Editore: Einaudi
Anno edizione: 2016
In commercio dal: 29 novembre 2016
Pagine: 298 p., Brossura
  • EAN: 9788806225926
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Recensioni dei clienti

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    Silvia

    20/09/2018 13:21:35

    Un altro ottimo romanzo dalla penna di Baldini, autore che adoro da "L'uomo nero e la bicicletta blu". Forse in questo "Stirpe selvaggia" non raggiunge la stessa poesia, lo stesso umorismo e lo stesso orrore del romanzo appena citato, ma è comunque una lettura di pregio, una storia selvaggia, a volte amara e a volte dolce, come sa esserlo la vita. Tre amici, tre persone che dall'infanzia all'età adulta cercano di farsi spazio in un mondo al tramonto che verrà spazzato via definitivamente dalle guerre mondiali, mentre il futuro non sembra poter accoglierli davvero. Forse la conclusione del romanzo è fin troppo improvvisa e dura, ma rispecchia quello che è accaduto e lo stato d'animo di milioni di persone che hanno vissuto in quel periodo storico. Bello!

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    Massimo

    01/01/2018 10:40:42

    grande capacità di narrazione; microstoria dei personaggi sullo sfondo del passaggio tra Ottocento e Novecento nei luoghi e nelle atmosfere che Baldini conosce a fondo e di cui ci fa assaporare il mistero e la profondità. Di nuovo la ricerca e la descrizione delle passioni umane.

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    Gianni F.

    02/05/2017 15:49:18

    Grande affresco di un novecento italiano, tanto affascinante quanto crudele, ambientato sul pittoresco appennino tosco-romagnolo. Un inno all'amicizia che travalica appartenenza a classe sociale o fede politica. Un amore infantile che dura negli anni e mai si realizza causa drammi personali e pubblici. Personaggi e luoghi, descritti magistralmente ed indimenticabili. Una lettura avvincente che mai vorresti interrompere. Un autore che non conoscevo, che seguirò e che merita un grosso applauso!

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    abe

    15/12/2016 14:41:38

    Una fiaba meravigliosa lunga una vita, quella dei tre protagonisti prima bambini poi adolescenti e poi adulti che attraversano la storia del novecento e i suoi più grandi e tragici eventi. Indimenticabili i personaggi, i paesaggi e le ambientazioni che fanno da sfondo a questa grande Avventura.

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Le prime pagine del romanzo

I. A vedere il treno
(primi di aprile, 1906)

Invece dei soliti ruscelli di acqua limpida e fredda, raccontava il maestro, giù sulle pietre e tra gli alberi corse per ore un fiume di sangue denso e caldo. E a quelle parole la sua fronte si corrugava e si induriva, e i suoi occhi pareva riverberassero i colori di quell'immagine crudele.
- E il bosco, il bosco che potete osservare dalle finestre, - diceva, mentre gli sguardi dei bambini correvano ai vetri per guardare fuori, come se potessero scorgervi cose nuove e mai viste prima, - era pieno di comandi e grida, di schricchiolii e schianti di alberi che si spezzavano e cadevano sui soldati, di cozzare di spade, poi di lamenti e implorazioni, e infine fu un silenzio di tomba, quello che nella Valbuia c'è ancora adesso. L'avete mai ascoltato il silenzio che c'è lassù? - chiedeva con voce da dramma fissando uno a uno gli scolari, una quindicina in tutto, rapiti da quella storia già sentita molte volte, ma sempre nuova come una fiaba che non smetta mai di incantare pur sapendone i contenuti e la fine.
Il silenzio della Valbuia i bambini lo conoscevano, certo. Tutti qualche volta se l'erano trovato intorno e addosso, gelido come una coperta bagnata, pesante e vischioso come un brutto sogno. E se potevano lo evitavano, oppure lo cercavano solo per sfida. Ma quel posto non era preda dell'abbandono da allora, da più di duemila anni, come sosteneva il maestro.