Montblanc nel 1990, è il primo racconto della collana “L’albero della memoria”. Si snoda tra gli anni 1922 e 1940, dall’avvento del fascismo allo scoppio del la seconda guerra mondiale. In quest’arco di tempo si compie la parabola della famiglia G… e dei suoi numerosi componenti: l’industriale socialista Pep e sua sorella Cecca, l’aristocratica Maria e l’inquieta Pepj, il sognatore Giovanni e il mondano Geno. Sullo sfondo del caratteristico ambiente padano di un tempo, le vicende prendono vita con poetica e dolente verità d’accenti, in uno dei tanti paesi nascosti l’uno dall’altro nella verde striscia della pianura lombarda, dove “i vivi parlano con i morti” e dove “tutto è certo e tutto è opinabile”. …da marzo a ottobre tre per sei faceva sicuramente diciotto; nelle sere d’inverno, al caldo umido della stalla oppure all’ osteria del Negher, nell’aria fumosa che sapeva acre di vino, poteva fare ventuno, ventisette o anche più... I boschi, le strade di polvere, i filari di gelsi, l’avviata fabbrica meccanica della quale la famiglia aveva tratto ricchezze e prestigio sociale: oggi è tutto scomparso, ma è rimasta sorprendentemente intatta e reale l’anima dei protagonisti, tesi alla ricerca della dimensione interiore che realizzi e giustifichi la loro vita. Sorretti, fino alla catastrofe finale, dallo stesso credo profondo e inattaccabile: l’essere contro l’avere. UN DELICATISSIMO E REALE AFFRESCO DELLA PIANURA ALTOMILANESE NEI PRIMI ANNI DEL SECOLO SCORSO

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