Storia economica della felicità

Emanuele Felice

Editore: Il Mulino
Collana: Intersezioni
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 26 ottobre 2017
Pagine: 356 p., Brossura
  • EAN: 9788815273796
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:
Usato su Libraccio.it - € 8,64
Descrizione
C'è una relazione fra sviluppo economico e felicità? Nella storia umana, dalla comparsa dei primi ominidi fino ai nostri giorni, si succedono tre grandi rivoluzioni, economiche e culturali al tempo stesso, che cambiano il nostro modo di produrre, di pensare, di vivere. E anche la visione della felicità. Dopo la rivoluzione cognitiva, con cui nasce il pensiero simbolico e che proietta le tribù di cacciatori e raccoglitori alla conquista del mondo, la rivoluzione agricola vede la felicità collocarsi oltre i desideri e la vita terrena; con la rivoluzione industriale essa appare possibile, qui e ora, come risultato delle politiche e delle azioni umane. Oggi nel «villaggio globale» si confrontano due idee della felicità: una fondata sul piacere, l'altra etica. Sembrano contrapposte, ma non sono inconciliabili e forse una sintesi è possibile.

€ 13,60

€ 16,00

Risparmi € 2,40 (15%)

Venduto e spedito da IBS

14 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
 
 
 

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Pietro Simone Canale

    29/11/2018 21:21:38

    Emanuele Felice, docente di Economia nell’Università D’Annunzio di Pescara, pubblica Storia economica della felicità, il suo quarto volume per i tipi de Il Mulino. Un libro coraggioso e di ampio respiro, che, come lo definisce lo stesso autore, è «l’avventura di un palombaro». L’opera ripercorre la storia dell’umanità alla ricerca della felicità, ponendo l’attenzione in particolar modo sulla relazione storica fra sviluppo economico e felicità. Felice analizza questo rapporto, partendo dall’idea stessa di felicità nelle diverse epoche e le effettive possibilità di raggiungerla, senza distogliere l’attenzione dalla ricerca di un significato oggettivo e condiviso. La pretesa di questo saggio sembrerebbe presuntuosa, poiché si presenta come un’impresa ardua e “disperata”, un «ponte sull’abisso». Tuttavia, comprendere le condizioni di vita dell’uomo, materiali e ideali, attraverso l’analisi dei cambiamenti avvenuti nella sfera dell’economia, durante il lungo corso della vicenda umana, è forse il modo migliore per rispondere alle domande relativa alla capacità dell’uomo di sentirsi più o meno vicino al raggiungimento della felicità. Le prime domande che si incontrano nel libro sono proprio quelle che mettono in relazione le condizioni di vita e la felicità: «Più ricchi e più colti, quindi, più liberi. Più numerosi e longevi. Ma anche più felici? […] l’abbondanza materiale rende gli esseri umani più felici?» (p. 8). Domande piuttosto semplici nella loro disarmante complessità, che trovano risposta nella storia dell’umanità dalla notte dei tempi «fino ai nostri giorni, chiedendosi se, e quanto, [lo sviluppo economico] sia servito ad aumentare la felicità, ovvero a conseguire lo scopo ultimo cui dovrebbe tendere il progresso scientifico e tecnologico» (p. 9). Eppure gli storici e gli economisti hanno preso raramente in considerazione la felicità, mentre è stato snocciolato sotto vari aspetti lo sviluppo umano materiale e civile: reddito, istruzione e conoscenze, speranza...

Scrivi una recensione