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Editore: Mondadori
Edizione: 13
Anno edizione: 2000
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788804485780
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Recensioni dei clienti

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    paolo

    11/01/2016 15.42.10

    Storiella molto ben sctitta ma non particolarmente originale.

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    AdrianaT.

    18/03/2015 09.10.41

    E ancora Piero Chiara, ancora i suoi personaggi limpidi, tragici e spassosi allo stesso tempo; ancora la sua ironia delicatissima, intelligente. Io, le atmosfere di Chiara le adoro, mi ricordano Fruttero e Lucentini, mi riportano a quelle belle sensazioni lì. E poi c'è sempre quel gusto per la carnalità, discreta, mai volgare, mai morbosa. È sempre una lettura piacevolissima per me, leggera, divertente ma incisiva; una commedia all'italiana sì, ma DOC.

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    Leopoldo Roman

    06/02/2015 17.28.11

    Riscoprire autori un tempo di successo e ora passati di moda, può riservare a volte delle belle sorprese. E' il caso di Piero Chiara, un autore di bestsellers da 4 milioni di copie, oggi sparito dalle librerie e dagli scaffali delle biblioteche. L'ho ripescato perché alcuni suoi romanzi sono ambientati nel lago Maggiore e volevo fare un confronto con il suo conterraneo Andrea Vitali, al quale Chiara viene spesso accostato. Ebbene, anche se l'ambientazione è spesso la stessa, anche se alcuni personaggi sono assimilabili tra loro tanto sono spassosi e a volte grotteschi (in genere donnaioli, imbroglioni, dissipatori, sfaccendati), credo ci sia una differenza sostanziale: le storie di Vitali sono divertenti e basta; quelle di Chiara tendono, dopo un avvio piacevole ed intrigante a trasformarsi, come appunto nella stanza del vescovo, in "un'amara favola morale".

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    Stefano Vaglio Laurin

    29/06/2013 12.47.19

    Vidi dapprima il film tratto dal romanzo e solo a distanza di quasi trent'anni, ne ho "consumato" il libro.Inevitabile che nella lettura si materializzassero ambientazioni e protagonisti della pellicola.Ne deriva un giudizio positivo ma non obiettivo:in particolare la caratterizzazione cucita addosso ai protagonisti e' davvero marcata per il ruolo loro attribuito;non so quanto di essa sia da attribuire alla capacita' descrittiva di Chiara e quanto mi sia stata regalata in anticipo dall'interpretazione di un grottesco Tognazzi e di una sensuale Ornella Muti.Lo scenario del lago Maggiore,ambito entro il quale si dipana la vicenda,mi e'inoltre decisamente familiare.Viene rappresentato da Piero Chiara con meticolosita' da guida turisitica ,abbondando in descrizioni di una natura delicata ma intrigante quale e'quella lacustre.La percezione di sapere che volti avessero i protagonisti e in che ambiente si muovessero mi ha permesso di raggiungere rapidamente quell'immedesimazione totale con la storia narrata che trasforma la lettura di un romanzo in un'esperienza trascendente.La"Stanza del vescovo" ci ricorda come uomini e donne siano bussole impazzite alla ricerca di un punto cardinale di contenuto emozionale.Temistocle Orimbelli vuole vivere una passione forte e definitiva che sentiva di aver smarrito.A Maffei questo sentimento piomba addosso e sente che puo' rappresentare una svolta per la sua esistenza. Matilde alla passione si aggrappa come ad un'ancora di salvezza:un salvagente per non precipitare nell'abisso della solitudine alla quale e' stata condannata dagli eventi.Al lettore non sfuggono le debolezze dei tre:Orimbelli e' uomo che millanta un passato eroico avendo un presente da imbelle,Maffei e'un dandy che si consuma in avventure nelle quali lui e'il primo a non credere.Matilde con tanto di tresca con l'Orimbelli e'una sconfitta dagli affetti.Nelle ultime pagine il vento del lago trasportera' mistero e malinconia su quel poco che rimane della vicenda.

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    angelo

    07/06/2013 10.23.10

    Ingredienti: una barca che avvicina ed unisce due reduci di guerra, un lago placido che li osserva muoversi tra le sue sponde, il vento dell'inquietudine che li spinge alla ricerca continua di donne, la tempesta di un delitto a sconvolgere rotte e relazioni. Consigliato: a chi vuole affrontare una leggera e gradevole navigazione negli abissi dell'anima (maschile), a chi sa che un porto sicuro non è solo un punto di arrivo, ma anche di partenza.

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    gasalbe

    24/06/2012 17.47.29

    Ho letto uno di seguito all' altro " La stanza del vescovo" , "La spartizione" e " Il cappotto di astrakan" tre libri bellissimi e tremendamente veri.

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    filippo

    16/03/2012 21.08.47

    Ho scoperto Chiara da poco e devo dire che, nella sua semplicità, ha creato con raffinato mestiere un romanzo penetrante ed enigmatico. Assolutamente da leggere!!

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    chiara

    02/10/2011 21.52.43

    bello, piacevole, scorrevole e arguto come tutte le opere di Chiara. Spero che nel tempo questo autore venga rivalutato.

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    Stefano

    15/09/2010 21.12.31

    Una scrittura che scivola via come acqua, una caratteristica essenziale per essere un bravo scrittore. Un libro che si fa leggere tutto d'un fiato, personaggi spassosi. Questo stile semplice e diretto dovrebbe far riflettere tanti scrittori d'oggi (e che si definiscono underground...i sessanta ed i settanta sono ormai finiti, evaporati...) e le loro trame inverosimili che controbilanciano scritture mediocri dove i paroloni non sono altro che ancore di piombo...

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    Daniele

    01/05/2008 18.51.08

    Considero Chiara il più grande scrittore italiano del secondo dopoguerra. Questo suo (ennesimo) capolavoro lascia in secondo piano le atmosfere boccaccesche a favore di un sentimento di disagio che cresce lentamente fino ad esplodere e consumarsi nell'eccezionale ultimo terzo del libro. Anche qui vi è un personaggio indimenticabile, Temistocle Orimbelli, forse il più disgustoso partorito dalla fantasia di Chiara, eppure nonostante tutto realmente umano nella sua doppiezza, teso alla disperata ricerca di un amore che non troverà più.

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    V&E

    18/07/2007 14.07.17

    E' Piero Chiara, non ci si può accontentare di meno...

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    Renzo Montagnoli

    19/04/2007 08.09.06

    Una vicenda misteriosa in un atmosfera decadente e che diventa un giallo verso la fine. Descrizione dell'ambiente pressochè perfetta, introspezione psicologica di elevato livello, una scrittura scorrevole e che si legge con grande piacere per un'opera fra le migliori di Chiara.

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    M.T.O

    07/11/2005 12.29.24

    Ottima scrittura,capace di dar pieno corpo all'ambiente del lago,alle sue suggestioni,a nostalgie,colori,sapori,noie e piccole paranoie.Parimenti e' da dirsi per alcune caratterizzazioni umane(Cleofe e la sua lunga e oscura magrezza,la suntuosa appetibilita' di Matilde,l'ambiguita' dell'Orombelli)e,di piu', per l'indubbia perizia a discorrer di venti, vele,strambate,tempeste di lago. Trovo meno valida la coerenza narrativa e la trama del romanzo.Quest'ultima mi pare debole, prevedibile e anche scontata.Quanto a coerenza narrativa non puo' non cogliersi un difetto di capacita'introspettiva e di approfondimento per protagonisti e comparse. Di Matilde non si riescono a comprendere le ragioni d'un comportamento equivoco;di Wilma, Milena e le altre allegre donnine non si da' conto del loro apparire:restano comparse artificiose,appiccicate li' sol per dar corpo all'improbabile libidine dell'Orombelli. Che tutto appare,tranne che un tombeur de femmes.Insomma:bene,molto bene "il naturalismo", mediocre,molto mediocre il resto. In fin dei conti si tratta di Chiara,non d'uno scrittorucolo di raccontini piu' o meno gialli.

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    MARINO

    22/10/2004 15.09.58

    HO SEMPRE AVUTO UN DEBOLE PER P.CHIARA, UNO SCRITTORE CHE SI AVVICINA MOLTISSIMO AL MIO MODO DI INTENDERE LA VITA E PERTANTO MI SENTIREI A MIO AGIO PERFETTAMENTE NEI PANNI DI UN SUO PERSONAGGIO, SPECIALMENTE DI QUELLI TIPO " IL PIATTO PIANGE "!!LA SUA GRANDEZZA E' APPUNTO QUELLA DI SAPER ALTERNARE PAGINE BRILLANTI E SPENSIERATE A ROMANZI DEL MIGLIORE STAMPO POLIZIESCO...STUPENDI GIALLI CHE LO PROPONGONO AI VERTICI ANCHE DI QUESTO TIPO DI LETTERATURA, PER NIENTE SECONDARIA! BRAVISSIMO...

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    massimo francini

    15/11/2003 18.12.04

    Per me che sono originario del paese in cui è ambientata la storia è un continuo rivedere quei luoghi. Non capisco se il film integri il libro grazie alle immagini o viceversa il libro integri il film lasciando libera la fantasia. Grande Piero Chiara! Non finirà mai di affascinarmi con le sue storie che fan parte del mio bagaglio esistenziale.Il mondo è pieno di Orimbelli.

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    FABIO SCARNATI

    14/09/2003 21.08.54

    E'un buon libro, ma il capolavoro di Chiara rimane sempre " LA SPARTIZIONE ".

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    Luca

    18/06/2002 11.35.32

    é un esempio molto interessante e, probabilmente, tipico, di giallo all'italiana, giocato sui temi classici della poetica di Piero Chiara, l'ipocrisia della borghesia, i vizi e le debolezze della vita di provincia. Definirlo "giallo" è forse eccessivo per chi considera questo genere pensando a Agatha Christie; ma la trama è costruita molto bene, si dipana in un crescendo efficace di segnali che presagiscono la tragedia finale. E, come un buon giallo, non da troppe risposte e lascia parte del mistero celato! Io l'ho apprezzato anche per l'ambientazione, insolita e molto ben descritta: il lago maggiore è lo scenario ideale in mezzo al quale si muovono i protagonisti un po' decadenti, tra esaltazioni e depressioni esistenziali. L'ho consiglio non solo agli appassionati del genere riduttivamente chiamato "giallo", ma anche a chi cerca un breve romanzo di costume, mai banale e scritto molto bene. Chiara è stata per me un'ottima scoperta, che segue i mai abbastanza apprezzati "pseudogiallisti" italiani Sciascia, Calvino e il grande "dolomitico" Buzzati!

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    Francesco Scianna

    07/02/2001 23.23.05

    Ritengo che si tratti del più bel romanzo di Piero Chiara. E' strano cominciare in questo modo una recensione di un libro ma credo che dopo aver letto la stanza del vescovo, dentro rimanga veramente ancora un alone misterioso, quasi a non credere quanto raccontato dal narratore. I luoghi, i personaggi sono talmente veri, che a tratti sembra di riconoscerli in personaggi pubblici, o nell'amico o nel collega sfortunato, costretto a vivere una vita, alle spalle di una moglie ricca, ma che non ama. Chiara riesce a creare un giallo, ambientato nei luoghi da lui più amati e cari, ove i personaggi, talmente diversi fra loro, per moralità, indole, poesia, non possono fare a meno l'uno dell'altro, poeticamente parlando. Vengono descritti in modo mirabile, quasi che il lettore possa realmente raffigurarli nella sua mente, fin nei minimi particolari, come se li avesse conosciuti di persona. Il giallo è assolutamente intrigante e i luoghi dove è ambientato, descritti altrettanto mirabilmente, fanno da cornice ad uno dei più bei gialli della letteratura italiana.

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