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Michela Murgia

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Editore: Einaudi
Anno edizione: 2021
In commercio dal: 2 marzo 2021
Pagine: 128 p., Brossura
  • EAN: 9788806249182

nella classifica Bestseller di IBS Libri Società, politica e comunicazione - Argomenti d'interesse generale - Problemi e processi sociali - Discriminazione sociale

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Gaia la libraia

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Questo libro è uno strumento che evidenzia il legame mortificante che esiste tra le ingiustizie che viviamo e le parole che sentiamo. Ha un’ambizione: che tra dieci anni una ragazza o un ragazzo, trovandolo su una bancarella, possa pensare sorridendo che per fortuna queste frasi non le dice più nessuno.

Di tutte le cose che le donne possono fare nel mondo, parlare è ancora considerata la più sovversiva.

Se si è donna, in Italia si muore anche di linguaggio. È una morte civile, ma non per questo fa meno male. È con le parole che ci fanno sparire dai luoghi pubblici, dalle professioni, dai dibattiti e dalle notizie, ma di parole ingiuste si muore anche nella vita quotidiana, dove il pregiudizio che passa per il linguaggio uccide la nostra possibilità di essere pienamente noi stesse. Per ogni dislivello di diritti che le donne subiscono a causa del maschilismo esiste un impianto verbale che lo sostiene e lo giustifica. Accade ogni volta che rifiutano di chiamarvi avvocata, sindaca o architetta perché altrimenti «dovremmo dire anche farmacisto». Succede quando fate un bel lavoro, ma vi chiedono prima se siete mamma. Quando siete le uniche di cui non si pronuncia mai il cognome, se non con un articolo determinativo davanti. Quando si mettono a spiegarvi qualcosa che sapete già perfettamente, quando vi dicono di calmarvi, di farvi una risata, di scopare di più, di smetterla di spaventare gli uomini con le vostre opinioni, di sorridere piuttosto, e soprattutto di star zitta.
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    Massimiliano

    19/04/2021 09:54:50

    Offre interessanti spunti di riflessione soprattutto a chi come me si definiva non maschilista, fino a quando ho letto questo libro. Quindi ho dovuto accettare che essendo nato e cresciuto in una società patriarcale, il maschilismo sia semplicemente presente in me e che riconoscendolo possa incominciare a mettere in atto la mia rivoluzione culturale. Grazie Michela e grazie al femminismo.

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    giorgio g

    19/04/2021 07:17:44

    Michela Murgia ci porta dove il femminismo più vieto trova albergo : “le astronaute sono Astrosamantha, nel nostro mondo un uomo è sicuro di sé, una donna è arrogante. Un uomo è senza compromessi, una donna è una rompicoglioni. Un uomo è assertivo, una donna aggressiva. Un uomo è stratega, una donna manipolatrice. Un uomo è un leader, una donna ha manie di controllo. Un uomo è autorevole, una donna è prepotente. Le caratteristiche e i comportamenti sono gli stessi, l’unica cosa che cambia è il sesso ed è in base al sesso che il mondo ci giudica e tratta diversamente.” ed anche: “si trovava su quel palco per ricevere un premio letterario, non per farsi inquadrare le tette. Credo che ce ne sia abbastanza per sconsigliarne la lettura.

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    R.C.

    15/04/2021 12:37:20

    È un pamphlet non sincero, un lungo elenco di livore. Non mi convince dal punto di vista letterario (lo trovo sbrigativo e furbo) e lo stesso dicasi dello spessore tematico.

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    Francesca

    13/04/2021 12:14:29

    Approfondimenti scarsi, incapacità totale di analizzare le problematiche alla base di ogni situazione, solo la volontà di cavalcare l'onda dello scandalo del momento. Prima combatteva il fascismo (come le ha detto Paolo Mieli, con ritardo di 70 anni), poi combatteva i sovranisti (dichiarandosi però sovranista sarda), poi l'omofobia (un tempo sosteneva politicamente adinolfi ora è per il gender fluid con la torre), ora s'impunta sul nulla (andrebbe risentita l'intervista del tgzero in cui sosteneva che il metodo pedagocico corretto per allevare un bambino e sostituirgli i soldati con le bambole). Mancanza di profondità e di concetto (lo dimostra l'incontenibile creatività di scrivere un libro che sembra un tweet per lunghezza, wow 128 pagine).

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    Franco

    11/04/2021 13:51:23

    Libro pieno di luoghi comuni sul femminismo. L´ unica nota alta viene dal tono arrogante e borioso, che dopo un pò stufa. Non ho finito di leggerlo.

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    Isabella

    10/04/2021 09:16:25

    Libro piuttosto scontato e banale, anche se ha il merito di mettere in evidenza il forte maschilismo nella nostra società Certo, il problema a mio avviso è più complesso e le donne stesse non aiutano. Io sono stata zittita - non in televisione come la scrittrice- molto spesso, da uomini, donne, sedicenti amiche, familiari.... Da leggere se non si ha di meglio da fare.

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    ManuTS

    07/04/2021 14:52:23

    Purtroppo che lo dica Murgia, Solnit o la mia corregionale Blasi quello che si dice in questo libro è vero. Lo testimoniano i dati che sono numeri, e su quelli non c'è contraddittorio. Che le parole dell'autrice siano poco gradevoli è vero, ma la barbarie non è gradevole. Voglio essere ottimista e scorgere spiragli di cambiamento. Lo spero tanto, ma i risultati ottenuti sono ancora deboli e fragili. Bisogna vegliare sulle nostre libertà che rendono migliori le donne e gli uomini di oggi.

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    Pasquale

    07/04/2021 07:46:45

    Arroganza, banalità, (pseudo) femminismo sposato solo perché vende. 128 pagine di nulla.

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    Carla

    02/04/2021 09:22:00

    Mi consola solo il fatto che l'ho letto, senza finirlo, in biblioteca

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    FP

    01/04/2021 12:53:33

    Letto tutto di un fiato, poiché scorrevole e di veloce lettura. Contiene qui e là le preziose spiegazioni logiche di (non della) Murgia su eventi che apparentemente sembrano normalità ma che invece, approfondendo il pensiero, in effetti non sono.E' sempre un piacere leggere questa autrice. Ho sognato di consegnarne una copia a tutta la mia (patriarcale) gerarchia aziendale il giorno in cui me ne andrò in pensione, quale regalo di congedo. Lo consiglio.

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    Plasenti A.

    31/03/2021 07:45:19

    Libro in bilico sulla sufficienza. Troppo duro dire che sia pessimo o dannoso, troppo aspro e arrogante in certe parti per definirlo buono. Murgia propone una serie di frasi, molte delle quali di uso comune, e fa un'analisi della comunicazione a tratti coerente e ben articolata, andando ad evidenziare certe distorsioni ormai insite nella comunicazione verbale. D'altra parte i passaggi da una sezione all'altra, al di là del recentisimo che sottolinea la fretta con cui è stato imbastito questo libricino, si dimostrano a tratti incoerenti e forzati (si veda il parallelo con la mafia). Per i più attenti al tema si tratterà di questioni scontate, ma il nostro tessuto culturale è ancora permeato da una certa visione della donna: ovvero la donna vista solo come una categoria a parte deputata a taluni ruoli ai quali non può svincolarsi, e il più delle volte vista come subalterno al maschio o suo strumento. È vero che l'analisi puntuale proposta da Murgia nel suo libro a volte è discutibile, ma è innegabile che nella visione complessiva si ritrovi una fotografia di una fetta importante, se non maggioritaria, della nostra società. Non è chiaro a chi sia rivolto il libro: se parla a persone che condividono il suo punto di vista rimane un libro inutile e ridondante. Se invece punta a parlare a chi si ritrova in mezzo, si pone alcune domande o dubbi, la funzione del libro si ferma a metà percorso, perdendosi in un linguaggio duro e categorico. Un libro consigliato tuttavia per chi volesse approfondire la questione femminile senza però prendere come vangelo le analisi proposte.

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    Maria

    30/03/2021 11:03:20

    L'evidenza è sotto gli occhi, anche se non di tutti; che fare quando di romanzi non se ne sanno scrivere più, ammesso che mai ci si sia riusciti (lo dico a ragion veduta, ho iniziato a "detestare" la Murgia subito dopo aver letto Accabadora)? Per salvare la popolarità acquisita ci si butta sulla tendenza del momento, il femminismo annacquato, quello facile da capire ai tempi di Instagram e analfabetismo funzionale, perché le femministe vere, come la De Beauvoir, sono troppo complicate. Mi chiedo come si possano spendere soldi per robe come questa.

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    Pietro D.

    28/03/2021 13:43:04

    Strumentale, inutile e artificioso. Ho amato questa scrittrice solo ne L’accabadora. Da allora, nulla più di rimarchevole. Peccato.

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    Leonardo

    23/03/2021 08:37:11

    Già dal titolo puzza di vittimismo. Ricordo bene l'intervista a Morelli, iniziata con un finto tono conciliante e minata di provocazioni, proprio per produrre chiacchiare e rumore. 128 pagine: proprio creatività incontenibile, il limite minimo per un libro.

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    Lisa

    19/03/2021 08:54:16

    Come sempre, Michela Murgia riesce a spiegare in modo semplice (ma mai banale) cose che tutt* noi abbiamo bisogno di conoscere. Se dovessi descrivere questo libro con una parola soltanto sarebbe "necessario".

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    Silvia L.

    18/03/2021 18:48:19

    È quasi offensiva, questa strategia di marketing travestita da pseudofemminismo. Non è questa la guerra che noi donne dobbiamo combattere. Pura retorica, dietro un linguaggio frizzante e arguto, ma che non è sufficiente a giustificarlo, questo libro. Rimpiango di aver speso per acquistarlo. Francamente, pagine pericolose per la causa delle donne.

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    maria

    18/03/2021 15:45:32

    sono molte le frasi tipo che le donne si sentono dire.... e tante sono sbagliate o offensive, impariamo a difenderci, questo libro ci aiuta

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    Mit_98

    16/03/2021 11:37:39

    Di "Stai zitta" si può dire che sia banale, scontato, prevedibile: ma credo che se nel 2021 ci sia ancora bisogno di ricordare che le parole fanno male, fino ad uccidere (moralmente), allora questo libro smette di essere banale e scontato. Un libro da leggere, rileggere e leggere ancora.

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    Francesca

    12/03/2021 16:39:17

    Un libro scomodo, aspro. Parole che scuotono la coscienza, che ti mettono in discussione. È esattamente questo che deve fare l' incontro con le parole dell' altro. Io non solo non l'ho trovato banale, ma essenziale e pungente al punto giusto...un punto che si trova al di là di dove ci troviamo e per raggiungere il quale dobbiamo, semplicemente, " saltare! Lo consiglio , lo passerò alle mie più care amiche .

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    elide apice

    11/03/2021 21:46:24

    letto in un paio di ore con la voracità di ri-scoprire le espressioni sessiste e depotenzianti del femminile che ci circondano. Brava,Murgia, capace di dire senza false remore, di aprire orizzonti, di indicare la via giusta per uan rivoluzione culturale

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    Scrittrice, intellettuale e conduttrice radiofonica (Radio Capital) sarda. Nel 2006 ha pubblicato con Isbn Il mondo deve sapere, il diario tragicomico di un mese di lavoro che ha ispirato il film di Paolo Virzì Tutta la vita davanti. Per Einaudi ha pubblicato nel 2008 Viaggio in Sardegna. Undici percorsi nell'isola che non si vede, nel 2009 il romanzo Accabadora con cui ha vinto l'edizione 2010 del Premio Campiello, nel 2011 Ave Mary (ripubblicato nei Super ET nel 2012), nel 2012 Presente (con Andrea Bajani, Paolo Nori e Giorgio Vasta) e nel 2012 il racconto L'incontro. È fra gli autori dell'antologia benefica Sei per la Sardegna (Einaudi 2014, con Francesco Abate, Alessandro De Roma, Marcello Fois, Salvatore Mannuzzu e Paola Soriga), i cui proventi sono stati destinati... Approfondisci
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