Storia curiosa della scienza. Le radici pagane dell'Europa

Flavio Oreglio

Editore: TEA
Collana: Saggistica TEA
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
In commercio dal: 26 settembre 2013
Pagine: 210 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788850232031
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Descrizione
Si pensa spesso che la storia racconti il come e il quando, mentre la scienza spieghi il perché delle cose (a volte in maniera complessa e poco accattivante). Esiste però la storia della scienza, che parla di come, quando e perché il genere umano sia arrivato a interpretare e a trasformare così profondamente la realtà del mondo. E questa che avete in mano è una storia curiosa della scienza, ovvero basata sull'approccio più autentico e stimolante verso il sapere - la curiosità, appunto. In questo volume, il primo di una serie che parte dalle origini per arrivare all'oggi, si parla non solo dei grandi pensatori del passato, ma dell'evoluzione del pensiero: come dal mito si è giunti all'osservazione naturale, come è nata la scrittura, la medicina, la filosofia; e le idee straordinarie che hanno segnato l'intera storia dell'Europa, da Pitagora a Socrate a Platone e Aristotele. Flavio Oreglio è stavolta in veste di divulgatore, forte della sua formazione scientifica e del suo talento narrativo.

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    Giac

    11/04/2012 16:06:26

    NON è un libro umoristico. Ma soprattutto NON VUOLE esserlo. è un saggio di storia della scienza con qua e la qualche battuta. è un saggio che espone le opinioni dell'autore (che al di là di Zelig è un insegnante), forse talvolta espresse con troppa forza, certamente non da tutti condivise, ma certamente degne di essere discusse. Per dire di non essere d'accordo con qualcuno, bisogna prima sapere cosa pensa, poi bisogna contrapporre argomenti ad argomenti. Qui Oreglio espone i suoi, e francamente lo fa pure in modo generalmente piacevole. non dò il massimo solo per qualche eccesso nel linguaggio, ma a mio parere il libro è da leggere.

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    skuer

    11/01/2012 23:39:50

    Un vero disastro questo libro. Il tentativo di far diventare un saggio uno scritto leggero fallisce miseramente. L'approfondimento scientifico è nullo, lo humor (spesso basato sull'attualità) è già vecchio prima di andare in stampa. E in più l'abbinamento non funziona. Non abbastanza divertente da conquistare il pubblico alla ricerca di un libro leggero, semplicemente fuori luogo per chi sperava in un saggio: Oreglio non riesce a (o non vuole) togliersi i panni del comico nè dà lustro al suo percorso di studi. Non si capisce a chi sia rivolto: direi ai ragazzini delle scuole medie se non ci fossero abbozzi di satira politica. Molto male

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    maurizio .mau. codogno

    08/01/2012 22:06:56

    Flavio Oreglio nell'introduzione a questo suo libro esprime subito la sua visione: la religione è un male, i tentativi di mettere insieme scienza e religione sono peggio, e quello che si dovrebbe fare è invece mettere (di nuovo) insieme scienza e filosofia, proprio come nell'antichità. Il filo conduttore dell'opera, che arriva fino al termine dell'ellenismo, è questo: può essere condiviso o o meno, ma naturalmente quello che conta è lo svolgimento del tema. Ecco, è sullo svolgimento che ho i miei forti dubbi. Il libro è diviso in due parti ben distinte: la filosofia presocratica e classica, e l'ellenismo. Nella prima parte Oreglio prende le cose molto alla leggera: nulla di male, è quello che faccio sempre anch'io nel mio piccolo. Però non credo che andare verso il turpiloquio aiuti a capire meglio le cose... La seconda parte è molto meno scoppiettante della prima; purtroppo il risultato sembra più che altro un bignami, senza chissà quali guizzi. In definitiva, un'idea interssante purtroppo gestita male. (Ah, per quanto ne so la metafisica si chiama così solo per il suo posizionamento nelle opere aristoteliche, e se Lucio Russo ha ragione il cristianesimo forse ha dato il colpo di grazia alla scienza antica, ma la morte è di un par di secoli prima...)

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