Storie di Val Padana. Campagne, foreste e città da Alboino a Cangrandedella Scala

Vito Fumagalli

Editore: Il Mulino
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
In commercio dal: 5 luglio 2012
Pagine: 138 p., Brossura
  • EAN: 9788815240019

58° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Storia e archeologia - Storia - Dalla preistoria al presente - 2. Storia: dal 500 d.C. al 1450-1500 d.C.

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Descrizione
Pochi storici hanno avuto, come Vito Fumagalli, il talento di evocare quasi visivamente il mondo dell'uomo medievale. A partire da una preparazione versata in particolare nella storia dell'ambiente e dell'agricoltura, egli sapeva reimmergere il lettore entro il paesaggio e la vita comune del Medioevo, raccontando con grande efficacia il rapporto quotidiano tra uomo e natura: gli animali, le coltivazioni, i boschi, i fiumi, le alluvioni, le malattie, e insieme il complesso di sentimenti e atteggiamenti che quel rapporto generava, In questo volume Fumagalli aveva raccolto alcune delle sue pagine più dichiaratamente narrative centrate sul Medioevo padano: sull'elemento predominante delle foreste, innanzitutto, animate da pericoli veri e immaginari, e poi sul graduale addomesticamento del territorio con la ripresa dell'agricoltura e dei commerci e la rinascita delle città. È la Padania di Matilde di Canossa e di Cangrande della Scala, dei goliardi e dei monaci, dei contadini e dei pastori...

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    Bruno Bianco

    13/01/2015 15:50:14

    Vito Fumagalli può essere definito in un certo senso come il "Le Goff" italiano. Dell'illustre Maestro francese ha l'ampiezza di sguardo, che dalla storia del Medioevo si allarga alla storia della sua civiltà, intesa non soltanto e non soprattutto negli aspetti politici, militari e istituzionali, ma anche in quelli della cosiddetta "cultura materiale" (dal vestire all'alimentazione) e della "mentalità" (credenze, paure, percezione della natura e dell'ambiente). In più Fumagalli ha una felicità di scrittura abbinata ad uno sguardo che del Medioevo (a differenza del Collega francese) sa cogliere non soltanto le ombre dense e i rudi contrasti, la violenza e le paure, ma anche la paziente operosità. In queste pagine domina il rapporto degli uomini padani con l'ambiente, che gradatamente si trasforma dal paesaggio incolto dell'Alto Medioevo al disboscamento e alla messa a coltura conseguenti all'esplosione demografica e al (ri)sorgere delle città (fenomeno, questo, presente in maniera rilevante soprattutto nell'Italia centro-settentrionale dopo il Mille). Una rievocazione suggestiva, in cui il ritratto di Matilde di Canossa (cui l'Autore ha dedicato anche un volume a parte) acquista un risalto particolare, quale cerniera tra il vecchio mondo feudale e il nuovo delle libertà comunali. Un saggio godibile anche per chi non è specialista, scritto da un grande studioso che ha il dono di saper comunicare il frutto delle sue ricerche anche ad un pubblico più vasto delle aule universitarie.

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