Editore: Einaudi
Anno edizione: 2016
In commercio dal: 29/11/2016
Pagine: 298 p., Brossura
  • EAN: 9788806225926
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    Massimo

    01/01/2018 10:40:42

    grande capacità di narrazione; microstoria dei personaggi sullo sfondo del passaggio tra Ottocento e Novecento nei luoghi e nelle atmosfere che Baldini conosce a fondo e di cui ci fa assaporare il mistero e la profondità. Di nuovo la ricerca e la descrizione delle passioni umane.

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    Gianni F.

    02/05/2017 15:49:18

    Grande affresco di un novecento italiano, tanto affascinante quanto crudele, ambientato sul pittoresco appennino tosco-romagnolo. Un inno all'amicizia che travalica appartenenza a classe sociale o fede politica. Un amore infantile che dura negli anni e mai si realizza causa drammi personali e pubblici. Personaggi e luoghi, descritti magistralmente ed indimenticabili. Una lettura avvincente che mai vorresti interrompere. Un autore che non conoscevo, che seguirò e che merita un grosso applauso!

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    abe

    15/12/2016 14:41:38

    Una fiaba meravigliosa lunga una vita, quella dei tre protagonisti prima bambini poi adolescenti e poi adulti che attraversano la storia del novecento e i suoi più grandi e tragici eventi. Indimenticabili i personaggi, i paesaggi e le ambientazioni che fanno da sfondo a questa grande Avventura.

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Le prime pagine del romanzo

I. A vedere il treno
(primi di aprile, 1906)

Invece dei soliti ruscelli di acqua limpida e fredda, raccontava il maestro, giù sulle pietre e tra gli alberi corse per ore un fiume di sangue denso e caldo. E a quelle parole la sua fronte si corrugava e si induriva, e i suoi occhi pareva riverberassero i colori di quell'immagine crudele.
- E il bosco, il bosco che potete osservare dalle finestre, - diceva, mentre gli sguardi dei bambini correvano ai vetri per guardare fuori, come se potessero scorgervi cose nuove e mai viste prima, - era pieno di comandi e grida, di schricchiolii e schianti di alberi che si spezzavano e cadevano sui soldati, di cozzare di spade, poi di lamenti e implorazioni, e infine fu un silenzio di tomba, quello che nella Valbuia c'è ancora adesso. L'avete mai ascoltato il silenzio che c'è lassù? - chiedeva con voce da dramma fissando uno a uno gli scolari, una quindicina in tutto, rapiti da quella storia già sentita molte volte, ma sempre nuova come una fiaba che non smetta mai di incantare pur sapendone i contenuti e la fine.
Il silenzio della Valbuia i bambini lo conoscevano, certo. Tutti qualche volta se l'erano trovato intorno e addosso, gelido come una coperta bagnata, pesante e vischioso come un brutto sogno. E se potevano lo evitavano, oppure lo cercavano solo per sfida. Ma quel posto non era preda dell'abbandono da allora, da più di duemila anni, come sosteneva il maestro.