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Marco Biraghi

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2008
Pagine: XVI-547 p. , ill. , Brossura

6 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Arte, architettura e fotografia - Architettura - Storia dell'architettura

  • EAN: 9788806193133

Recensioni dei clienti

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    maurizio

    26/11/2014 19.03.51

    IL Professor Biraghi, è un uomo molto colto e sensibile,ha in se il rigore dello storico, la cultura del filosofo e sociologo,ma sopratutto l'occhio perfetto dell'architetto, che è poi quello che serve, dell'architetto militante, sul campo. IN più,è la prima storia della nostra disciplina che è finalmente non ideologica, non vista con gli occhiali marxisti, a volte politicamente miopi, di Tafuri.Ri - leggendo questo bel libro,ho addirittura compreso meglio questi nostri tempi della cosidetta " crisi " economica, di questa nostra società odierna. Andiamo verso una visione della architettura sempre più gioco spettacolare,liquida e vaporizzata.Bello tutto il libro, ma illuminanti, su tante cose della vita odierna, gli ultimi tre capitoli sulla nostra attualità. Ripensando a tutta la vicenda della architettura moderna, appare nostalgica la vicenda dei pionieri del primo 900', vicenda oggi romantica; bisognerebbe avere la visionarietà e concretezza di Le Corbusier e degli altri giganti.I colleghi spagnoli sono ben rappresentati e commentati,avrei dedicato un po' più di spazio a parlare della poesia di Aldo Rossi(pur preferendo Eisenman), ma le pagine su Rem Koolhaas sono fondamentali, per capire la nostra società odierna e non importa se fa edifici non immediatamente " digeribili ".UN Libro fondamentale e non ideologico per questi nostri tempi bui, lo consiglierei agli economisti, per far capire cosa pensano gli artisti di questa società. Uno dei più belli ed importanti libri mai letti.

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    maurizio

    30/08/2012 13.05.00

    Una ottima storia critica della Architettura;meno scolastica di tante altre,quali Frampton e De Fusco, meno per studenti e più per appassionati e/o progettisti che vogliono approfondire i temi del dibattito con le teorie - anche filosofiche - che informano il periodo più vicino a noi.Ci sono scelte critiche, a volte non condivisibili, quali ad esempio,la denigrazione di Philiph Johnson, a mio avviso eccessiva, che era un uomo molto colto e furbo, e molto importante nella propulsione della architettura nuova in occidente, non solo in USA. Non condivido nemmeno la importanza che si da a Rem Khoolhaas, ottimo filosofo - dei nostri tempi globalizzati - ma non dotato di occhio perfetto che ottemperi bene alla firmitas, utilitas, e venustas vitruviana.Avrei dedicato più spazio agli architetti madrileni e spagnoli in generale, che hanno lavorato bene a Madrid,invece dei soliti nomi noti, pur bravi, su cui c'è vasta letteratura.Ancora avrei dedicato più spazio a Sverre Fehn, ma ci sono di converso,anche scoperte di architetti bravissimi, quasi sconosciuti che hanno alto lirismo, il quale va oltre la penisola scandinava.Insomma un libro che ci apre la mente e serve ad approfondire avendo ben presente il quadro generale di insieme,che muta continuamente. Insieme alla monumentale Storia della Architettura dei Manfredo Tafuri e Francesco Dal Co',la opera in questione ci offre una panoramica dei nostri tempi inquieti,in modo critico e non scolastico, ce ne fossero di libri cosi', sono curioso di leggere anche il primo volume,che tratta di tutti i grandi maestri, di fine 800' e inizio 900', tipo Corbu', Wright, Mies, Gropius etc.Insomma sono soldi spesi benissimo per l'acquisto di questo volume corposo, da tenere affianco al taccuino degli schizzi a mano libera, e poi vicino al tavolo da disegno, e infine al computer; malgrado, ripeto, non tutte i giudizi critici su alcuni nomi sono condivisibili. Ottimo strumento di progettazione.

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