Storia di Tönle-L'anno della vittoria

Mario Rigoni Stern

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788806177331
Disponibile anche in altri formati:
Usato su Libraccio.it - € 6,21

€ 6,21

€ 11,50

6 punti Premium

€ 9,78

€ 11,50

Risparmi € 1,72 (15%)

Venduto e spedito da IBS

Nuovo - attualmente non disponibile

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    giuliog02

    25/04/2015 23:52:21

    Storia di Tönle e L'anno della vittoria, sono due romanzi brevi, esempi di ottima letteratura italiana. Il primo, incentrato sul personaggio di Tönle Bintarn, sulla sua famiglia, i suoi monti, i diversi mestieri praticati in giro per l'Europa, é un racconto che - con esemplare semplicità, delicatezza, poesia e profonda conoscenza dell'ambiente e della sua cultura - narra le difficoltà della vita del protagonista e il suo interminabile e intricato cammino per "tornare - sempre - a baita". Una sorta di Anabasi o, meglio, di Odissea ambientata nelle nostre montagne e avente come punto di riferimento il ciliegio, cresciuto sopra il tetto di paglia dell'abitazione. Un vero e proprio simbolo, una sorta di stendardo personale per gli occhi e l'animo dell'indomito protagonista. Il racconto é un vero capolavoro, assolutamente da leggere. L'anno della vittoria é un racconto corale sulla vita, le fatiche, le tribolazioni delle famiglie di contadini e pastori che, rifugiatisi durante la guerra nei campi profughi della pianura, tornano sull'Altipiano e trovano macerie di ciò che loro e i loro avi avevano, con amore e fatica, disegnato, costruito, mantenuto nel rispetto della natura. Campi, boschi, pascoli devastati dalla guerra, e con tutta la congerie di ciò che residua dalle battaglie: trincee, camminamenti, parti di scheletri di caduti, reticolati, bombe e proiettili inesplosi, resti di armi e di equipaggiamenti. E' una storia sulla ricostruzione e la rinascita dei luoghi amati, sull'impegno e la volontà comune degli uomini e delle donne e del loro innato sentimento di amore per le proprie radici. Non è un testo patriottico è un'ode al sentimento umano di attaccamento ai luoghi in cui si è nati e cresciuti, si sono sviluppate le relazioni interpersonali, si é divenuti parte di un ambiente di cui si conoscono profumi e odori, colori, forme, atmosfera. La patria è là dove ravvisiamo le radici che danno identità e sicurezza, non una figura retorica.

  • User Icon

    Ivic

    12/11/2014 20:42:19

    Grande libro. Rigoni è uomo vero e sincero, e i suoi libri trasmettono quello che è lui. Per questo ti entrano nel cuore. Abbiamo tutti bisogno di umanità Vera.

  • User Icon

    furettina96

    15/11/2009 18:05:38

    Bè, mi devo ricredere. Dopo aver letto "Stagioni" e "Uomini, boschi e api" ero arrivata alla conclusione che Stern fosse un pessimo scrittore. Mentre queso libro è fantastico

  • User Icon

    zombie49

    25/01/2009 13:29:04

    Libro che riunisce due romanzi brevi, quelli che più ho apprezzato di M.Rigoni Stern. Tönle è un montanaro dell’altipiano di Asiago tra la fine dell’ ‘800 e l’inizio del ‘900. Per vivere, fa un po’ di tutto: è contrabbandiere, venditore ambulante attraverso l’Europa, pastore ribelle che durante la Grande Guerra rifiuta di abbandonare il suo gregge e le sue montagne, prigioniero e profugo. E’ un vecchio che affronta mille difficoltà e un interminabile cammino a piedi per tornare a morire tra le sue montagne. Con semplicità, delicatezza, poesia, M.Rigoni Stern racconta la storia di un uomo che attraverso tutte le difficoltà della vita e della guerra vuole sempre “tornare a baita”. L’anno della vittoria è il 1919 e non è affatto una vittoria x le famiglie di contadini e pastori dell’altipiano di Asiago che nel 1916 dovettero abbandonare le loro case e rifugiarsi nei campi profughi della pianura. Dopo la guerra tornano ai paesi distrutti e trovano solo macerie, campi devastati, boschi distrutti, pascoli trasformati in trincee e scavati dalle granate, erba bruciata dal gas, cadaveri insepolti di soldati italiani e austraci, scheletri ancora appesi ai reticolati dove è stato condotto l’ultimo assalto. E’ una storia di miseria, di privazioni e di morte, ma anche di fierezza e speranza nel duro lavoro della ricostruzione e nella rinascita per tornare a vivere nei paesi montani come prima della guerra. E’ una condanna senza retorica e al di sopra delle parti degli orrori della guerra combattuta dai poveri di tutti gli eserciti. La patria non è l’Italia ma il proprio paese, la casa, la famiglia, il lavoro nei campi e nei boschi dove la natura non ha confini.

  • User Icon

    Renzo Montagnoli

    03/09/2008 19:15:37

    La storia di Tönle è un romanzo sull’uomo, sul suo innato sentimento per la terra dove è nato e vissuto, sulla nostalgia che prevale su ogni evento e che fa della battaglia per il ritorno a casa un inno al concetto di patria come luogo dei propri affetti. L’anno della vittoria è invece un’opera corale, dove uomini come Tönle, riuniti, esaltano il concetto di comunità, di identiche radici, indissolubili, inalienabili, tali da superare ogni difficoltà purché sempre solidali, in un’unica grande famiglia per cui vale la pena di vivere e di lottare. In entrambi i casi ci troviamo di fronte a due veri e propri gioielli della letteratura italiana.

  • User Icon

    don lino franzoloso

    26/05/2008 00:22:23

    Sono un lettore "continuo" di Rigoni Stern nel senso che lo leggo e rileggo molto spesso alla ricerca del "suo" segreto narrativo: cos'è che di lui mi attira così tanto e di conseguenza mi piace moltissimo ? Lo stile sobrio, l'io narrativo (che in altri autori da fastidio e comunque riduce le potenzialità narrative), il suo lasciarci pensosi a riflettere grazie ad una espressione magari brevissima odetta per inciso, la profondità tipica di coloro che hanno fatto esperienza dei lager, il tono mai moralistico..? Forse tutto questo e anche altro. In attesa di risposte in merito (che forse non arriveranno mai), a me sembra che sia uno scrittore di altissimo livello. "Storia di Toenle" è stato definito il suo racconto migliore. Indubbiamente è stupendo.

  • User Icon

    Filippo

    11/12/2007 15:08:10

    In questo periodo di freddo dentro e fuori di me ho voluto accendermi una luce con la compagnia dei libri di Mario Rigoni Stern. Leggendo la “Storia di Tonle”, “L’anno della vittoria” e “Le stagioni di Giacomo” ho percorso i sentieri dell’Altipiano oltraggiato dalle due guerre: racconti di privazioni, sofferenze ma anche di sentimenti genuini, schietti che la semplicità dello scrittore sa rendere cari al lettore. In “Quota Albania” mi sono immaginato le battaglie che anche mio nonno ha combattuto su quei monti, dove fu ferito quasi mortalmente da una scheggia che gli entrò vicino al cuore. Forse sarà stato per quel dolore sempre presente in lui che non mi ha mai voluto raccontare di quei fatti terribili. Allora mi viene in mente la frase “Nessuno è dimenticato e niente è da dimenticare”. Grazie, Sergente nella neve.

Vedi tutte le 7 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Premio Campiello 1979. La storia di Tönle Bintarn, contadino veneto, pastore, contrabbandiere ed eterno fuggiasco è l'odissea di un uomo che tra la fine dell'Ottocento e la Grande Guerra rimane coinvolto per caso nei grandi eventi della Storia e combatte una battaglia solitaria per la sopravvivenza sua e della civiltà cui sente di appartenere.L'anno della vittoria, continuazione ideale della Storia di Tönle, è quello che va dal novembre 1918 all'inverno successivo e racconta la storia di una famiglia e di un paese che devono risollevarsi dall'immane naufragio della guerra. Il lento ritorno alla vita, la fatica di riannodare i fili degli affetti e dei sentimenti, la riscoperta di luoghi e ritmi di vita perduti: Rigoni Stern dà voce alle cose, alle persone, alla natura nei loro aspetti piú autentici, testimonianze di un'umanità di confine che vince nonostante la Storia.