Storie di primogeniti e figli unici

Francesco Piccolo

Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788806226077
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    silvia

    09/04/2017 15:01:59

    "Storie di primogeniti e figli unici" non è all'altezza delle due raccolte sui trascurabili momenti di felicità / infelicità, è una serie di storie impacciate, un po' morbose e malinconiche che si dimenticano facilmente, a parte il primo racconto sull'invidia del fratellino e "Il portiere del condominio" che ci catapulta con maestria alle origini della burocrazia e delle sue falle: "E io mi sento un po' responsabile: perché so che c'è un motivo per cui i tre non pagano in tempo e l'ho scoperto". Inoltre Il ritmo frenetico e magistralmente cadenzato del racconto "Ombrelli", risolleva e dà luce all'intera raccolta.

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    Luca Martini

    01/07/2007 20:48:28

    Dotati di una buona espressività narrativa, i racconti di Piccolo colpiscono per la fluidità e la capacità di riportare a galla situazioni passate, tipiche della adolescenza, senza tralasciare problematiche sociali e ambientali. I racconti di Piccolo sono discontinui, alcuni possono essere considerati davvero riusciti e perfetti nella loro semplicità (su tutti "La maglia numero 11" e "Santino"), altri di buona fattura ("Quando il dito indica la luna), la maggioranza, invece, di discreta routine. A volte sembra che l'autore non abbia molto da raccontare, e cerchi di sopperire alla mancanza di storia con la sua indubbia capacità narrativa. Insomma, Piccolo sa scrivere, ha un stuo stile, semplice e arguto, ma non sempre le storie che racconta sono all'altezza. Credo, però, che sia un autore da seguire attentamente e che in futuro Piccolo possa regalarci prove migliori, di ottimo livello.

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    Nicola Sartorello

    02/03/2002 17:24:36

    Alcuni racconti fanno gridare al miracolo (La maglia numero undici, Quando il dito indica la luna), tanta è la finezza con cui l'autore raccoglie ed interpreta i suoi personaggi e le loro sensazioni. Gli altri racconti, per quanto abbastanza interessanti, non superano tuttavia il fattore noia generato dall'eccessiva prolissità della narrazione, dalla descrizione inutile e ripetitiva di stati d'animo e situazioni vissute. Nel suo complesso, snervante come una lunga permanenza in spiaggia sotto il sole estivo.

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